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Segnalazione stampa

(settembre-novembre  2012)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • È Zion Evrony, il nuovo Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede. Evrony è nato in Iran nel 1949 e poi emigrato in Israele nel 1950. Sposato con tre figli, laureato in Sociologia e scienze politiche presso l’Università ebraica di Gerusalemme si è poi specializzato in relazioni internazionali (L’Osservatore Romano, 29 settembre).
  • Scritte oscene contro Gesù a Gerusalemme, sulla porta del convento del Cenacolino nella città vecchia. È l’ennesima provocazione subita dalla comunità cristiana. Gli attacchi si fanno sempre più espliciti (Avvenire, 3 ottobre).
  • L’intesa tra i latini e gli ortodossi, per una celebrazione della Pasqua secondo il calendario giuliano, è all’esame della Santa Sede. Già il prossimo anno, la Pasqua a Gerusalemme potrebbe essere celebrata insieme, il 5 maggio e non il 31 marzo come nel resto del mondo (Avvenire, 18 ottobre).
  • Oltre mezzo milione di palestinesi sono chiamati alle urne in Cisgiordania per le elezioni municipali. Hamas boicotta la consultazione. Si rinnovano 98 consigli municipali, 10 consigli locali e 245 consigli di villaggi (L’Osservatore Romano, 21 ottobre).
  • Alle prossime elezioni politiche in Israele, previste per il 22 gennaio 2013, il Likud di Benjamin Netanyahu e l’Israel Beitenu di Avigdor Lieberman saranno alleati in un’unica lista (L’Osservatore Romano, 27 ottobre).
  • Tensione fra Israele e la Striscia di Gaza, dopo il lancio di razzi palestinesi contro il Neghev. “Il mondo deve comprendere – ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu – che Israele non resterà inerte di fronte ai tentativi di attaccarci” (L’Osservatore Romano, 12-13 novembre).
  • Svelato in Israele un piano per rovesciare Abu Mazen se la Palestina verrà accolta nell’Onu. La proposta contenuta in un documento diffuso dal ministero degli Esteri israeliano. La richiesta di adesione era stata presentata dall’Anp più di un anno fa. A fine novembre si attende la decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (La Repubblica, 14 novembre).
  • Il comandante militare di Hamas, Ahmed Al-Jaabari, elemento di primo piano della nomenklatura palestinese, uno dei più ricercati dall’intelligence israeliana, è rimasto ucciso nell’esplosione della sua auto a Gaza, colpita da un raid aereo dell’aviazione di Tel Aviv (Corriere della Sera, 14 novembre).
  • Escalation miliare al confine con la Striscia di Gaza. Un razzo di Hamas uccide tre civili israeliani. La risposta di Israele sono stati raid sulle basi palestinesi che hanno causato 16 morti. Tra le vittime anche 2 neonati e 3 bambini (Avvenire 16 novembre).
  • Ancora raid israeliani su Gaza. In sei giorni di guerra i morti sono arrivati a 100. Per trovare una tregua il Presidente Obama ha chiamato il primo ministro Netanyahu e il Presidente egiziano Morsi (Avvenire, 20 novembre).
  • È stato trovato un accordo dopo la mediazione di Stati Uniti e Nazioni Unite e finalmente tacciono le armi. All’ottavo giorno lo Stato ebraico e i miliziani si sono fermati: Gerusalemme ha promesso lo stop agli omicidi mirati e ai raid in cambio del blocco del lancio di missili (Avvenire, 22 novembre).
  • A Gaza la tregua regge e Hamas fa festa. In Israele l’opposizione critica il governo. Nella Striscia semidistrutta è emergenza sanitaria. Secondo il Patriarca monsignor Fouad Twal “lo stop non basta, ora ci vuole una soluzione giusta e duratura”. Intanto ha annunciato che sarà il prossimo 16 dicembre a Gaza per festeggiare il Natale (Avvenire, 23 novembre).

Libano

  • Papa Benedetto XVI si reca in Libano dal 14 al 16 settembre per consegnare l’Esortazione Apostolica Postsinodale “Ecclesia in Medio Oriente”. La visita è molto importante per tutta la comunità libanese e dell’intero Medio Oriente. Per leggere i discorsi ufficiali del Papa e i saluti a lui rivolti si può consultare il sito www.vatican.va.
  • “Il Libano è un’oasi di incontro. Che pratica la convivenza di fedi ed etnie, – piega Bechara Boutros Rai, Patriarca di Antiochia dei maroniti – a dispetto dei teorici dello scontro di civiltà. Un ponte fra Oriente e Occidente. Per tale ragione, questo piccolo Paese è necessario al Medio Oriente. Lo affermano gli stessi governi arabi. … Abbiamo un detto: i conflitti vengono concepiti fuori dal Libano ma partoriti al suo interno. Significa che, storicamente, ogni turbolenza nell’area arriva a Beirut. È accaduto con il conflitto israelo-palestinese. E ora con la crisi siriana. Lo dimostra l’attentato di venerdì. Un atto criminale contro la pace e gli effetti gioiosi della visita del Papa” (Avvenire, 21 ottobre).

