Fondazione Giovanni Paolo II onlus
  • sede legale: via del Proconsolo, 16 - 50122 - Firenze - ITALY
  • tel:+39 0575 583077

info@fondazionegiovannipaolo.org

IV° Corso in Geopolitica e Relazioni Internazionali

Il Centro Studi Geopolitica.info, con il patrocinio dell’Unicredit Group, del Comune di Roma e della Fondazione Giovanni Paolo II, ha attivato la quarta edizione del Corso di Geopolitica e Relazioni internazionali dal titolo “Nuove forme di conflitto nella società tardo-moderna” che si è svolto a Roma dal 30 gennaio al 5 giugno 2010.

GEOPOLITICA


Icona-Info“Nuove forme di conflitto nella società tardo-moderna”
Dopo la caduta del muro di Berlino si è aperto un acceso dibattito in merito alla definizione del nuovo sistema internazionale emerso dalle ceneri della Guerra fredda. Alle tesi in favore della nascita di un “momento unipolare” si sono affiancate quelle che parlano di un assetto “multipolare”. Si tratta di una domanda cui a distanza di venti anni non può essere ancora fornita una risposta, a causa della contingenza che caratterizza i rapporti, la posizione e la natura delle unità politiche contemporanee. Le analisi avanzate immediatamente dopo l’implosione del blocco sovietico mostravano, al contrario, molte più certezze sul mondo che si apprestava a nascere. Secondo la prospettiva dominante la comunità internazionale avrebbe assistito al trionfo dei paradigmi occidentali, alla fine dell’interpretazione dialettica della storia ed allo svanire della natura “anarchica” delle relazioni internazionali. Questi fattori si sarebbero trovati in un rapporto di causazione con un inedito sistema egemonico, guidato da Stati Uniti, e potenzialmente in grado di realizzare il sogno kantiano della “pace perpetua”. La fase storica compresa tra il 1989 e il 1999 è stata avvolta dalla convinzione diffusa che il mondo si dirigesse verso un futuro in cui i rapporti tra i soggetti politici avrebbero assumere forme del tutto originali.
Ma il sistema internazionale sta effettivamente cambiando pelle? La risposta è senz’altro positiva se si considera il venir meno della vicenda che gli aveva fornito senso per quasi mezzo secolo, ovvero lo scontro tra Usa e Urss. Una presa d’atto che, tuttavia, non significa necessariamente che il sistema stia prendendo le sembianze descritte dai sostenitori delle teorie della globalizzazione, né che la storia sia giunta al capolinea. La tendenza alla “amorfità” del sistema attuale si combina pericolosamente con la crisi di alcuni dei principi fondanti della politica internazionale nell’età moderna: la sovranità, la separazione tra Stato e Chiesa; la non ingerenza; la “guerra in forma”. Per tale ragione riteniamo appropriata la definizione di “tarda-modernità”.
Una serie di preoccupanti segnali, inoltre, intervengono oggi a supportare il pensiero secondo cui il “fattore fenice” avrebbe finito di dispiegare i suoi effetti: si sarebbe esaurito quel periodo che segue la conclusione di ogni “guerra costituente”, durante cui la potenza vincitrice riuscirebbe ad ottimizzare i frutti della sua vittoria modellando le prassi e le istituzioni del nuovo sistema.

