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Segnalazione stampa

(marzo-aprile 2013)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • In Terra Santa verrà realizzato un Museo che ripercorrerà la storia del cristianesimo. La struttura sarà ultimata nel 2015 e seguirà la topografia della vita di Gesù: partirà da Betlemme e arriverà al Santo Sepolcro. Un unico complesso di oltre 2.5000 metri quadrati sarà costruito a Gerusalemme. Il progetto sarà realizzato dall’Associazione “Pro Terra Sancta”, la Ong della custodia (Avvenire, 21 marzo).
  • Ci è voluto il tweet di Sarah Silverman per dare visibilità a una battaglia che va avanti da oltre venti anni e per far capire a Benjamin Netanyahu che era tempo di trovare un compromesso. La Silverman ha condiviso con i suoi 4 milioni di lettori l’orgoglio familiare per l’arresto della sorella Susan e della nipote Hallel. Tutt’e due colpevoli – secondo i rabbini ultraortodossi e pure la Corte Suprema israeliana, sentenza del 2003 – di voler pregare al Muro del Pianto come fanno gli uomini e come alle donne è proibito (Il Corriere della Sera, 11 aprile).
  • Due missili sparati dalla penisola egiziana del Sinai hanno raggiunto e colpito la località turistica di Eilat sul Mar Rosso. Non ci sono stati morti e neppure danni materiali. Questo episodio accresce però l’allarme del Governo israeliano rispetto alla presenza di miliziani jihadisti alle porte di Israele (Avvenire, 18 aprile).

Libano

  • Le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo, che si svolge al Colosseo, sono state scritte da giovani libanesi. La decisione era stata di Papa Benedetto XVI. “Così queste riflessioni – ha spiegato padre Toufic Bou Hadir, coordinatore della pastorale dei giovani presso il patriarcato maronita – faranno da ponte tra i due pontificati. Un messaggio di speranza donato al mondo dalle popolazioni del Medio Oriente, provate dalle ferite della guerra” (Avvenire, 28 marzo).

Siria

  • Le bombe non risparmiano neppure l’Università di Damasco. Una bomba, messa in una caffetteria, luogo di ritrovo dei ragazzi di Architettura ha provocato 15 vittime. Nelle ultime ventiquattro ore in Siria ci sono state 148 vittime, tra le quali la metà erano civili (Avvenire, 29 marzo).
  • Sta facendo il giro del mondo un video (pubblicato dal sito on line del Telegraph) che ritrae un bambino di appena 8 anni, Ahmed, che con sigaretta e kalashnikov si aggira fra le rovine di Aleppo. Il bambino soldato ha dichiarato: “non ho altra scelta: niente scuola, la mia famiglia è morta. Che altra possibilità ho? vivo con uno zio guerrigliero” (Avvenire, 31 marzo).
  • Ancora una autobomba a Damasco. L’attacco presso la Banca centrale, in pieno centro, ha provocato 15 morti e almeno 53 feriti (Avvenire, 9 aprile).
  • Circa 450 persone sono morte nel villaggio di Jdaidet al-Fadl, vicino a Damasco, dopo cinque giorni di offensiva del regime siriano. Lo hanno denunciato gli oppositori del governo. Il villaggio è stato teatro di forti bombardamenti, di scontri tra i ribelli e le forze governative e di esecuzioni sommarie. Alcuni dei corpi ritrovati erano sfigurati e il bilancio potrebbe essere più elevato, ma è difficile da documentare perché le forze del regime sono entrate nel centro abitato (La Repubblica, 21 aprile).
  • Sono stati rapiti in Siria, da uomini armati, due vescovi. Mons. Yohanna Ibrahim, vescovo siriaco-ortodosso e mons. Bulos Yazigi vescovo greco-ortodosso. I due Vescovi di Aleppo si trovavano assieme a bordo di un’auto proveniente dal confine turco. L’autista è stato ucciso sul posto. Sgomento e terrore dominano in queste ore la comunità cristiana, in particolare quella ortodossa, della regione di Aleppo nel nord della Siria, dopo che si è diffusa la notizia, confermata anche dai media ufficiali, del rapimento. I Vescovi erano diretti ad Aleppo, ma all’altezza di Kfar Dael, località alla periferia orientale del centro urbano sono stati fermati da “uomini armati” (La Repubblica, 23 aprile).

Iraq

  • 21 persone, appartenenti ad al-Qaeda, riconosciuti colpevoli di atti di terrorismo, sono stati messi a morte in Iraq. Dall’inizio dell’anno sono 50 le persone messe a morte in Iraq (Avvenire, 17 aprile).
  • L’Iraq va al voto per la prima volta dopo il ritiro delle truppe americane. In queste ultime settimane ci sono stati molti attentati e 14 candidati sono stati uccisi. Nonostante che negli ultimi due giorni ci siano stati 34 morti, i seggi si sono aperti in dodici delle diciotto province (Avvenire, 20 aprile).

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