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Segnalazione stampa

(agosto-settembre 2013)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • Israele approva la costruzione di 1200 nuovi alloggi: nuovi rischi per il negoziato di pace. L’annuncio del governo di Tel Aviv a tre giorni dalla ripresa degli incontri. Gran parte delle case sorgerà a Gerusalemme Est. La reazione palestinese è stata affidata al negoziatore Mohammad Chtayyeh: “Questo annuncio dimostra che Israele non prende seriamente i colloqui di pace e ha l’intenzione di distruggere le basi di una soluzione pacifica per la nascita di uno Stato palestinese” (La Repubblica, 12 agosto).
  • Lunedì 26 agosto, il Custode di Terra Santa, Fra Pierbattista Pizzaballa ha firmato, insieme al Primo Ministro Palestinese, Rami Hamdallah e i rappresentanti delle Chiese Greco-ortodossa e Armena apostolica, l’affidamento dell’incarico all’Impresa italiana Piacenti, per il restauro del tetto e delle vetrate alla Basilica della Natività di Betlemme (la notizia si può leggere su www.custodia.org).
  • Cooperazione e colloqui politici per ribadire il pieno appoggio dell’Italia ai negoziati di pace sono stati al centro della missione del Viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli nella Striscia di Gaza. Pistelli ha incontrato il direttore delle operazioni a Gaza dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione (Unrwa) dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente, Robert Turner. “In Italia abbiamo a cuore le attuali circostanze tragiche in cui vivono i profughi palestinesi in Siria e in Libano e tale impegno è testimonianza del forte legame di cooperazione tra il popolo italiano e quello palestinese”, ha detto Pistelli. Nel 2013 l’Italia ha concesso una donazione di otto milioni di euro all’Unrwa, a supporto dei servizi di base per i profughi palestinesi in tutta la regione. L’Autorità  nazionale palestinese (Anp) e il suo presidente Abu Mazen, sono ”impegnati ad andare avanti con determinazione nei negoziati di pace con Israele”. Lo ha detto il viceministro degli esteri Lapo Pistelli dopo una serie di colloqui nella regione sia con la leadership palestinese sia con quella israeliana. ”Vogliono sfruttare al meglio, anche con il forte supporto Usa, questa possibilità – ha spiegato Pistelli. Questo non toglie – ha aggiunto il viceministro – l’esistenza di ”forte preoccupazione” per la crisi siriana in atto. Pistelli ha sottolineato l’attenzione del governo italiano all’intero Medio Oriente e il ”pieno” sostegno alle trattative di pace (Fonte: www.esteri.it, 6 settembre).

Libano

  • Attentato a Beirut: 14 morti e 200 feriti, nella periferia meridionale a maggioranza sciita. L’esplosione sarebbe stata provocata da un kamikaze. In precedenza la tv di stato libanese aveva mostrato le immagini di auto in fiamme in una strada di un quartiere residenziale e commerciale. La televisione di Hezbollah, Al Manar, ha fatto sapere che l’esplosione è avvenuta precisamente in una grande strada che separa il quartiere di Rweiss da quello Beir al-Abed. La zona di Beir al-Abed, anch’essa a maggioranza sciita, è quella in cui lo scorso 9 luglio esplose un’autobomba provocando il ferimento di oltre 50 persone. (Il Corriere della Sera, 15 agosto).
  • Due navi militari italiane, il cacciatorpediniere Andrea Doria e la fregata Maestrale, sono salpate dal porto di Taranto: scopo della missione, secondo quanto si è appreso, è tutelare le truppe italiane della forza Unifil – la Forza di interposizione dell’Onu in Libano – in caso di conflitto siriano. (Il Corriere della Sera, 4 settembre).

 

