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Siamo preoccupati…

di Riccardo Burigana

«Siamo preoccupati per la prolungata tragedia umanitaria che sta vivendo la Siria»: con queste parole Jim Champ, presidente del Consiglio Canadese delle Chiese (CCC), si è rivolto al primo ministro del Canada, Stephen Harper, in una lettera con la quale, a nome del CCC ha voluto manifestare la preoccupazione dei cristiani canadesi per la situazione nel Medio Oriente nel suo complesso. Infatti Camp non si è limitato a esprimere preoccupazione per la «tragedia» in Siria, ma ha posto l’accento sulle tensioni e sulle le incertezze che accompagnano la «transizione democratica» in Egitto e sul conflitto tra Israele e Palestinesi che da decenni attende una soluzione che non sembra all’orizzonte. Per Champ, che appartiene all’Esercito della Salvezza, la situazione presente sarebbe di per sé motivo di preoccupazione per la stabilità non solo dei singoli stati ma dell’intera regione, ma diventa addirittura esplosiva proprio tenuto conto del contesto mediorientale dove già si vive in una situazione difficile che viene ulteriormente aggravata da queste nuove tensioni. Champ ricorda al primo ministro quanto i canadesi abbiano fatto e facciano per alleviare le condizioni materiali e spirituali degli uomini e delle donne del Medio Oriente, ma in questa situazione occorre fare qualcosa di più e di nuovo; per questo Champ, a nome dei 24 membri del CCC, dalla Chiesa Anglicana, alla Chiesa Copta Ortodossa, alla Chiesa Evangelica Luterana in Canada fino alla Conferenza canadese dei vescovi cattolici, si rivolge al Governo canadese per domandare un salto di qualità nella politica estera e un aiuto alle iniziative ecumeniche messe in campo dal CCC in Medio Oriente. Champ chiede così al Governo canadese di rispondere con fermezza e al tempo stesso con generosità alle richieste che provengono da tutti coloro che si trovano nella condizione o di chiedere rifugio in fuga da una situazione di guerra e di dover offrire ospitalità a coloro che sono in questa condizione di esuli forzati. Per Champ il Governo canadese deve moltiplicare le proprie iniziative per una sempre più forte difesa dei dritti umani, in particolare nei confronti dei bambini, delle donne e delle minoranze etniche che, per motivi diversi, sono esposti a maggiori rischi nella situazione presente; deve inoltre proseguire la sua opera per far rispettare le leggi internazionali che riguardano la vendita delle armi. Infine Champ chiede al Governo canadese «di sostenere i cristiani nei loro tentativi, come Chiese, di lavorare insieme a coloro che sono direttamente impegnati nella costruzione della pace e nell’assistenza umanitaria». Questa lettera esprime quindi una forte preoccupazione per il presente e per il futuro del Medio Oriente proprio alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi, ma non è il frutto della nuova situazione creatasi nella regione, dal momento che è solo l’ultimo passo di un lungo cammino che ha visto i cristiani canadesi impegnati ecumenicamente, da decenni, per la costruzione della pace in Medio Oriente, con la preoccupazione di radicare la pace sulla giustizia e sulla riconciliazione. In questo cammino, che ha visto gesti concreti, come i pellegrinaggi ecumenici in Terra Santa e il sostegno economico di progetti di cooperazione, solo per citare due tra i tanti progetti, alcuni dei quali condivisi con i cristiani statunitensi, nel CCC si è venuta rafforzando la profonda comunione spirituale con le comunità cristiane che vivono in Medio Oriente. Accanto a questa comunione spirituale, alimentata soprattutto dalla preghiera per l’unità dei cristiani, il CCC ha operato per favorire un dialogo tra gli uomini e le donne di buona volontà nel tentativo di creare un futuro meno precario e incerto del presente. La lettera del CCC indica chiaramente quanto importante può e deve essere il ruolo dei cristiani nella costruzione della pace tra i popoli nel Medio Oriente, tanto più in un momento presente, nel quale le stesse comunità cristiane corrono il rischio della loro stessa sopravvivenza, come in tanti, anche di recente, hanno ricordato al mondo che sembra assistere in silenzio alla scomparsa di una presenza che per secoli ha arricchito da un punto di vista spirituale e culturale il Medio Oriente. In questo impegno per la pace e per una presenza cristiana in Medio Oriente i cristiani canadesi rivolgono così un forte appello al Governo canadese per riaffermare la centralità della testimonianza ecumenica con la quale rendere sempre più efficace l’annuncio della Buona Novella al mondo.

1 Comment

  1. 22/07/2013

    Sono vivamente preoccupato per la situazione in medio oriente e quello che maggiormente mi rattrista è che gli attuali dirigenti politici
    europei hanno tradito lo spirito dei padri fondatori della comunità stessa.
    paolo amore bianco

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