La crisi delle certezze relative alla direzione ed alle conseguenze del processo di globalizzazione potrebbero trovare conferma se almeno tre ordini di fenomeni proseguissero nel loro sviluppo, arrecando un colpo esiziale al precario equilibrio su cui si poggia l’attuale trasformazione del sistema internazionale. Il primo, di tipo economico, sarebbe costituito dall’attuale fase di depressione attraversata dall’economia mondiale che, se non si rivelasse un momento fisiologico di declino ma un punto di svolta verso una profonda trasformazione delle strutture di produzione e consumo, potrebbe favorire la perdita di centralità dell’Occidente.
Il secondo, di tipo politico, sarebbe rappresentato dall’emergere dei nazionalismi etnici e dalla politicizzazione delle religioni: il determinismo su cui si fonda la formula della globalizzazione, che interpreta i mercati come forze motrici della storia, si è improvvisamente scontrato con il processo di de-secolarizzazione della politica e l’eventualità di uno “scontro di civiltà”, per cui la nuova linea di frattura mondiale sarebbe quella tra economia e tradizione. I segnali di alienazione che insidiano dall’interno la società tardo-moderna, infatti, forniscono l’humus ideale per progetti politici che trovano nella comunità locale il “nuovo spazio di senso”, esaltano le “identità incorporate” e si oppongono con tutti i mezzi a disposizione al razionalismo ed al materialismo.
Il terzo, di tipo sociale, è la fine dell ‘assunto per cui all ‘incremento degli spazi di libero scambio dovrebbe corrispondere la diminuzione della conflittualità. Al contrario, le tensioni sembrano destinate ad aumentare nella periferia delle principali correnti di scambio economico e nei paesi dotati di strutture politiche fragili o in via di fallimento, a causa dell’impossibilità di imprimere un mutamento politico pacifico e uno sviluppo economico senza scosse al di fuori delle aree che tradizionalmente appartengono al mondo occidentale.
È proprio su questo tema che vogliamo concentrare l’attenzione della IVª edizione del nostro corso in Geopolitica e Relazioni Internazionali. Le modalità di conduzione della guerra, d’altronde, hanno rappresentato una sorta di specchio degli assetti internazionali. La possibilità della formazione di un sistema “non-polare” può essere riscontrata, oltre che nella molteplicità degli attori presenti sullo scacchiere geopolitico, anche nell’eterogeneità dei conflitti che stanno prendendo vita. La bassa propensione tra gli Stati al ricorso alla guerra “classica”, viene controbilanciata dall’affievolirsi della capacità di distinzione tra guerra e pace e dalla presenza di un contesto sfavorevole alle limitazioni della violenza. Sta così aumentando in maniera esponenziale non solo il ripetersi di forme di conflitto non riconosciute dal diritto internazionale, come la guerra civile, il terrorismo e quella che è stata definita la “guerra ineguale”, ma anche l’utilizzo di modalità di coercizione non apertamente violente in quanto legate alla sfera dell’economia ed altre connesse all’affinamento del potere di persuasione ed attrazione.
Nell’ambito del corso attivato dal Centro Studi “Geopolitica.info” tali tematiche saranno affrontate sia sotto un profilo teorico, ma sempre legato alle evoluzioni in corso, che sotto un profilo empirico, attraverso l’analisi di case studies particolarmente significativi in chiave europea.


Icona-Globo

Le lezioni si sono svolte il sabato mattina dalle 10 alle 13, presso le sale della sede centrale dell’Unicredit Group di Roma, in via Alessandro Specchi, 16 (Via del Corso – Piazza Venezia).


Icona-Gruppo
Centro studi di geopolitica Unicredit Group Comune di Roma


Icona-Note

Obiettivi
• fornire le conoscenze propedeutiche, di tipo culturale e tecnico-scientifico, per un approccio generale alle tematiche geopolitiche;
• analizzare le evoluzioni nelle relazioni internazionali attraverso lo studio di casi pratici ed attuali;
• creare una figura professionale in grado di muoversi in un contesto locale/globale per comprendere scenari mutevoli e di crescente complessità;
• acquisire le nozioni fondamentali per l’inserimento professionale nell’ambito delle organizzazioni internazionali.

Aree d’interesse disciplinare
• studi politologici;
• studi sociologici;
• studi economici;
• studi storici;
• studi strategici.

Destinatari
Il corso è rivolto a quanti a vario titolo operano o intendono operare nelle amministrazioni pubbliche, nella ricerca, nel settore delle relazioni e della cooperazione internazionale. Ma è pensato anche per i soggetti che, nonostante l’estraneità professionale a questi ambiti, sentano la necessità e l’interesse di approfondire i temi oggetto delle lezioni. Il corso non prevede alcun vincolo di iscrizione, ma presuppone una conoscenza di base della Storia delle Relazioni internazionali e una costante informazione sulle dinamiche politiche globali.

