Fondazione Giovanni Paolo II onlus
  • sede legale: via del Proconsolo, 16 - 50122 - Firenze - ITALY
  • tel:+39 0575 583077

info@fondazionegiovannipaolo.org

Informazioni dall’Ecumenismo in Italia

Per la promozione dell’informazione del dialogo ecumenico in Italia il Centro Studi pubblica una rivista mensile elettronica Veritas in caritate. Informazioni dall’Ecumenismo in Italia; Veritas in caritate, che è stata fondata e è diretta da Riccardo Burigana, pubblica notizie su iniziative e incontri ecumenici in Italia (Agenda Ecumenica), su alcuni nel mondo (Una finestra sul mondo), su incontri interreligiosi in Italia (Dialogo interreligioso), presentazione di volumi di carattere storico-religioso (Qualche lettura), articoli e segnalazioni stampa sull’ecumenismo in Italia e nel mondo (Per una rassegna stampa dell’ecumenismo), documenti del magistero sull’ecumenismo (Documentazione ecumenica), testi a commento del Concilio Vaticano II (Sul Concilio Vaticano II) di spiritualità delle tradizioni cristiane (Spiritualità ecumenica) e di storia del movimento ecumenico  (Memorie Storiche).


Anno 2017      ♦ Anno 2016      ♦ Anno 2015      ♦ Anno 2014      ♦ Anno 2013      ♦ Anno 2012      ♦ Anno 2011      ♦ Anno 2010      ♦ Anno 2009-2008


Newsletter Veritas in caritate n.10 (2018)
Un creato da custodire
Un creato da custodire, da credenti responsabili, in risposta alla Parola di Dio: questo è il titolo del convegno ecumenico nazionale che si apre oggi, lunedì 19 novembre, a Milano: anche quest’anno il programma del convegno è stato definito da un gruppo «ecumenico», coordinato dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e per il dialogo interreligioso (UNEDI) della Conferenza Episcopale in collaborazione e confronto con Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Chiesa Apostolica Armena, Diocesi Copto Ortodossa di San Giorgio – Roma, Chiesa d’Inghilterra, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; è così proseguito un lavorare insieme, dopo la felice esperienza del convegno del 2017, a Assisi, quando cristiani di tradizioni diverse pensarono insieme come confrontarsi ecumenicamente sulla categoria «riforma» anche alla luce della celebrazione comune del 500° anniversario dell’inizio della Riforma.

Newsletter Veritas in caritate n.9 (2018)
Il dovere di discernere e di riconoscere
«Anzitutto, abbiamo il dovere di discernere e riconoscere la presenza dello Spirito Santo in queste comunità, cercando di costruire con loro dei legami di autentica fraternità. Ciò sarà possibile moltiplicando le occasioni di incontro e superando la reciproca diffidenza, motivata molte volte dall’ignoranza o dalla mancanza di comprensione» questo è uno dei passaggi più significativi del discorso di papa Francesco ai partecipanti della Sessione plenaria del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani che ha affrontato il tema Pentecostali, carismatici ed evangelicali: impatto sul concetto di unità.

Newsletter Veritas in caritate n.8 (2018)
Il dono della casa comune
«In questa Giornata di Preghiera desidero anzitutto ringraziare il Signore per il dono della casa comune e per tutti gli uomini di buona volontà che si impegnano a custodirla. Sono grato anche per i numerosi progetti volti a promuovere lo studio e la tutela degli ecosistemi, per gli sforzi orientati allo sviluppo di un’agricoltura più sostenibile e di un’alimentazione più responsabile, per le varie iniziative educative, spirituali e liturgiche che coinvolgono nella cura del creato tanti cristiani in tutto il mondo»: con queste parole si apre il messaggio di papa Francesco per la IV Giornata mondiale di preghiera per la custodia del creato «che la Chiesa Cattolica da alcuni anni celebra in unione con i fratelli e le sorelle ortodossi, e con l’adesione di altre Chiese e Comunità cristiane»; con questo messaggio il pontefice torna a parlare del ruolo dei cristiani, non solo dei cattolici, nella costruzione di una cultura e di una prassi che, radicata sulle Sacre Scritture e sulla bimillenaria tradizione della Chiesa, conduca a una nuova definizione del rapporto tra l’uomo e la creazione a partire da un profondo mutamento di politiche e di gesti che hanno sfregiato il dono della creazione.