Siria

  • Cristiani ostaggio della guerra siriana. Rastrellamenti dei guerriglieri nelle campagne durante la raccolta delle mele: gli uomini ammassati per ore in una palestra, mentre le donne sono state subito rilasciate. A sera la liberazione dei cattolici è stata confermata dal patriarca greco-melkita Gregorio III Lahm (Avvenire, 26 settembre).
  • Il Sinodo dei Vescovi, riunito in Vaticano, prega per il popolo siriano. Il Papa e i Padri sinodali “assicurano la loro vicinanza alla gente di questa terra martoriata, scossa da tanta violenza” (Avvenire, 10 ottobre).
  • “Una cosa è certa: non è possibile andare avanti così. Abbiamo visto – spiega il Patriarca della Chiesa greco-melchita-cattolica, Gregorio III Laham – che con le armi non arriviamo a niente. È  giunto il momento di trovare un’altra strategia. Mussalaha funziona: lo abbiamo visto a livello locale. Attraverso il dialogo e la riconciliazione si riescono a ricomporre i conflitti nei villaggi. Sarebbe ora di riproporre la medesima strategia a livello nazionale” (Avvenire, 16 ottobre).
  • Benedetto XVI ha disposto l’invio di una delegazione in Siria per esprimere, a nome del Sinodo dei vescovi e suo personale, solidarietà e vicinanza alla martoriata popolazione siriana (L’Osservatore Romano, 18 ottobre).
  • Il cardinale Tarcisio Bertone ha annunciato che la visita di una delegazione di Padri sinodali che doveva recarsi in Siria sarà posticipata “considerata la gravità della situazione” (L’Osservatore Romano, 24 ottobre).
  • Dopo solo quattro giorni è finita la fragile tregua in Siria. L’esplosione di un’autobomba, in un sobborgo di Damasco, ha provocato dieci morti e oltre venti feriti compresi alcuni bambini (L’Osservatore Romano, 29-30 ottobre).
  • La Cina ha presentato un piano di pace per la Siria. Il piano prevede il cessate il fuoco regione per regione (e questa è una novità) e la formazione di un Governo di transizione (L’Osservatore Romano, 2-3 novembre).
  • Nuovo appello di Papa Benedetto XVI per la pace in Siria. “Mentre elevo la mia preghiera a Dio – ha detto Benedetto XVI – rinnovo l’invito alle parti in conflitto e a quanti hanno a cuore il bene della Siria a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace e a perseguire, attraverso il dialogo, le strade che portano ad una giusta convivenza, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto. Dobbiamo fare tutto il possibile, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi” (L’Osservatore Romano, 8 novembre).
  • “Vivrò e morirò nel mio Paese. Siamo l’ultimo bastione della laicità nella regione”, sono le parole pronunciate dal presidente siriano Bashar al-Assad in una intervista a una televisione russa in lingua araba (Avvenire, 9 novembre).
  • Intervista al cardinal Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, di ritorno dalla missione in Libano. I profughi siriani che hanno trovato rifugio in Libano, Turchia e Giordania sono 408.000, secondo quanto comunicato dall’alto commissario dell’Onu per i rifugiati (L’Osservatore Romano, 11 novembre).
  • Tensione ai confini siriani, sia con la Turchia che con Israele. I caccia di Damasco bombardano postazioni degli oppositori lungo il confine. Ci sono stati anche colpi di artiglieria sulle alture del Golan, raggiungendo un livello di crisi mai toccato dalla guerra del Kippur del 1973 (L’Osservatore Romano, 14 novembre).

Iraq

  • Nel mese di settembre sono morte in Iraq 365 persone, il mese più sanguinoso degli ultimi due anni. A questi vanno aggiunti 683 feriti. Lo rende noto il rapporto mensile dei ministeri della Salute e dell’Interno (Avvenire, 2 ottobre).
  • Nuova strage di civili a Baghdad. Un attentato ha provocato la morte di 27 persone e più di 50 feriti. L’attentatore, a bordo di un veicolo, si è fatto saltare in aria di fronte a un edificio dove erano in coda molti giovani che presentavano la domanda di arruolamento nell’esercito (L’Osservatore Romano, 7 novembre).
  • Nuova ondata di attentati in Iraq con almeno 22 morti a 140 feriti a Baghdad, a Kirkuk e a nord di Tikrit (L’Osservatore Romano, 15 novembre).

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