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Ospedale Al Inaya (Aïn Ebel, Libano)

Nuovo ospedale per il Libano del Sud localizzato nella cittadina di Ain Ebel, situata proprio sul confine con Israele. Il progetto mira a cambiare radicalmente la situazione sanitaria ed assistenziale della zona. Dopo l’ultima guerra migliaia di persone hanno lasciato questa terra in ragione soprattutto della mancanza  di strutture sanitarie ed ospedaliere adeguate. Il nuovo plesso ospedaliero si articola essenzialmente nei seguenti reparti e specializzazioni: Pronto soccorso, Medicina e chirurgia, Traumatologia, Ostetricia e neonatologia.

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Siamo nel Sud del Libano, nella provincia che fa capo a Tiro e che per la quasi totalità confina con lo Stato di Israele. Secondo l’osservatorio delle Nazioni Unite una delle zone più povere e martoriate non solo del Libano ma dell’intero Medio Oriente. Una povertà strutturale, storica, una zona fortemente depressa vittima periodicamente di conflitti e di guerre che ne sconvolgono e ne minano la stessa esistenza, come nella recente guerra Israele-Hezbollah: una situazione nella quale centinaia di migliaia di persone si sono trovate al centro di eventi bellici che hanno causato centinaia di vittime e la distruzione pressoché totale di intere cittadine e nuclei prevalentemente abitati da popolazione musulmana ma con una buona presenza anche cristiano-maronita.

Ed è proprio quest’ultima guerra che ha inferto alla regione il colpo di grazia, dopo un periodo di relativa calma nel quale si erano riusciti ad avviare apprezzabili progetti soprattutto in campo agricolo e pastorale con il concorso della Cooperazione Internazionale e delle Agenzie dell’ONU per lo sviluppo. Fonti molto attendibili delle Nazioni Unite stimano che nella regione gli aerei israeliani abbiano sganciato oltre un milione di bombe a grappolo, in gran parte residui bellici della guerra del Vietnam passati dagli Stati Uniti allo Stato Israeliano già da molti anni ed ora addirittura obsoleti per ogni arsenale militare. Ebbene, una grande parte degli ordigni sganciati dagli aerei non è esplosa e, cadendo a terra, si è disseminata in un territorio vastissimo, proprio nelle zone rurali che, unitamente ad una povera attività di pesca, costituivano l’unica fonte di reddito per le popolazioni, che oggi vedono la propria economia completamente bloccata.

Per non parlare poi delle centinaia di adulti e bambini che restano vittime delle esplosioni delle bombe che si trovano dappertutto: nei campi, nelle zone urbane, perfino sugli alberi di olivo e da frutta, come abbiamo avuto modo di verificare direttamente nelle ultime missioni sul territorio. Siamo in presenza non solo di un’emergenza economica o sociale ma addirittura umanitaria, anche se  per i mezzi di informazione, passati i giorni del conflitto, sono notizie  oramai archiviate, di tanto in tanto riprese solo dall’ufficio stampa del contingente italiano e delle Nazioni Unite che è di stanza nella zona.


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Arcidiocesi maronita di TiroDiocesi cattolico-maronita di Tiro world-lebanese-cultural-union Conferenza Episcopale Italiana

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Il progetto è realizzato, in collaborazione con la Diocesi cattolico-maronita di Tiro, dagli architetti Nadim Abou Dib e Joseph Mhanna dello studio della Società di costruzioni Abou Dib di Zahle, cittadina ed est di Beirut. Lo studio si avvale della prestazione di un ingegnere ospedaliero libanese incaricato in particolare della verifica degli standard previsti dalla legislazione sanitaria libanese.

Progetto architettonico:
Tavola A01 Basement 2 – Dimensions
Tavola A02 Basement 1 – Dimensions
Tavola A03 Ground Floor – Dimensions
Tavola A04 First Floor – Dimensions
Tavola A05 Roof – Dimensions
Tavola A06 Basement 2 – Finishes
Tavola A07 Basement 1 – Finishes
Tavola A08 Ground Floor – Finishes
Tavola A09 First Floor – Finishes
Tavola A10 Basement 2 – Furniture
Tavola A11 Basement 1 – Furniture
Tavola A12 Ground Floor – Furniture
Tavola A13 First Floor – Furniture
Tavola A14 Elevations
Tavola A15 Elevations
Tavola A16 Details
Tavola A17 Details
Tavola A18 Details
Tavola A19 Details
Tavola A20 Details


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Tempistica e costi
Il progetto ha cadenza triennale (2010-2012) ed è intenzione dei promotori reperire le risorse ancora mancanti proponendo ai nuovi sottoscrittori e finanziatori il patrocinio di alcuni dei reparti o delle specializzazioni dell’ospedale. Per la realizzazione del progetto è previsto un onere finanziario complessivo pari a € 3.900.000, così articolato: € 1.900.000 per l’edificazione, € 2.000.000 per l’allestimento dei reparti e per attrezzatura medico-sanitaria


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♦ La Parola di Fiesole n.37 del 23 ottobre 2011
Quasi pronto l’ospedale (di Renato Burigana)

♦ Toscana Oggi n.39 del 7 novembre 2010
Un ospedale in Libano in una zona martoriata dalla guerra e dalla povertà

Toscana Oggi n.39 del 2 novembre 2008
L’intervista – Libano, vanno avanti i lavori per l’ospedale e le scuole

♦ Toscana Oggi n.21 del 1° giugno 2008
Progetti in Libano e in Terra Santa