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Sogni infranti: I figli dei migranti in Libano

di Maria Vitagliano

Il 26 febbraio 2015 l’associazione INSAN, organizzazione partner della Fondazione Giovanni Paolo II per il suo programma a favore dei rifugiati siriani in Libano, ha pubblicato lo studio “Sogni infranti: I figli dei migranti in Libano”. Questo dossier prende in considerazione sia il mancato rinnovo dei permessi di soggiorno per i figli dei lavoratori migranti e dei ragazzi rifugiati siriani, sia la loro esclusione dalle scuole pubbliche libanesi. Prendendo solo in considerazione i rifugiati siriani, secondo cifre riferite dall’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU (UNHCR, dati di settembre 2014), 1’189’608 persone provenienti dalla Siria si sono rifugiate in Libano, pari a 359’587 famiglie. Questo numero rappresenta 1/3 della popolazione libanese, Degli oltre quasi 1’200’000 rifugiati in Libano, oltre 719’000 sono minorenni. Quindi la decisione adottata dalla Direzione Generale della Sicurezza Generale e la regolamentazione del Ministero della Pubblica Istruzione Libanese per l’accesso alle scuole pubbliche libanesi riguardano un numero molto elevato di ragazzi migranti e rifugiati siriani in età di scolarizzazione.

Come INSAN fa rilevare nel suo dossier queste posizioni delle autorità libanesi sono discriminatorie perché non tengono in considerazione il diritto che ogni bambino, indipendentemente dalla sua nazionalità, ha di frequentare la scuola secondo il diritto sancito dalla convenzione dei diritti del bambino ratificata anche dal governo libanese nel 1991.

Questo rapporto ha esplorato in dettaglio il modo in cui le recenti decisioni della Sicurezza Generale e del Ministero dell’Educa-zione Libanese hanno violato i principi delle leggi nazionali e internazionali. Ha inoltre esaminato gli effetti devastanti di queste decisioni sui lavoratori migranti e le loro famiglie. Essi sono già di per sé molto vulnerabili e queste recenti decisioni aggiungono vulnerabilità a quelle già presenti.

Attraverso l’analisi di leggi nazionali e internazionali, il dossier ha evidenziato che le decisioni riguardanti la negazione del rinnovo del permesso di residenza per i figli e i loro genitori migranti, è il frutto di decisioni arbitrarie Da una prospettiva legale internazionale, queste decisioni sono arbitrarie, interferiscono con la vita della famiglia, violano i diritti fondamentali del bambino e contravvengono a un numero di convenzioni internazionali che il Libano ha ratificato: CRC, ICCPR, ICESCR e ICERD*.

Riguardo alla legislazione nazionale libanese le decisioni del MoEHE (Ministry of Education and Higher Education) di ridurre l’iscrizione di bambini non Libanesi nelle scuole pubbliche rappresentano una violazione dei principi di uguaglianza nel diritto all’istruzione, come articolato nella costituzione libanese e in alcuni delle convezioni internazionali: CRC, CADE e ICESCR.

Il Libano ha affermato in molteplici occasioni il suo impegno verso gli standard internazionali dei diritti umani. Il preambolo della costituzione Libanese ne è un orgoglioso promemoria: “Il Libano è un fondatore e un membro attivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e rispetta i suoi patti e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Finora, malgrado questi impegni, il problema dei diritti umani nel Paese è in ritardo. I diritti dei migranti rappresentano un’area che ha bisogno di drastici miglioramenti. Con l’afflusso di più di un milione di rifugiati Siriani, questo tema diventa ancora più pressante.

La decisione del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Istruzione Superiore ha limitato l’iscrizione di un gran numero di studenti stranieri siriani alle scuole pubbliche libanesi. Un recente rapporto di Save the Children rivela che di fatto quattro su cinque bambini siriani in Libano non vanno a scuola per mancanza di mezzi finanziari e per mancanza di spazi per accoglierli. In effetti, alcuni direttori di scuole adducono la mancanza dell’iscrizione scolastica di bambini rifugiati siriani perché in attesa del funzionamento di scuole serali per loro. Qualcuno ha anche affermato che questa restrizione è stata adottata solo per costringere i rifugiati siriani a lasciare il Libano. È in effetti vero che l’afflusso di un gran numero di rifugiati siriani ha messo a dura prova la capacità di tenuta del sistema scolastico pubblico libanese anche per le limitate risorse per far fronte al gran numero di bambini rifugiati siriani in età scolare. Il Ministero della Pubblica istruzione per dare una risposta al problema ha aperto delle scuole pomeridiane e serali per i bambini siriani.

