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EXPO Milano 2015

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Ospite della Fondazione Giovanni Paolo II per un ciclo di incontri sulla cooperazione agricola ed energetica, venerdì 3 luglio una delegazione del Ministero dell’Energia Palestinese ha visitato Expo Milano 2015

Delegazione palestinese a EXPO

Parlare di terra ed energia per parlare di pace, perché garantendo uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale ed energetico si costruisce il futuro di un Paese. Questo il tema della visita a Expo Milano 2015 da parte di una delegazione palestinese, ospitata in Italia dalla Fondazione Giovanni Paolo II per un ciclo di incontri sulla cooperazione nei settori agricolo e energetico, ambiti in cui la Fondazione è molto attiva in Medio Oriente e soprattutto in Palestina. A guidare la delegazione palestinese sono stati Falah Dmery (Direttore Generale Esecutivo del Centro di Ricerca per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici del Ministero Palestinese dell’Energia) e Mahmoud Dooden (Presidente della Cooperativa di Dura, che riunisce oltre trecento agricoltori e allevatori nella zona di Hebron). Molto attiva in Palestina con progetti di cooperazione realizzati in stretta collaborazione con la CEI e la Custodia di Terra Santa, la Fondazione Giovanni Paolo II è stata rappresentata da Samer Baboun (Responsabile della Fondazione Giovanni Paolo II Sede di Betlemme), Benito Boschetto e Margherita Pascucci (Responsabili dei progetti di sviluppo socio economico e culturale in Palestina della Fondazione Giovanni Paolo II).

La cooperazione in Palestina di Fondazione Giovanni Paolo II
“In tutto il Medio Oriente siamo presenti da anni con progetti di cooperazione allo sviluppo in vari ambiti– ha spiegato Benito Boschetto – in Palestina abbiamo diverse esperienze attive, tra cui l’attivazione a Nablus, Betlemme e Dura di impianti pilota per la produzione di energia da biomasse recuperate dai rifiuti dell’allevamento e dei centri urbani, un progetto realizzato in collaborazione con l’Università Statale di Milano”

Energia sostenibile per la Palestina
“Questi realizzati da Fondazione Giovanni Paolo II sono i primi impianti in assoluto per la produzione di energia rinnovabile mai realizzati in Palestina – ha dichiarato Falah Dmery – un intervento che vogliamo estendere a tutti i Territori Palestinesi, nell’ambito di una più ampia strategia del nostro Governo per adempiere agli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati”.

Amicizia italo palestinese
“In questo viaggio studio in Italia organizzato da Fondazione Giovanni Paolo II abbiamo visitato diverse realtà italiane specializzate nella produzione di energia rinnovabile, ma anche nel miglioramento delle razze bovine e nella coltivazione di meloni – ha spiegato Mahmoud Dooden – un’esperienza significativa per capire come potremmo migliorare l’uso della terra e dell’acqua, risorse preziosissime in Palestina, ma importante anche dal punto di vista umano, perché è nata subito una forte intesa tra agricoltori italiani e palestinesi”.

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