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L’85ª Assemblea della R.O.A.C.O

di Thibault Joannais

Dal 18 al 21 giugno una delegazione della Fondazione Giovanni Paolo II ha partecipato all’85a Assemblea della R.O.A.C.O (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali), riunita a Roma sotto la presidenza del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Appuntamento annuale di 38 organizzazioni (di 10 paesi) che operano a favore delle Chiese Cattoliche Orientali, l’Assemblea offre aggiornamenti autorevoli sulla situazione di alcune Chiese Orientali e permette alle organizzazioni membri di ritrovarsi per condividere esperienze e idee.

La prima sessione è stata dedicata alla situazione dei cattolici in Ucraina: l’Arcivescovo Maggiore di Kiev-Lviv Monsignor Sviatoslav Shevchuk ha insistito sulla vitalità della Chiesa cattolica ucraina, in particolare in termini di vocazioni e di pastorale giovanile (istruzione e formazione). Malgrado le difficoltà e gli ostacoli – in particolare quelli imposti dallo Stato – che deve affrontare, la Chiesa prosegue piena di fiducia sulla strada della formazione delle nuove generazioni che saranno chiamate a costruire l’Ucraina di domani.

Molto interessanti anche gli interventi delle altre sessioni, sull’operare della Chiesa in Terra Santa e sulla situazione della Chiesa siro-malabarese in India. Più discutibile invece la presentazione del progetto di alcune organizzazioni tedesche di creare nel Kurdistan iracheno un ufficio di coordinamento dei progetti. Prima di tutto il Kurdistan iracheno è soltanto una regione dell’Iraq: è sicuramente una zona meno pericolosa per gli operatori della cooperazione internazionale, però non si può lasciare il resto del Paese. Concentrare gli interventi in Kurdistan rischia inoltre di incoraggiare i cristiani presenti in altre zone ad emigrare e di alimentare le rivendicazioni curde in termini di autonomia territoriale. La Fondazione Giovanni Paolo II ha quindi lanciato un appello alle altre organizzazioni a non dimenticare il resto dell’Iraq e ha ricordato il suo impegno con il progetto della “Cittadella Giovanni Paolo II” di Baghdad.

Il tema che ha destato più interesse è stato senz’altro quello della situazione in Siria, di cui hanno parlato Monsignor Antoine Audo, Vescovo di Aleppo dei Caldei oltre che Presidente di Caritas Siria, e Monsignor Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria. Oltre a ricordare i tanti impegni della Chiesa in Siria (scuole, assistenza sociale, case), i due prelati hanno fatto chiarezza sulla situazione oggettiva spesso offuscata da una valanga di informazioni poco affidabili e contraddittorie. Anche se la sindrome irachena ha portato alcuni a parlare di persecuzione nei confronti dei cristiani, la realtà del terreno è altra: i cristiani sono rispettati da tutti e non sono presi di mira se non in casi di banditismo o di conflitti familiari. È chiaro che tale situazione può cambiare da un momento all’altro, però i cristiani hanno l’opportunità di contribuire ad una rinascita della Siria: sono chiamati a costruire ponti per la riconciliazione, a disarmare i cuori pieni di odio.

Alla chiusura dei lavori dell’Assem-blea, i membri della R.O.A.C.O sono stati ricevuti dal Santo Padre Benedetto XVI, il quale ha riaffermato la sua «vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle di Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più indifesi. La nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo, come olio di consolazione, li aiuti a non smarrire la luce della speranza in questi momenti di buio e ottenga da Dio la sapienza del cuore per chi ha responsabilità, affinché cessi ogni spargimento di sangue e la violenza, che porta solo dolore e morte, lasci spazio alla riconciliazione, alla concordia e alla pace. Non venga risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall’attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l’intera regione. Elevo anche un pressante e accorato appello perché, davanti al bisogno estremo della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, anche a tante persone che hanno dovuto lasciare le loro case, alcune rifugiandosi nei Paesi vicini: il valore della vita umana è un bene prezioso da tutelare sempre.»

Ogni Assemblea della R.O.A.C.O rappresenta per la Fondazione Giovanni Paolo II un momento proficuo di approfondimento della propria vocazione di servizio a favore dei cristiani del Medio Oriente. È anche un’occasione di pregio per stabilire sinergie con altre organizzazioni affini. Il prossimo appuntamento è fissato a giugno del 2013.

Udienza di Papa Benedetto XVI ai membri della ROACO lo scorso 21 giugno

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