Fondazione Giovanni Paolo II onlus
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Informazioni dall’Ecumenismo in Italia

Per la promozione dell’informazione del dialogo ecumenico in Italia il Centro Studi pubblica una rivista mensile elettronica Veritas in caritate. Informazioni dall’Ecumenismo in Italia; Veritas in caritate, che è stata fondata e è diretta da Riccardo Burigana, pubblica notizie su iniziative e incontri ecumenici in Italia (Agenda Ecumenica), su alcuni nel mondo (Una finestra sul mondo), su incontri interreligiosi in Italia (Dialogo interreligioso), presentazione di volumi di carattere storico-religioso (Qualche lettura), articoli e segnalazioni stampa sull’ecumenismo in Italia e nel mondo (Per una rassegna stampa dell’ecumenismo), documenti del magistero sull’ecumenismo (Documentazione ecumenica), testi a commento del Concilio Vaticano II (Sul Concilio Vaticano II) di spiritualità delle tradizioni cristiane (Spiritualità ecumenica) e di storia del movimento ecumenico  (Memorie Storiche).


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Newsletter Veritas in caritate n.4-5 (2020)
«La voce di Dio»
«La voce di Dio e quella del tentatore, infine, parlano in “ambienti” diversi: il nemico predilige l’oscurità, la falsità, il pettegolezzo; il Signore ama la luce del sole, la verità, la trasparenza sincera. Il nemico ci dirà: “Chiuditi in te stesso, tanto nessuno ti capisce e ti ascolta, non fidarti!”. Il bene, al contrario, invita ad aprirsi, a essere limpidi e fiduciosi in Dio e negli altri. Cari fratelli e sorelle, in questo tempo tanti pensieri e preoccupazioni ci portano a rientrare in noi stessi. Prestiamo attenzione alle voci che giungono al nostro cuore. Chiediamoci da dove arrivano. Chiediamo la grazia di riconoscere e seguire la voce del buon Pastore, che ci fa uscire dai recinti dell’egoismo e ci conduce ai pascoli della vera libertà»: queste parole sono state pronunciate da papa Francesco, il 3 maggio, prima della Regina Coeli; sono, tra le tante, che in queste ultime settimane – come non pensare alle liturgie della Settimana Santa – hanno sostenuto e incoraggiato uomini e donne a non perdere la speranza in un tempo nel quale sembrava che non ci fosse domani, mentre per papa Francesco si doveva vivere questo tempo di dolore, di sofferenza, di solitudine segnato dal diffondersi della pandemia del covid-19 come un momento di preghiera, di condivisione, di riflessione così da offrire un reale contributo nel ripensare la società nell’ascolto della Parola di Dio che condanna violenza e discriminazione e indicando la strada dell’amore, dell’accoglienza, del dialogo per uscire dalla logica che non concede speranza e gioia.

Newsletter Veritas in caritate n.2-3 (2020)
«Coraggio, con Dio niente è perduto»
«La tomba è il luogo dove chi entra non esce. Ma Gesù è uscito per noi, è risorto per noi, per portare vita dove c’era morte, per avviare una storia nuova dove era stata messa una pietra sopra. Lui, che ha ribaltato il masso all’ingresso della tomba, può rimuovere i macigni che sigillano il cuore. Perciò non cediamo alla rassegnazione, non mettiamo una pietra sopra la speranza. Possiamo e dobbiamo sperare, perché Dio è fedele. Non ci ha lasciati soli, ci ha visitati: è venuto in ogni nostra situazione, nel dolore, nell’angoscia, nella morte. La sua luce ha illuminato l’oscurità del sepolcro: oggi vuole raggiungere gli angoli più bui della vita. Sorella, fratello, anche se nel cuore hai seppellito la speranza, non arrenderti: Dio è più grande. Il buio e la morte non hanno l’ultima parola. Coraggio, con Dio niente è perduto!»: queste parole sono uno dei passaggi più significativi dell’omelia di papa Francesco nella veglia pasquale della notte santa; in queste settimane di pandemia, che sono coincise, in gran parte, con la Quaresima papa Francesco ha voluto manifestare, in molti modi, la sua profonda vicinanza a coloro che sono nella sofferenza, e il suo speciale ringraziamento a tutti coloro che operano per alleviare questa sofferenza, tenendo accesa la luce della speranza di superare questo tempo di solitudine, di dolore, di separazione, di morte per costruire un mondo diverso da quello che è entrato nella spirale della pandemia.

Newsletter Veritas in caritate n.1 (2020)
Grazie
«Grazie» è stata la parola che, con maggiore frequenza, è comparsa, in questi ultimi giorni, in coloro che, pubblicamente e privatamente, hanno voluto ricordare Maria Vingiani, che è tornata alla casa del Padre venerdì 17 gennaio, a poche settimane dal suo 99° compleanno, visto che era nata il 28 febbraio 1921. La parola «Grazie» ha illuminato anche il funerale di Maria Vingiani, che si è svolto ieri, giovedì 23 gennaio, alle 11.00 presso il Duomo di Mestre, dove, in una celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, le parole e i silenzi hanno voluto esprimere proprio un «Grazie» al Signore per il dono che ha fatto alla Chiesa con Maria Vingiani della quale sono stati evocati i rapporti personali che facevano sentire a casa chi si affacciava per la prima volta al SAE, come ha detto il pastore Massimo Aprile.