I docenti

  • Antonello Biagini – Professore ordinario di Storia dell ‘Europa orientale e Pro-Rettore per la Cooperazione e i Rapporti Internazionali – “Sapienza” Università di Roma
  • Andrea Carteny – Ricercatore di Storia dell’Europa orientale – Università di Teramo
  • Alessandro Cataldo – Direttore generale Unicredit-Banca di Roma
  • Alessandro Colombo – Professore ordinario di Relazioni Internazionali – Università degli Studi di Milano
  • Marco Cochi – Giornalista professionista e Consigliere del Sindaco di Roma per la Cooperazione
  • Massimo Coltrinari – Generale dell’Esercito italiano e ricercatore del Centro Alti Studi per la Difesa
  • Matteo Marconi – Professore a contratto di Geografia Politica ed Economica – “Sapienza” Università di Roma
  • Carlo Mongardini – Professore ordinario di Scienza politica e Sociologia – “Sapienza” Università di Roma
  • Paolo Quercia – Consulente del Centro Alti Studi per la Difesa e collaboratore della rivista di geopolitica Limes
  • Giuseppe Sacco – Professore ordinario di Politica economica internazionale – Libera Università degli Studi Sociali (Luiss) “Guido Carli”
  • Salvatore Santangelo – Giornalista professionista e Direttore del Centro Studi della Fondazione Nuova Italia
  • Francesco Tajani – Responsabile del Centro Studi “Geopolitica.info” – sede Milano
  • Umberto Triulzi – Professore ordinario di Politica economica – “Sapienza” Università di Roma

Programma delle lezioni

Modulo I: Le trasformazioni del sistema internazionale
30 gennaio 2010 – Prolusione di Monsignor Luciano Giovannetti, Arcivescovo di Fiesole e Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II
– 1945-2010. L’Europa dalla Guerra fredda all’unificazione (A. Biagini)
13 febbraio 2010 – Globalizzazione ed integrazione: un conflitto irrisolto (V. Triulzi)
20 febbraio 2010 – La crisi finanziaria in Europa vista dalle banche (A. Cataldo)

Modulo II: L’Europa orientale dalla transizione al riposizionamento
6 marzo 2010 – Lo strano caso dell’Eurasia: la persistenza di una categoria geopolitica (M. Marconi)
13 marzo 2010 – Nazionalismi e micro-identità nell’area danubiano-balcanica (A. Carteny)
20 marzo 2010 – La post-Jugoslavia tra Europa e Russia. Analisi dello spazio politico dei Balcani occidentali (p. Quercia)

Modulo III: Fare politica attraverso le immagini
27 marzo 2010 – Quanto conta l’immaginario collettivo nei rapporti internazionali (S. Santangelo)
10 aprile 2010 – La politica americana Ietta attraverso Hollywood – (G. Sacco)

Modulo IV: I nuovi campi del confronto internazionale
17 aprile 2010 – Economicismo ed etica nell’età della contingenza (C. Mongardini)
24 aprile 2010 – Africa: un continente in equilibrio/regresso/sviluppo? (M. Coltrinari)
8 maggio 2010 – La nuova pirateria del XXI secolo (M. Cochi)
15 maggio 2010 – Divisi dall’ambiente: nuovi conflitti all’orizzonte? (F. Tajani – V. Fabbri)

Modulo V: Per tirare le somme
22 maggio 2010 – La guerra ineguale CA. Colombo)

Consegna elaborato finale:
27 maggio 2010 – Termine ultimo della consegna via mail dell’elaborato finale

Conclusione:
5 giugno 2010 – Relazioni conclusive di Sua Eminenza Signor Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali


Icona-Lente

IV Winter School in Geopolitica e Relazioni Internazionali
Roma, 30 gennaio – 5 giugno 2010