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Le religioni contro ogni forma di discriminazione

di Riccardo Burigana

La X Conferenza di Doha per il Dialogo interreligioso si è conclusa con un rinnovato appello all’impegno delle religioni contro ogni forma di discriminazione. La Conferenza, organizzata dal Doha International Center for Interfaith Dialogue (DICID), si è svolta nei giorni 23-25 aprile, con la partecipazione di oltre 300 studiosi, diplomatici, rappresentanti delle comunità religiose, provenienti da oltre 75 paesi.

Quest’anno la Conferenza ha affrontato il tema Best Practices in Interfaith Dialogue, sotto una molteplicità di aspetti; infatti si è discusso del ruolo delle religioni per la costruzione di un dialogo in grado di favorire la pace grazie alla rimozione di ogni forma di violenza e di discriminazione nella didattica, nella ricerca scientifica, nell’economia, nell’assistenza, nella salvaguardia del creato, nei mass-media e nella cultura della pace. Tra i temi trattati particolare attenzione è stata riservata alla definizione di percorsi accademici nei quali la dimensione interreligiosa rappresenti un elemento centrale, anche con la promozione di progetti di ricerca sul dialogo e sulla tolleranza da parte di istituzioni accademiche di paesi e di confessioni diverse, così da sperimentare la ricchezza e la difficoltà del dialogo fin dalla costruzione di un progetto.

Un altro tema, sul quale si sono concentrati numerosi interventi, è stato quello della «discriminazione istituzionalizzata», che, come è stato detto, costituisce un freno al dialogo interreligioso in alcuni paesi, oltre che essere un evidente limite a quella dimensione della giustizia che si fonda sull’accoglienza dell’altro, che sta alla base di ogni religione.

Un rinnovato impegno delle religioni per la ricerca di soluzioni di pace nel Medio Oriente è stata più volte evocata, anche con un esplicito riferimento alla situazione in Siria che è stata definita drammatica, anche alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno visto il rapimento di due vescovi ortodossi. La Conferenza di Doha è stata anche l’occasione per celebrare i dieci anni di questa esperienza che raccoglie rappresentanti dell’islam, del cristianesimo e del giudaismo per un dialogo che vuole favorire la conoscenza reciproca, rimuovere pregiudizi e diffidenze, lavorare per la giustizia e per la pace, combattere la povertà e l’emarginazione.

Nel documento finale, oltre a una riflessione sulla gravità della situazione in Siria, ampio spazio è stato dato all’importanza della condivisione delle esperienze personali quale strada privilegiata per promuovere la cultura del dialogo tra gli studenti e per introdurre una visione positiva delle religioni nelle scuole. In questo modo si può contribuire, in modo fattivo, alla rimozione di ogni forma di discriminazione che alimenta la violenza e rallenta la costruzione della pace. Il documento è stato lo specchio «di tre giorni di discussioni oggettive e realistiche», come ha notato il dott. Ibrahim Salih Al Nuaimi, direttore del DICID, nel concludere i lavori della Conferenza.

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