In linea di principio l’apertura di queste scuole per bambini siriani può sembrare una buona idea perché potrebbe dare una risposta adeguata sia alle differenze nei programmi di studio tra i due Paesi sia alle esigenze particolari dei bambini siriani. Tuttavia le scuole serali hanno aperto le porte il 26 gennaio 2015, quattro mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, hanno un ridotto numero di ore di lezioni e termineranno a fine giugno 2015. Nelle scuole serali si segue il programma di studi libanese. Alla luce del ritardo dell’inizio delle lezioni e delle ore ridotte di insegnamento e funzionamento è altamente improbabile che queste scuole saranno in grado di fornire agli alunni siriani la stessa qualità della formazione che viene offerto ai loro coetanei libanesi iscritti nelle scuole pubbliche. La questione della capacità infrastrutturale è altrettanto preoccupante. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha annunciato che 147 scuole pomeridiane apriranno le loro porte in diverse regioni del Paese. Dei bambini rifugiati siriani in età scolare elementare solo 45.000 si sono iscritti, e ciò corrisponde al 10% dei bambini in età scolare obbligatoria. Questo significa che la stragrande maggioranza dei bambini rifugiati sono ancora privati ​​del loro diritto all’istruzione.

Con l’afflusso di un gran numero di rifugiati siriani, il Ministero della Pubblica Istruzione si trova ad affrontare sfide enormi e senza precedenti in termini di fornire istruzione ai bambini. Le scuole pomeridiane e serali possono essere una soluzione alla crisi attuale se attuate in modo efficace. Tuttavia l’organizza-zione scolastica e il numero ridotto di queste scuole sono due questioni che destano preoccupazione. Le scuole serali sono progettate per funzionare ad orario ridotto e la chiusura dell’anno scolastico è prevista alla fine di giugno 2015. In questo modo sarà molto difficile garantire la stessa qualità dell’istruzione come essa è offerta nelle scuole normali. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha annunciato che le scuole serali potranno ospitare al massimo 100 000 alunni siriani il che significa che 300 000 bambini saranno lasciati fuori dalla scuola primaria. Per affrontare il problema della limitata capacità e la scarsa qualità dell’istruzione nelle scuole serali, l’educazione non formale può essere intrapresa come una soluzione temporanea fino a quando le capacità scolastiche saranno ampliate. Tuttavia, l’educazione informale può solo contribuire a risolvere il problema se i diplomi concessi saranno ufficialmente riconosciuti e potranno portare all’ingresso nelle scuole libanesi, cose abbastanza difficili attualmente.

Le risorse limitate e le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza, sono problemi reali con cui il Libano deve convivere. Tuttavia, lo stato Libanese ha l’obbligo legale e morale di trovare soluzioni creative a questi problemi, senza compromettere i diritti umani di nessuno.

In seguito alla pubblicazione del dossier “Sogni infranti: i figli dei migranti in libano” c’è stata una vasta risonanza nella stampa nazionale libanese e internazionale, che ha portato la Direzione Generale della Sicurezza Generale ad invertire le precedenti procedure che impedivano il rinnovo dei permessi di soggiorno per i figli dei lavoratori migranti.

Pertanto un gran numero di figli di lavoratori migranti e di ragazzi rifugiati siriani in Libano vedranno valere il loro diritto a proseguire gli studi sotto la protezione della legge.

Dal 2012 l’associazione INSAN, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II, sostiene in diverse regioni del Libano un programma per l’aiuto medico-sanitario, sociale e scolastico a favore di bambini profughi siriani e delle loro famiglie.

L’associazione INSAN è l’organizzazione partner con cui la Fondazione Giovanni Paolo II realizza il programma di inserimento sociale ed educativo a favore dei bambini rifugiati siriani. La mission di INSAN è di proteggere e promuovere i diritti delle persone più vulnerabili ed emarginate. INSAN realizza la sua mission attraverso un servizio olistico che include: istruzione, servizi psicologici e legali, difesa e ricerca. Attraverso campagne e azioni di sensibilizzazione, INSAN si sforza di realizzare strutture che danno spazio ai bambini migranti e ai bambini profughi siriani sostenendo il loro diritto allo studio e a frequentare la scuola.


Convenzioni ratificate in Libano
Instrument Status Date
Convention against torture and other cruel, inhuman or degrading treatment or punishment (CAT) Accession 04/11/2000
Conventions on the rights of the child (CRC) Ratification 13/06/1991
International convention on civil and political rights (ICCPR) Accession 03/11/1972
International convention on the elimination of all forms of discrimination (ICERD) Accession 12/11/1971
International convention on economic, social and cultural rights (CESCR) Accession 03/11/1972
UNESCO convention on the elimination of discrimination in education (UNESCO CADE) Ratification 27/10/1964

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