Fondazione Giovanni Paolo II onlus
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Editoriale

Carissimi amici,

nelle ultime settimane abbiamo vissuto momenti di grande intensità e novità per la chiesa cattolica e per il mondo intero. Papa Benedetto XVI ha comunicato le sue dimissioni da Vescovo di Roma e al suo posto è stato eletto l’Arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Jorge Mario Bergoglio che ha scelto il nome di Francesco. La Fondazione Giovanni Paolo II ha deciso di dedicare la sua newsletter a questo avvenimento. Abbiamo chiesto ad alcuni amici di commentare i primi gesti dell’azione di Papa Francesco, con particolare attenzione al dialogo con il mondo ebraico e quello musulmano, al tema della pace, alla scelta del nome Francesco.

Durante la sua omelia, martedì 19 marzo, Papa Francesco, ha detto per due volte “Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza”. “Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza” ha spiegato. “Nei Vangeli, san Giuseppe – ha ricordato Papa Francesco – appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, di amore”. È con questo spirito che noi come Fondazione dobbiamo ancora maggiormente intensificare il nostro lavoro e il nostro impegno a favore dei cristiani e di tutti gli uomini e le donne che vivono in Medio Oriente. Dobbiamo essere sempre più vicini ai fratelli e alle sorelle che vivono nella terra dove è nato Gesù, essere vicini non solo affettivamente ma soprattutto effettivamente. L’abbraccio di Papa Francesco al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I richiama un altro abbraccio: quello fra Paolo VI e il Patriarca Atenagora, avvenuto nel gennaio del 1964, in Terra Santa, per iniziare un tempo di dialogo fra fratelli che professano Cristo, luce delle genti, ed è proprio in questa prospettiva e con questi intendimenti che si muoverà la missione di Papa Francesco.

Mons. Luciano Giovannetti, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II

3 Comments

  1. Giovanni Dejure
    31/03/2013

    L’omelia di papa Francesco del 19 marzo racchiude il piccolo seme che genera alberi giganteschi. Amore e umiltà sono le caratteristiche con cui si è presentato al mondo. Amore e umiltà sono le qualità generative del piccolo seme che può creare una nuova grande umanità. Ma amore e umiltà non sono lo spirito di Cristo?

  2. 01/04/2013

    Credo anch’io che ci è dato uno stimolo forte ad esprimere l’amore che è in noi, sopratutto a noi cui è stato inculcato di essere imperturbabili.

  3. 02/04/2013

    la fondazione tramite piccolissimi gesti cerca di creare dei legami e dei centri di socializzazione per permettere in particolare alle donne di trovare un loro posto nella società e acquisire un ruolo determinante a livello socio economico e quindi avere più potere per dare amore e fratellanza tra i popoli.

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