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Segnalazione stampa

(dicembre 2012-gennaio 2013)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • L’Autorità Nazionale Palestinese è ammesso come membro osservatore alle Nazioni Unite. L’Italia ha votato a favore. Secondo il Presidente Abu Mazen questa decisione è un investimento per la pace. Il Governo Israeliano si dichiara deluso per la scelta italiana (Avvenire, 30 novembre).
  • Il Presidente palestinese Abu Mazen non esclude il ricorso alla corte penale dell’Aja contro la decisione di Israele di costruire tremila nuovi alloggi a Gerusalemme Est. Decisione presa, dal Governo israeliano, dopo il sì dell’Onu al riconoscimento della Palestina quale Stato non membro (Avvenire, 12 dicembre).
  • Slogan di odio anticristiano sono state scritte con lo spray sul muro di un monastero nella Valle della Croce a Gerusalemme. È la seconda volta che il Monastero è fatto oggetto di scritte anticristiane (Avvenire, 13 dicembre).
  • Benedetto XVI, nel messaggio Urbi ed orbi, ha auspicato che germogli la pace “nella Terra dove è nato il Redentore” perché “doni a israeliani e palestinesi il coraggio di porre fine ai troppi anni di lotte e divisioni e di intraprendere con decisione il cammino del negoziato” (Avvenire, 27 dicembre).
  • Il cardinale Angelo Bagnasco visita la Terra Santa con un gruppo di sacerdoti giovani della Diocesi di Genova (Avvenire, 10 gennaio).
  • I risultati definitivi delle elezioni in Israele confermano una parità fra i due schieramenti. Il premier uscente, Benjamin Netanyahu, dovrà trasformarsi da “falco in colomba” se vuole formare un nuovo Governo. Il suo partito ha preso alla Knesset 31 deputati. Il blocco dei partiti di destra e confessionali hanno ottenuto 60 deputati, esattamente lo stesso numero del blocco dei partiti di centro-sinistra e arabi. Secondo alcuni osservatori il risultato di Netanyahu è da scriversi alla sua politica aggressiva nelle colonie che gli ha inimicato anche l’Amministrazione americana e la scarsa attenzione dedicata alla crisi economica (Avvenire, 24 gennaio).
  • Da oggi, 1 febbraio 2013, i pellegrini potranno tornare a celebrare la S.Messa presso la chiesa del convento di San Francesco ‘Ad Coenaculum’, sul Monte Sion, familiarmente conosciuto come Cenacolino, a due passi dal Cenacolo, dove si fa memoria dell’Ultima Cena e della Pentecoste. E anche i frati francescani potranno tornare a vivere nel loro convento, ora completamente rinnovato e ristrutturato (www.custodia.org).
  • Il presidente israeliano, Shimon Peres, ha conferito a Benjamin Netanyahu, premier uscente, l’incarico di formare il nuovo Governo. Il primo ministro designato avrà a disposizione 28 giorni di tempo per formarlo (Avvenire, 2 febbraio).

Libano

  • Intervista a Anni Kanafani, fondatrice del Ghassan Kanafani Cultural Foundation. La Fondazione costituita in memoria di suo marito, ucciso in un attentato dei servizi israeliani quando era portavoce del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, assiste oltre 1.000 bambini. “Con i nostri asili siamo presenti – spiega Anni Kanafani – in dodici campi profughi palestinesi del Libano, in molti di questi ci occupiamo anche di disabilità. Non si deve solo immaginare la pace, bisogna costruirla” (La Repubblica, 28 gennaio).

Siria

  • Secondo l’emittente americana Nbc, le forze armate siriane avrebbero già pronte bombe con il “sarin” un tipo di gas nervino (Avvenire, 7 dicembre).
  • Secondo le Nazioni Unite i siriani che hanno lasciato il Paese sono oltre 500.000 (Avvenire, 12 dicembre).
  • Gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna, l’Italia e gli altri 120 Paesi Amici della Siria riuniti a Marrakech hanno deciso di riconoscere quale interlocutore la “coalizione nazionale” siriana quale unico rappresentante dei ribelli (Avvenire, 13 dicembre).
  • Secondo le Nazioni Unite il “bilancio” ufficiale di venti mesi di guerra civile in Siria hanno provocato 60mila morti. Il maggior numero di morti si conta a Homs, nei sobborghi di Damasco, a Idlib, Aleppo, Daraa e Hama. Quasi il 10% delle vittime è costituito da donne (Avvenire, 3 gennaio).
  • Strage all’Università di Aleppo. Sono stati uccisi ottanta studenti. Ieri infatti gli studenti affollavano l’Università per il primo giorno della sessione invernale degli esami (Avvenire, 16 gennaio).
  • Continuano gli attentati in Siria. Ora nel mirino ci sono Chiese e Moschee, questo per scatenare una guerra fra fedi in un Paese già dilaniato da due anni di guerra civile (Avvenire, 24 gennaio).
  • Caccia di Israele hanno colpito un sito militare in Siria e anche un convoglio di armi che dalla Siria stava raggiungendo il Libano (questo secondo fonti diplomatiche). Netanyahu aveva lanciato l’allarme sugli ordigni chimici che la Siria stava producendo (Avvenire, 31 gennaio).
  • Il tecnico italiano e i due colleghi russi rapiti il 12 dicembre scorso in Siria sono stati liberati: lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Mosca, secondo cui il rilascio risale a Domenica ed è avvenuto grazie a uno scambio con alcuni militanti prigionieri (Avvenire, 4 febbraio).

Iraq

  • Il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, visita l’Iraq. Momento centrale del suo viaggio sarà la consacrazione della restaurata Cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, teatro il 31 ottobre 2011 di una strage compiuta dal un commando di al Qaeda in cui morirono cinquanta fedeli e due sacerdoti (Avvenire, 14 dicembre).
  • Ancora attentati in Iraq. Negli ultimi due giorni ci sono stati oltre sessanta morti, 25 dei quali nella Provincia di Baghdad (Avvenire, 24 gennaio).
  • Monsignor Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, è il nuovo patriarca di Babilonia dei Caldei. Ad eleggerlo, il 1 febbraio, è stato il Sinodo della Chiesa caldea, convocato a Roma, durante il quale i vescovi hanno anche dibattuto sulla condizione e sui problemi vissuti dalle comunità caldee nel territorio patriarcale e nella diaspora (Toscana Oggi, 2 febbraio).
  • Un’altra Domenica di sangue in Iraq. L’ultimo attentato si è verificato nella città di Kirkuk nel nord dell’Iraq, dove almeno 30 persone hanno perso la vita e un’altra settantina sono rimaste ferite per l’esplosione di un’autobomba davanti al quartier generale della polizia (La Repubblica, 3 febbraio).

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