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Ospitato in Armenia il VI incontro del Consiglio d’Europa sul dialogo interreligioso

A Erevan il 2 e 3 settembre si è tenuto il VI “Incontro annuale del Consiglio d’Europa sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale”, su un tema stimolante e sensibile: “La libertà di religione nel mondo attuale”. Anche nelle precedenti edizioni degli “Incontri” si è discusso di questioni politicamente delicate e importanti per l’Europa: l’insegnamento del “fatto religioso”, il rapporto tra media e religioni, il ruolo dei giovani.Ora l’Armenia, che ha la Presidenza di turno del Consiglio d’Europa, ha deciso di organizzare nella propria capitale il VI Incontro annuale, in un solco creato nel 2007 grazie alla Repubblica di San Marino. Questi Incontri sul dialogo interreligioso, infatti, sono stati istituiti proprio su iniziativa della Presidenza sammarinese del Consiglio d’Europa, con una decisione unanime presa da tutti i Ministri degli Esteri europei riuniti a Strasburgo. Il primo Incontro, nell’aprile 2008, è stato presieduto dall’allora Segretario di Stato agli Esteri, Fiorenzo Stolfi. L’iniziativa ebbe subito un grande successo, soprattutto per la sua importanza politica, ed è ormai una realtà consolidata nel panorama europeo, dove si sente il bisogno di dare uno spazio reale al dialogo tra diversi gruppi religiosi, includendo in questo dialogo tutte le componenti della società: rappresentanti delle diverse Chiese cristiane, ebrei, musulmani e buddisti, diplomatici, docenti universitari, giornalisti e settore associativo. Una delle ragioni del successo: gli “Incontri” hanno un valore aggiunto rispetto alle normali conferenze dove si pronunciano una serie di interventi preparati in anticipo, perché si privilegia il dialogo diretto, spontaneo, aperto e trasparente tra tutti i partecipanti, su un piano di parità.

Va precisato che l’Armenia ha sempre sostenuto attivamente l’iniziativa sammarinese di creare questi incontri interreligiosi, grazie in particolare all’azione di Christian Ter Stepanian, ambasciatore armeno a Strasburgo nel periodo della presidenza sammarinese del Consiglio d’Europa.

L’Incontro di Erevan quest’anno è stato presieduto dai responsabili della cultura e dei diritti umani al Consiglio d’Europa, rispettivamente l’ambasciatore del Portogallo Luis Felipe Castro Mendes e l’ambascia-tore di Bulgaria Andrey Tehov.

L’Incontro è stato aperto dal Ministro per gli Affari Esteri armeno e attuale Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, Edward Nalbandian, e da un messaggio di Sua Santità Karekin II, il “papa” della Chiesa Armena, che ha sottolineato, tra l’altro, l’importanza del dialogo ecumenico per affermare i valori di libertà religiosa. Sua Santità Karekin II ha poi ha dato udienza ai partecipanti all’incontro interreligioso presso la Santa Sede della Chiesa armena – Etchmiadzin, che è l’equivalente del Vaticano per gli Armeni – e in tale occasione solenne ha dichiarato che gli “Incontri interreligiosi” del Consiglio d’Europa sono estremamente importanti perché contribuiscono all’affermazione della pace e all’amore tra gli esseri umani.

La conferenza ha beneficiato poi del contributo dell’On. Paolo Corsini, che a nome del Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha ribadito l’importanza della libertà di manifestare e professare la propria religione, ma anche di cambiare religione, com’è previsto dalla Convenzione europea per i diritti umani. Il Gran Rabbino d’Armenia Gershon Bursthein ha poi ricordato come sia fondamentale, in ogni Stato, il ruolo del governo per permettere un’effettiva libertà religiosa, mentre il rappresentante dell’Islam, Mohamed Mussaui, ha rifiutato l’associazione che troppo spesso viene fatta tra islam e terrorismo, facendo presente che l’80% delle vittime del terrorismo nel mondo sono dei musulmani.

L’Incontro di Erevan si è poi diviso in tre “panels”, ossia in tre sessioni su temi particolari. Il primo “panel”, sulla libertà di religione come diritto umano fondamentale, è stato presieduto da Guido Bellatti Ceccoli, un sammarinese che ha seguito in prima persona la creazione e la “crescita” degli Incontri interreligiosi, essendo stato ambasciatore al Consiglio d’Europa durante la Presidenza sammarinese (e avendo poi co-presieduto gli “Incontri” del 2009 e del 2010 e un “panel” nell’Incontro del 2011). Va precisato tuttavia che Bellatti Ceccoli, pur essendo un diplomatico della Repubblica, ha dato il suo contributo a Erevan non in rappresentanza del governo sammarinese, ma a titolo personale, come studioso ed esperto in dialogo interreligioso.

Nel corso di questo primo “panel” il dibattito è stato lanciato del professor Silvio Ferrari dell’Università di Milano, che ha parlato della religione nello spazio pubblico, e in particolare del necessario passaggio da una società omogenea dove tutti avevano la stessa religione alla società attuale, multiculturale e multireligiosa. In altre parole, il professor Ferrari ha spiegato con quali strategie si può affrontare una tale sfida, ossia come fondare una coesione sociale nonostante le differenze religiose e culturali esistenti oggi, rispettando pienamente le libertà religiose.

Il primo “panel” è stato importante anche perché il rappresentante dell’Unione europea, Giancarlo Bruno, ha illustrato le nuove normative dell’UE in materia di libertà religiosa (in particolare le “linee direttrici” adottate in giugno) e la rappresentante della Corte europea, Fatos Araci, ha spiegato l’importanza della giurisprudenza della Corte di Strasburgo, grazie alla quale la libertà religiosa è considerata un fondamento di ogni società veramente democratica.

Le altre due sessioni si sono occupate di come proteggere le minoranze religiose vittime di discriminazioni e di come educare i giovani all’importanza delle religioni nelle società europee.

A Erevan, come nelle precedenti edizioni degli “Incontri”, molti partecipanti hanno ricordato il ruolo rilevante svolto da San Marino nel campo del dialogo interreligioso e interculturale in passato, ed in particolare nel biennio 2006-2008. Un contributo che è stato allora determinante per la creazione e lo sviluppo di questi Incontri europei che oggi costituiscono un risultato di grande valore politico nello scenario del Consiglio d’Europa, che con i suoi 47 Paesi membri include anche Stati “non UE” come l’Armenia, l’Azerbaigian, la Russia e la Turchia, e anche diversi Piccoli Stati come Andorra, Monaco, il Liechtenstein e, ovviamente, San Marino.

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