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Progetto di formazione in pasticceria fredda e gelateria artigianale

ll progetto consiste nella creazione a Betlemme di un laboratorio di produzione di pasticceria fredda e di gelato artigianale. Questo progetto comporta due aspetti principali: la formazione di giovani palestinesi alle tecniche di produzione e l’avvio di una attività di commercializzazione.

Bethlehem ice-cream


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L’Italia vanta il primato nel settore del gelato: i maestri gelatieri italiani sono famosi in tutto il mondo mentre il gelato artigianale italiano è senza dubbio il più apprezzato. Non sembra esagerato parlare di una vera e propria “arte del gelato” in quanto, come in qualsiasi arte, la scelta degli ingredienti, la tecnica, la passione e la creatività sono fondamentali e in grado di fare la differenza. I prodotti di gelateria presenti sul mercato palestinese sono esclusivamente di tipo industriale, salvo qualche rara bottega stagionale a conduzione familiare. L’afflusso continuo di pellegrini e di turisti a Betlemme rappresenta un potenziale mercato per un gelato diverso, di qualità. Non è inoltre da sottovalutare la possibilità di penetrare il mercato interno palestinese, a condizione ovviamente di mantenere un prezzo abbordabile.


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Per rimediare all’alto tasso di disoccupazione della Cisgiordania è necessario coniugare creatività e sostegno all’imprenditorialità. Due aspetti che vengono considerati in questo progetto, il quale sarà organizzato seguendo quattro tappe successive:
1.Allestimento del laboratorio di formazione;
2.Corso di formazione;
3.Commercializzazione della produzione;
4.Avvio di gelaterie in diverse località della Cisgiordania.
Come si può vedere, trattasi di un progetto complessivo di lungo respiro, mirato non solo all’acquisizione di competenze artigianali ma anche alla creazione d’impresa e alla crescita economica.

1. I locali per l’allestimento del laboratorio sono stati individuati all’interno del Peace Center, un centro polivalente la cui costruzione fu finanziata dalla cooperazione svedese in vista del Giubileo dell’Anno 2000. Nella mente degli ideatori del progetto, il plesso doveva ospitare una galleria di esposizione, un centro di informazione turistica, una sala conferenze, un museo archeologico, una biblioteca, una libreria e una stazione della polizia turistica palestinese. A più di dieci anni dalla sua inaugurazione, bisogna però riconoscere che il Peace Center non ha avuto l’impatto auspicato. Pur ubicato in piazza della Mangiatoia, a qualche decina di metri dalla Basilica della Natività, il centro non è riuscito a diventare un punto di riferimento né per la popolazione locale né per i numerosi turisti e pellegrini di passaggio nella città di Davide. Attualmente ospita una libreria poco frequentata, un ristorante e una stazione di polizia, mentre la galleria, la sala congressi e il centro di informazione turistica risultano sottoutilizzati. Diversi progetti pensati per ridare slancio al luogo non sono riusciti a concretizzarsi. La nuova giunta comunale guidata dalla Dottoressa Vera Baboun, eletta nel 2012, ha fatto del rilancio del Peace Center una delle sue priorità. Il laboratorio del gelato si inserisce perfettamente tra gli strumenti a servizio di questo obiettivo.
Gli spazi del Peace Center messi a disposizione necessitano di lavori di ristrutturazione per allestire il laboratori. Vanno inoltre acquistate tutte le attrezzature indispensabili e i macchinari, privilegiando la filiera corta cioè l’acquisto presso una società locale israeliana. Come risulta dal bilancio preventivo, i lavori di ristrutturazione dovrebbero ammontare a 30.000 Euro, mentre l’acquisto del materiale dovrebbe costare 60.000 Euro.

2. Il corso di formazione sarà a cura della Gelato University Carpigiani, un centro internazionale che forma ogni anno, in ogni angolo del mondo, circa 6.000 persone che già operano o desiderano operare nel settore della gelateria e della pasticceria artigianale. Tra le formazioni proposte dalla Gelato University Carpigiani, quella ritenuta idonea alla prima fase del progetto è il corso di base: si rivolge a chi inizia ad operare nel settore e vuole conoscere i segreti fondamentali dell’arte gelatiera e pasticciera.
L’obiettivo del corso è formare l’allievo alle conoscenze teoriche indispensabili e addestrarlo in pratica, mediante uso di macchine da laboratorio di ultima generazione, nella produzione di gelati e pasticceria di qualità superiore. Saranno temi di formazione anche gli aspetti marketing per la corretta accoglienza e fidelizzazione del consumatore; la conoscenza delle normative vigenti in termini di autorizzazioni all’apertura di un esercizio commerciale e di sicurezza igienico-sanitaria. Verrà inoltre studiato l’aspetto economico e valutato il ritorno dell’investimento per l’apertura di una gelateria.
La formazione teorica verrà impartita presso il Centro di formazione professionale e di avviamento al lavoro della Fondazione Giovanni Paolo II mentre la parte pratica si svolgerà nel laboratorio del Peace Center. La durata prevista per il completamento della formazione è di sei mesi. E’ prevista la presenza di un traduttore italiano/arabo, mentre per gli aspetti normativi locali si farà appello ad un esperto palestinese.
La Fondazione Giovanni Paolo II si avvalla della presenza nel proprio Comitato scientifico di un maestro gelatiere, Gino Perrucci: diplomato a Bruxelles in Scienza e Tecnica della Gelateria, dal 1961 è titolare della Gelateria Perrucci a Cerignola (FG). Membro del corpo dei docenti della Gelato University Carpigiani, fa da collegamento tra quest’ultima e la Fondazione Giovanni Paolo II.
Il corso ha una capienza di 10 alunni, i quali verranno selezionati in base alla motivazione, alla provenienza e al percorso formativo antecedente.

