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Al bab: la nuova porta di Palermo

L’iniziativa cittadina Progetto Al Bab– letteralmente “La Porta” (di Palermo) – intende valorizzare il territorio palermitano attraverso la tutela di uno spazio volto allo sviluppo delle risorse ambientali e culturali rintracciabili nella cosiddetta “Piattaforma Trinacria” (Sicilia).

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Lo Spazio Al Bab si trova infatti in una porzione della città interessata dalla presenza di importanti testimonianze archeologiche, prospiciente la Via F. Crispi compresa tra la Piazza XIII Vittime, la Cala e la retrostante cortina edilizia, denominata “Castello S. Pietro”. L’intera area di intervento ricade all’interno della ex città murata e prospetta sulla via Francesco Crispi che costeggia il fronte del porto e collega la città con la sua passeggiata a mare del Foro Italico, lambendo appunto lo specchio d’acqua della Cala. A partire da questa posizione strategica è stato avviato un “presidio partecipato della collettività” con lo scopo di realizzare tre macro azioni: la prima riguarda un intervento significativo sul tessuto sociale cittadino; la seconda lo sviluppo di servizi per il turismo culturale e la terza riguarda un vero e proprio intervento urbanistico.


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Centro di Accoglienza Padre NostroAssociazione gruppo SALIConferenza Regionale Volontariato Giustizia Sicilia

Tale iniziativa nasce dal sodalizio tra tre soggetti locali, il Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus, l’Associazione Gruppo S.A.L.I., la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia Sicilia e la Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole, ed ha registrato una concertazione di adesioni, in particolare:

  • Comune di Palermo, Settore Urbanistica;
  • Comune di Palermo, Ass.to al Turismo;
  • Comune di Palermo, II Commissione Consiliare;
  • Comune di Palermo, V Commissione Consiliare;
  • Comune di Palermo, VI Commissione Consiliare;
  • Soprintendenza Beni Culturali di Palermo attraverso la concessione dell’Area Archeologica;
  • Convenzione con le Case Circondariali Pagliarelli e Ucciardone di Palermo;
  • Stipula Accordo Quadro con Delibera di Giunta tra il Comune di Palermo e l’Associazione Gruppo S.A.L.I.

Icona-CameraInaugurazione del percorso archeologico, martedì 21 Luglio 2015 presso la Pagoda Al Bab in via San Giorgio dei Genovesi a Palermo

Torna a essere aperta al pubblico l’area archeologica del Castello San Pietro, a Palermo. Impegnati alcuni detenuti, coinvolti in un progetto tra sovrintendenza ai Beni culturali, Comune di Palermo, centro di accoglienza Padre Nostro e Fondazione Giovanni Paolo II. Presenti il vicesindaco dott. Emilio Arcuri; il soprintendente Maria Elena Volpes e l’archeologo Stefano Vassallo; l’On. Pietro Alongi; il Direttore della casa circondariale Ucciarddone dott.ssa Rita Barbera e responsabile Area Educativa, il dott. Nunzio Brugognone; il responsabile Area educativa della casa circondariale Pagliarelli dott.ssa Rosaria Puleo; il direttore della Fondazione Giovanni Paolo II Angiolo Rossi.

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Presentazione del progetto


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Presentazione del progetto Al Bab (Palermo, 8 novembre 2013)

♦ Comunicato stampa, 6 novembre 2013

♦ La Repubblica, 8 novembre 2013
Alla scoperta dell’area archeologica. Gli scavi affidati ai detenuti

Redattore Sociale, 11 novembre 2013
Detenuti bonificano area archeologica. “Ci rendiamo utili per la società”

♦ Corriere sociale, 4 maggio 2014
I detenuti “archeologi” in Sicilia investono nel turismo (di Gianluca Testa)

Inaugurazione del progetto Al Bab (Palermo, 21 luglio 2015)

♦ L’Espresso – 10 luglio 2018
Palermo. L’area archeologica degli Schiavoni chiusa ai turisti. I parcheggi aperti alle prostitute (di Manlio Lilli)


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