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Segnalazione stampa

(giugno-luglio 2013)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato alla vigilia dell’arrivo del segretario di Stato americano, John Kerry, di essere disposto a ritirarsi dal 90% dei Territori Occupati e a lasciare numerose colonie se venissero soddisfatte le richieste sulla sicurezza (Avvenire, 28 giugno).
  • A Betlemme è stata ampliata la casa del Bambin Gesù. L’opera aiuta i bambini con gravi handicap o in situazione di totale abbandono che nessuna famiglia riesce a tenere e mantenere. Don Mario Cornioli, fin dall’inizio ha seguito il lavoro delle suore Serve di Nostra Signora di Matarà che hanno promosso questa iniziativa, e ha raccolto aiuti in Italia e in tutto il mondo per ampliare questa struttura (Avvenire, 28 giugno).
  • Il Presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, ha svolto una visita ufficiale in Israele e Palestina incontrando i massimi esponenti politici. Letta ha dichiarato: “subito i negoziati diretti in Medio oriente” (Avvenire, 3 luglio).

Libano

  • Pistelli a Beirut: Libano paga prezzo impressionante crisi siriana. Il Libano paga un prezzo impressionante per la guerra in Siria, soprattutto in termini di accoglienza dei rifugiati: lo ha detto il Vice Ministro con delega alla Cooperazione Lapo Pistelli, in visita nel Paese. Parlando a margine degli incontri avuti a Beirut con le più alte cariche istituzionali libanesi, Pistelli ha affermato che “il Libano rischia, assieme alla Giordania, di essere la prima vittima del conflitto siriano per il contagio che si sta creando. Il Paese – ha proseguito il vice ministro – sta pagando un prezzo impressionante in termini di accoglienza ai rifugiati siriani e palestinesi. E a tal proposito vorrei che i miei connazionali pensassero per un attimo se l’Italia dovesse farsi carico per un anno di sei milioni di rifugiati, che in termini percentuali è la stessa quantità di rifugiati presenti in Libano. Si tratta in particolare – ha concluso – di fasce più vulnerabili della popolazione, donne e bambini”. Sulla crisi siriana, Pistelli ha poi sottolineato che è tempo che la comunità internazionale imponga una soluzione ai siriani e che ciascun attore mondiale e regionale si assuma le proprie responsabilità. Al termine del colloquio col presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, Pistelli ha affermato: “Berri condivide con noi la valutazione che bisogna impiegare ogni sforzo possibile per arrivare alla conferenza internazionale di Ginevra. E in particolare condivide l’idea che è maturo il tempo di imporre una soluzione ai siriani”. “Ciascuno – ha aggiunto Pistelli – deve assumersi le proprie responsabilità. A cominciare dagli Stati Uniti e dalla Russia, ma anche Arabia Saudita, Turchia, Egitto e Iran devono svolgere un ruolo in tal senso. Assieme a Berri – ha concluso il vice ministro – abbiamo convenuto che se fallisce la conferenza di Ginevra si rischia di vedere la Siria frantumarsi” (25 giugno, Fonte: Ministero degli Esteri).

Siria

  • Uccisi tre occidentali, non lontano dal confine turco, mentre scattavano delle foto a postazioni nemiche. Mosca invia dieci aerei Mig a Damasco (Avvenire, 1 giugno).
  • Secondo le Nazioni Unite in Siria, entro la fine dell’anno, ci saranno oltre 10 milioni di profughi da assistere. Le Nazioni Unite hanno proposto una raccolta di fondi straordinari di 5 miliardi di dollari per far fronte a questa emergenza (Avvenire, 8 giugno).
  • Washington ritiene superata la ‘linea rossa’ oltre la quale diventa possibile un maggiore coinvolgimento nella crisi siriana. Il Presidente Obama ha annunciato colloqui con G8 e Russia. Oltre alle armi si ipotizza anche una “no-fly zone” su scala ridotta. Molte le pressioni sul presidente, anche dai Clinton. L’Amministrazione Usa ha raggiunto le prove che il regime di Damasco ha usato armi chimiche. Obama “ne trarrà le conseguenze, i suoi calcoli sono cambiati”. Cosa fare in Siria, sarà un tema che Obama intende discutere da domenica al summit G8 in Irlanda del Nord con i suoi alleati. Secondo un’anticipazione del Wall Street Journal tra le opzioni, oltre alle forniture di armi per i ribelli, ci sarebbe anche una no-fly zone su scala ridotta: l’interdizione aerea sarebbe organizzata a partire dalla Giordania, con l’obiettivo limitato di proteggere i profughi che abbandonano le zone martellata dall’offensiva di Assad (La Repubblica, 14 giugno).
  • Ucciso in Siria un ragazzo italiano, Giuliano Ibrahim Delnevo, 20 anni. E’ stato riconosciuto dal passaporto. Si sarebbe convertito all’Islam unendosi ai ribelli sunniti. Il ragazzo genovese di vent’anni, Giuliano Delnevo, sarebbe rimasto ucciso durante i combattimenti in Siria tra le truppe fedeli ad Assad e la guerriglia sunnita, alla quale il giovane, convertitosi all’Islam, si sarebbe unito recentemente (La Repubblica, 18 giugno).
  • Un grido di allarme per la situazione in Siria è stato lanciato dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, alla 86° assemblea della Roaco (Riunione delle Opere di aiuto per le Chiese orientali) (Avvenire, 19 giugno).
  • Ucciso un sacerdote, padre Francois Mourad, che viveva nel convento di Sant’Antonio a Gassanieh (Avvenire, 25 giugno).
  • A Damasco sotto assedio il quartiere dei cristiani, kamikaze contro il centro di aiuti di Bab Touma. Gli attacchi hanno provocato 4 morti (Avvenire, 28 giugno).

Iraq

  • Due kamikaze che si sono fatti saltare in aria, nel Nord dell’Iraq e hanno provocato 10 morti e almeno 55 feriti (Avvenire, 28 giugno).
  • Nove agguati contro gli sciiti in Iraq hanno provocato 46 morti e almeno 100 feriti. Le esplosioni hanno colpito i mercati nei quartieri di al-Doura, Shaab, Shouala e Kamiliyah a Baghdad (Avvenire, 3 luglio).

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