3. Nei sei mesi successivi alla formazione di base e una volta ottenuti i permessi, la produzione fatta dagli allievi sarà poco a poco commercializzata. In un primo momento lo smercio sarà concentrato su Betlemme, con particolare attenzione ai consumatori locali e ai turisti di passaggio. Sono stati inoltre presi dei contatti con un lattificio locale per la distribuzione dei prodotti in altre località della Cisgiordania. Questa attività di commercializzazione, oltre a permettere agli allievi di acquisire una conoscenza pratica del lavoro di vendita e del rapporto con il cliente, mira a lungo termine ad assicurare una relativa autonomia finanziaria del laboratorio.
Durante questi sei mesi i processi di produzione verranno approfonditi e gli allievi saranno incaricati di seguire l’andamento quotidiano della gelateria-laboratorio.
Per tutto il periodo della formazione, che durerà quindi complessivamente un anno, ogni allievo potrà usufruire di una borsa di studio pari a 250 Dollari mensili.

4. Per quanto sia possibile, i giovani selezionati per il corso dovranno provenire da diverse zone della Cisgiordania, in modo tale da permettere loro di poter avviare una gelateria nella propria zona di provenienza.
Ogni giovane che lo desidera, e dopo attenta verifica delle capacità acquisite e della motivazione, potrà decidere di avviare una gelateria, ovviamente fuori da Betlemme per evitare una concorrenza che non sarebbe auspicabile. I giovani che faranno questa scelta dovranno elaborare insieme ai loro formatori e alla Fondazione Giovanni Paolo II un piano economico e commerciale rigoroso. Una volta il progetto operativo accettato dai referenti competenti sarà possibile usufruire di un microcredito, seguendo una linea già sperimentata con successo dalla Fondazione Giovanni Paolo II.
Un monitoraggio iniziale di due anni è previsto per i nuovi esercizi commerciali, con: valutazione dei primi risultati ottenuti e eventuali correzioni da effettuare, corso intensivo di approfondimento. Verranno incoraggiate le forme cooperative di imprenditoria che associano diversi giovani.


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Nei locali del Peace Center, nella piazza antistante la Basilica della Natività, è stato realizzato, grazie all’impegno del maestro gelataio italiano Gino Perrucci, una scuola che insegnerà ai giovani palestinesi l’arte italiana di fare il gelato. Nel primo corso, appena terminato, hanno partecipato 11 giovani, maschi e femmine, di età compresa fra i 22 e 28 anni. Alcuni verranno assunti dalla scuola che intende produrre gelato per venderlo direttamente ai pellegrini e ai ristoranti palestinesi. Le macchine per produrre il gelato sono italiane, acquistate da Carpigiani famosa in tutto il mondo. Alla premiazione dei giovani che hanno brillantemente completato il corso sono intervenuti mons. Luciano Giovannetti, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, il Console generale italiano David La Cecilia, Abuna Ibrahim Faltas, il sindaco di Betlemme, Vera Baboun.

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foto La gelateria “Il Cantico” a Betlemme


Icona-DollaroIl costo globale ammonta a 125.000 Euro di cui 81.500 Euro sostenuti dal progetto PMSP (Palestinian Municipalities Support Program) del Consolato Italiano, 40.500 Euro dalla Fondazione Giovanni Paolo II, 3.000 Euro dal comune di Santo Stefano Magra (SP)


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Newsletter Voci dal Vicino Oriente, Numero 17 del 24 giugno 2014
A Betlemme il gelato italiano

Toscana Oggi n.14 del 6 aprile 2014
È nata a Betlemme… la prima scuola di gelato

Sentire – 26 maggio 2014
Betlemme: il Cantico… del gelato italiano (di Corona Perer)

Gelato University Carpigiani, 9 luglio 2014
Tutto il buono del gelato in Terra Santa

Toscana Oggi n.41 del 18 novembre 2012
Sorgerà a Betlemme un laboratorio per la produzione di gelato


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Il gelato buono di Betlemme

È stata inaugurata sabato 14 giugno 2014 a Betlemme la gelateria della Custodia di Terra Santa “Il Cantico”: un’attività che offre lavoro a dieci gelatai palestinesi.


La visita di Renzi a Betlemme

Betlemme, mercoledì 22 luglio 2015
La visita del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi a Betlemme. L’incontro con il Presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen e poi la visita alle realtà in cui è determinante la presenza italiana: il delicato restauro della Basilica della Natività di Betlemme, affidato a una Ditta di Prato, la gelateria “Il Cantico” gestita dalla Custodia di Terra Santa a Betlemme, e avviata da un progetto italiano, e infine il toccante incontro con le suore del Verbo Incarnato all’Hogar di Betlemme, ove vengono ospitati, curati ed amati i bambini orfani gravemente disabili. In questo Hogar gli italiani hanno costruito due piani dell’edificio per l’ospitalità dei bambini. Il presidente Renzi, cosi, ha potuto vedere anche l’attività di pace, integrazione, solidarietà e servizio che anima la Palestina cristiana. (servizio di Monica Luisa)