Siria

  • Il gesuita Padre Paolo Dall’Oglio, scomparso da Raqqa in Siria il 28 luglio, avrebbe mandato nei giorni scorsi un messaggio via cellulare a un attivista dell’opposizione al regime del presidente siriano Bashar al-Assad. Nell’ sms il religioso avrebbe confermato di “essere ancora presso lo ‘Stato Islamico dell’Iraq e del Levantè per discutere la questione dei due vescovi rapiti nella Siria settentrionale”. La notizia è stata citata dall’agenzia stampa Aki-Adnkronos International che cita fonti dell’opposizione del regime di Damasco al confine turco-siriano. I due vescovi a cui si fa riferimento sono il siro-ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco-ortodosso Boulos al-Yazigi, entrambi di Aleppo. Il loro rapimento, mai rivendicato, risale allo scorso 22 aprile. (La Repubblica, 9 agosto)
  • Il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, cardinale Sandri, rilancia l’appello del Papa per la pace in Siria. Nelle ore drammatiche che  vedono moltiplicarsi i segnali di un possibile attacco militare in Siria da parte di potenze  occidentali e non solo, le voci di pace e persino i richiami al diritto internazionale minacciano di rimanere inascoltati. Eppure proprio in queste ore sarebbe ancora più necessaria una riflessione costruttiva sull’appello lanciato da Papa  Francesco all’Angelus di domenica scorsa alla comunità internazionale perché «metta tutto il suo impegno per aiutare la amata Nazione siriana a trovare una soluzione a una guerra che semina distruzione e morte». Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, afferma che «in queste ore di trepidazione si intensifica la preghiera per la situazione in Siria, che si è aggravata nel delicato contesto mediorientale, con ferite aperte in Egitto, Iraq e altre regioni». «Il cuore si apre ai cristiani di ogni confessione e a quanti credono nell’unico Dio — conclude la dichiarazione —perché la superiore istanza di pace e di vita per il Medio Oriente prevalga su ogni altro interesse o risentimento di parte. Siano prioritarie su ogni altra ragione per la comunità internazionale la giustizia, la riconciliazione e il rispetto solidale dei diritti personali e sociali, anche religiosi, di tutte indistintamente le componenti della popolazione mediorientale». (L’Osservatore Romano, 28 agosto)
  • La Santa Sede studia possibili linee per promuovere la pace in Siria.  Ci vorranno fino a due settimane per conoscere i risultati dell’indagine completata oggi dagli ispettori dell’Onu in Siria sul presunto uso di armi chimiche, del quale i ribelli e il Governo del presidente Bashar Al Assad si accusano a vicenda. Gli ispettori dell’Onu hanno lasciato questa mattina Damasco e i campioni da loro prelevati sul terreno sono stati inviati a diversi laboratori (L’Osservatore Romano, 1 settembre).
  • Siria, “Si alzi forte il grido della Pace”. Papa Francesco chiama a raccolta tutti per la veglia di preghiera e digiuno del 7 settembre. Nella prima udienza generale dopo la pausa estiva centomila persone si sono raccolte in  piazza San Pietro per Papa Francesco. Aumentano, ora dopo ora, le adesioni per il digiuno di sabato, sempre più evento globale e interreligioso. (La Repubblica, 4 settembre)
  • Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, raccoglie l’appello del «fratello in Cristo, Papa Francesco» a pregare e digiunare per la pace in Siria, chiedendo anche ai leader internazionali riuniti a San Pietroburgo per il summit del G20 di favorire una soluzione negoziale e non militare del conflitto siriano. «Il Patriarcato ecumenico e noi personalmente — si legge in una nota — stiamo seguendo con ansia gli sviluppi della situazione in Siria e più in generale in tutto il Medio Oriente. Preghiamo perché prevalga la pace. Solo la pace consentirà anche ai cristiani del Medio Oriente di continuare a vivere senza alcun impedimento in quelle terre dove sono nati» (L’Osservatore Romano, 7 settembre).
  • La Siria accetta il piano russo sulle armi chimiche per “rimuovere le ragioni di un’aggressione Usa”. Secondo il Cremlino questa proposta è stata elaborata con Washington. Il presidente Usa si mantiene prudente, ma possibilista su uno “sviluppo positivo”. Scetticismo è stato manifestato da Israele che ritiene la “Siria inaffidabile” (La Repubblica, 10 settembre).

Iraq

  • Ondata di attentati a Baghdad: 80 vittime in un solo giorno a causa di alcuni attentati avvenuti al termine del Ramadan. Il bilancio dell’ultimo mese sale a quasi 700 morti. Nella giornata di sabato diverse auto bombe hanno colpito bar, mercati e ristoranti (Il Corriere della Sera, 10 agosto).
  • In Iraq c’è stata una nuova ondata di attentati che hanno provocato decine di morti a Bagdad. Una serie di bombe e ordigni sono esplosi in diversi quartieri della capitale, in particolare quelli a maggioranza sciita, nell’ora in cui molte persone si recavano al lavoro.  Le esplosioni sono state una decina, di cui tre a Sadr City, l’area della capitale abitata prevalentemente da sciiti. Il bilancio delle vittime diffuso da fonti di polizia e mediche parla di almeno 71 morti e oltre 201 feriti. Secondo quanto riferisce la polizia, gli attentati hanno colpito residenti che si stavano recando al lavoro o si trovavano in mercati e luoghi affollati in una decina di quartieri. Gli attacchi sono stati condotti con auto imbottite da esplosivi, bombe e attentatori suicidi che hanno preso di mira parcheggi, mercati fuori porta e ristoranti. Colpito anche un convoglio militare a sud della capitale (La Repubblica, 28 agosto).

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