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Per conoscere i pellegrini di un tempo

di Riccardo Burigana

Le Crociate sono state sempre oggetto di  ricostruzioni e di commenti di carattere storico, tanto più negli ultimi decenni quando si sono moltiplicati gli studi con i quali si è cercato di contestualizzare sempre meglio questa pagina della storia dei rapporti tra cristiani e musulmani, nel tentativo di superare precomprensioni e pregiudizi che per molto tempo hanno prodotto una visione parziale e, per molti versi, fuorviante delle Crociate.

A questa stagione di nuovi studi, anche di carattere divulgativo, appartiene la raccolta di testi (Pilgrimage to Jerusalem and the Holy Land, 1187-1219, edited by Denys Pringle, Aldershot, Ashgate, 2012, pp. 461) che non casualmente viene pubblicata nella collana  Crusade Texts in Translation. La raccolta copre un arco di tempo, che va dalla caduta del primo Regno di Gerusalemme, dopo la battaglia di Hattin, fino alla presa di Acri con la quale si considera conclusa la stagione della presenza cristiana in Terra Santa. I testi offrono un quadro complesso e articolato delle diverse esperienze di pellegrinaggio di coloro che visitano la Terra Santa in un tempo particolarmente difficile, per i continui scontri armati tra cristiani e musulmani; si possono così leggere pagine dal racconto del pellegrinaggio di Wilbrand di Oldenburg (1211-1212),  dal viaggio di Luigi IX da Acri a Nazareth, nel marzo 1251, scritte da Geoffrey di Banlieu, fino alla descrizione di autore greco, restato anonimo, della Gerusalemme negli anni 1250-2159, solo per fare qualche esempio di questa piccola biblioteca di pellegrini. Il curatore, docente dell’Università di Cardiff, ha scelto di soffermarsi su questi testi non solo per contribuire a una migliore conoscenza dei tempi delle Crociate, ma soprattutto per riflettere sul significato e la natura del pellegrinaggio in Terra Santa in epoca medievale. Infatti, fin dall’introduzione, nella quale si propone una periodizzazione delle fonti tradotte, Pringle pone particolare attenzione alla dimensione penitenziale del pellegrinaggio, tanto più quando le condizioni esterne rendono pericoloso il pellegrinaggio; le difficoltà contingenti, che si aggiungono a quelle normalmente connesse all’esperienza medievale del pellegrinaggio, sono presentate dai diversi autori come un mezzo privilegiato per giungere la salvezza.

Il volume, arricchito da una serie di mappe dei luoghi santi e da un’ampia bibliografia, nella quale è indicato anche un certo numero di fonti inedite, si presenta come un interessante tentativo di introdurre il lettore nel mondo delle Crociate, nel quale le armi e i commerci si trovarono a convivere con il pellegrinaggio di tanti alla ricerca di Gesù Cristo attraverso la conoscenza diretta dei luoghi dove Egli visse la sua esperienza terrena di Maestro fino alla morte in croce e alla sua resurrezione.

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