Newsletter Veritas in caritate n.7 (2018)
Gioiosa presenza
«Ieri, a Bari, con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente e i loro Rappresentanti abbiamo vissuto una speciale giornata di preghiera e riflessione per la pace in quella regione. Rendo grazie a Dio per questo incontro, che è stato un segno eloquente di unità dei cristiani, e ha visto la partecipazione entusiasta del popolo di Dio. Ringrazio ancora i Fratelli Capi di Chiese e quanti li hanno rappresentati; sono rimasto veramente edificato dal loro atteggiamento e dalle loro testimonianze. Ringrazio l’Arcivescovo di Bari, fratello umile e servitore, i collaboratori e tutti i fedeli che ci hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera e la gioiosa presenza»: con queste parole, pronunciate alla preghiera dell’Angelus, domenica 8 luglio, papa Francesco è voluto tornare sull’incontro per la pace dei capi delle Chiese del Mediterraneo, che si era svolto il giorno prima a Bari; il papa è tornato su questa giornata per esprimere quanto importante era stato il ritrovarsi insieme per pregare il Signore per ogni passo che possa condurre alla pace, per condividere preoccupazioni e speranze per l’oggi del Medio Oriente, per riaffermare la necessità di trovare sempre nuove strade con le quali consentire ai cristiani di restare là dove il cristianesimo è nato, come è stato messo in evidenza dai partecipanti all’incontro di Bari.

Newsletter Veritas in caritate n.6 (2018)
Camminare…..
«Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace»: questo è uno dei passaggi più significativi delle parole pronunciate da papa Francesco, sul sagrato della Basilica di San Nicola di Bari, al termine dell’incontro con i capi delle Chiese del Medio Oriente, sabato 7 luglio, in una giornata che è parsa, fin dal suo svolgimento, una tappa fondamentale del cammino ecumenico; a Bari, con gesti e parole, papa Francesco e i capi delle Chiese cristiane non hanno solo riaffermato il loro impegno quotidiano per il superamento dello scandalo delle divisioni, ma soprattutto hanno manifestato, in modo inequivocabile, la scelta di chiedere ai cristiani di farsi costruttori della pace ne Medio Oriente, proseguendo, in tanti luoghi, quanto già fanno, ma anche aprendo nuove strade per denunciare violenze e ingiustizie da combattere e da sconfiggere con la «forza inerme della croce».

Newsletter Veritas in caritate n.5 (2018)
Pregare insieme per l’unità
«Vorrei chiedere di pregare per il Consiglio Ecumenico delle Chiese. per la visita del Papa, per il cammino ecumenico che deve coinvolgere sempre più cristiani, in modo da poter vivere insieme, con creatività, con gioia e con efficacia, la vocazione cristiana a essere costruttori del Regno di Dio in terra, pellegrini di giustizia e di pace»: con queste parole si conclude l’intervista al pastore Olav Fyske Tveit, segretario del Consiglio Ecumenico delle Chiese, pubblicata da «L’Osservatore Romano»; in questa intervista che si può leggere integralmente anche nella sezione Per una rassegna stampa sull’Ecumenismo, il pastore luterano Tveit parla dei progetti portati avanti dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, soprattutto dopo l’ultima assemblea generale a Busan (2013), della situazione del dialogo tra il Consiglio e la Chiesa Cattolica, con il pensiero agli oltre 50 anni di condivisione e di confronto e infine dell’imminente visita di papa Francesco a Ginevra, una visita che ha suscitato tante speranze e tante attese alla luce del ruolo che il papa ha assunto nel cammino ecumenico dal momento che per le sue parole e per i suoi gesti «è un incoraggiamento a ricordare che dobbiamo fare insieme tutto ciò che possiamo, proseguendo il cammino che già condividiamo da anni in quella dimensione globale che è una delle peculiarità del dialogo ecumenico».

Newsletter Veritas in caritate n.4 (2018)
I santi della porta accanto
«La santità è il volto più bello della Chiesa. Ma anche fuori della Chiesa Cattolica e in ambiti molto differenti, lo Spirito suscita “segni della sua presenza, che aiutano gli stessi discepoli di Cristo”. D’altra parte, san Giovanni Paolo II ci ha ricordato che “la testimonianza resa a Cristo sino allo spargimento del sangue è divenuta patrimonio comune di cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti”. Nella bella commemorazione ecumenica che egli volle celebrare al Colosseo durante il Giubileo del 2000, sostenne che i martiri sono “un’eredità che parla con una voce più alta dei fattori di divisione”» : questo è un passaggio dell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo che è stata firmata da papa Francesco il 19 marzo 2018; questo passaggio fa parte del primo capitolo (La chiamata alla santità), che in modo esplicito, citando anche una delle pagine ecumeniche più rilevanti del pontificato di Giovanni Paolo II – la commemorazione ecumenica dei testimoni della fede del secolo XX (7 maggio 2000) – si propone di rilanciare il tema della condivisione dei testimoni della fede, i martiri, per una sempre più efficace opera nel e per il cammino ecumenico.

Newsletter Veritas in caritate n.3 (2018)
Un uomo di pace
Il 23 marzo il Signore ha chiamato a sé Placido Sgroi, che era «un uomo di pace», come in tanti hanno ricordato anche in occasione del suo funerale, martedì 27 marzo, nella Chiesa di San Bernardino a Verona, dove egli viveva; Placido Sgroi era veramente «un uomo di pace», impegnato, con i suoi scritti, con le sue lezioni, con la sua vita quotidiana nella costruzione della pace, radicata sul dialogo, fatto di ascolto, di condivisione, di ospitalità. Chi scrive ha avuto il privilegio e la gioia di condividere con Placido Sgroi, fin dal 2004, la docenza presso l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia, dove Placido Sgroi, oltre a insegnare etica e pastorale ecumenica, è stato a lungo vice-presidente contribuendo con il suo appassionato lavoro, talvolta nell’ombra, sempre animato da una passione cristallina, a far crescere la riflessione teologica in campo ecumenico, aprendo, alla luce delle sue ricerche, delle piste di riflessione su temi, come la celebrazione dei matrimoni interconfessionali come opportunità straordinaria di comunione ecclesiale. Questo numero di «Veritas in caritate», del quale Placido Sgroi era un lettore attento, è dedicato a lui con un pensiero particolare alla sua moglie Carla, al suo figlio Lorenzo, e a tutti coloro che avevano in Placido un amico e un maestro, sempre disponibile all’ascolto e al dialogo.

Newsletter Veritas in caritate n.2 (2018)
Camminare, pregare, lavorare insieme
Camminare, pregare, lavorare insieme: questo è il motto della visita che papa Francesco farà il prossimo 21 giugno a Ginevra per incontrare, tra gli altri, anche il Consiglio Ecumenico delle Chiese; questa visita è stata annunciata dal Greg Burke il 2 marzo, dopo che tante voci si erano rincorse, soprattutto nei giorni immediatamente precedenti all’annuncio ufficiale. Sempre il 2 marzo, a Roma, si è tenuta una conferenza stampa sulle iniziative ecumeniche per il 70° anniversario della istituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (1948-2018), dal momento che questa visita di papa Francesco costituisce uno dei momenti più forti di un programma che è stato pensato per riflettere su cosa è stato, per 70 anni, il Consiglio Ecumenico delle Chiese per il movimento ecumenico e cosa, proprio alla luce di questa tradizione viva, può essere nel XXI secolo per promuovere, con forme sempre nuove, un ulteriore sviluppo del cammino ecumenico, soprattutto nella direzione di una testimonianza comune in grado di cambiare la società contemporanea, portando dentro di essa i valori cristiani.

Newsletter Veritas in caritate n.1 (2018)
Esodo ecumenico
«Sono i nostri peccati a essere stati annegati da Dio nelle acque vive del Battesimo. Molto più dell’Egitto, il peccato minacciava di renderci per sempre schiavi, ma la forza dell’amore divino lo ha travolto. Sant’Agostino (Sermone 223E) interpreta il Mar Rosso, dove Israele ha visto la salvezza di Dio, come segno anticipatore del sangue di Cristo crocifisso, sorgente di salvezza. Tutti noi cristiani siamo passati attraverso le acque del Battesimo, e la grazia del Sacramento ha distrutto i nostri nemici, il peccato e la morte. Usciti dalle acque abbiamo raggiunto la libertà dei figli; siamo emersi come popolo, come comunità di fratelli e sorelle salvati, come “concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19). Condividiamo l’esperienza fondamentale: la grazia di Dio, la sua misericordia potente nel salvarci»: questo è uno dei passaggi più significativi dell’omelia pronunciata da papa Francesco, il 25 gennaio, nella celebrazione dei vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, per la conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani; questa celebrazione che è ormai diventata una tappa tradizionale del cammino ecumenico, è stata l’occasione per ascoltare ancora una volta un appassionato intervento di papa Francesco sull’importanza della costruzione dell’unità visibile della Chiesa.