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Segnalazione stampa

(dal 10 luglio al 15 settembre 2012)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

1. Israele e Territori dell’Autorità Nazionale Palestinese

 Potrebbe chiudersi entro l’anno il negoziato tra Israele e Santa Sede sulle questioni economiche e giuridiche rimaste aperte dopo la firma dell’Accordo Fondamentale del 1993, lo ha affermato l’Ambasciatore israeliano Mordechai Lewy giunto al termine del suo mandato di Ambasciatore presso la Santa Sede (Avvenire, 11 luglio).

 Il Museo dello Yad Vashem di Gerusalemme aggiunge un’incisione sulla medaglia dei Giusti che era stata consegnata nel 1970, a titolo postumo, alla famiglia dell’arcivescovo di Tolosa, il cardinal Jules-Gerard Saliège per la sua opera a favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Sulla medaglia è ora riportata la frase del Talmud “Chi salva una vita salva l’umanità” (L’Osservatore Romano, 14 luglio).

 Strage di turisti israeliani in Bulgaria: 7 i morti  e 30 i feriti. Una bomba ha fatto saltare un bus sul quale era appena salito un gruppo di turisti arrivati da Tel Aviv. L’attacco è avvenuto nello scalo aereo di Burgas sul Mar Nero (Avvenire, 19 luglio).

 Il Governo israeliano ha condannato il gesto di un deputato del parlamento, la Knesset, Michael Ben-Ari, che ha strappato una copia del Nuovo Testamento. Una copia del Nuovo Testamento era stata inviata dalla Società Biblica israeliana a tutti i parlamentari. Il parlamentare, una volta ricevuto il testo lo ha strappato pubblicamente, motivando il suo gesto con l’accusa che il libro “ha causato la morte di milioni di ebrei durante il periodo dell’Inquisizione”, aggiungendo che dunque si tratta “di un’orribile provocazione missionaria e questo libro e coloro che lo hanno spedito dovrebbero essere gettati nella pattumiera della storia” (L’Osservatore Romano, 20 luglio).

 Sono avvenuti scontri fra miliziani jihadisti e militari israeliani presso il valico di Kerem Shalom, nel Neghev. Otto miliziani jihadisti sono stati uccisi, la scorsa notte, quando a bordo di un blindato egiziano hanno fatto irruzione dal Sinai in Israele (L’Osservatore Romano, 6-7 agosto).

 Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Lazzarotto, Arcivescovo titolare di Numana, finora Nunzio Apostolico in Australia (L’Osservatore Romano, 19 agosto).

 L’atto vandalico di fanatici israeliani al monastero dei trappisti di Latrun è assolutamente deprecabile. Questo e altri episodi ci fanno capire come l’educazione abbia un risvolto centrale”, lo ha dichiarato il Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal (Avvenire, 4 settembre).

 Slogan anti-cristiani sono stati tracciati la scorsa notte su una parete esterna del convento di Latrun (fra Tel Aviv e Gerusalemme) da ignoti che hanno anche cercato di appiccare il fuoco alla porta di ingresso. Lo ha riferito la polizia israeliana. Una delle scritte definiva Gesù “una scimmia”. La profanazione del convento – che si trova a breve distanza dal villaggio di coesistenza arabo-ebraica di Nevè Shalom – è stata subito condannata da alcuni parlamentari israeliani (Avvenire, 5 settembre).

2. Libano

 “Noi cristiani, innanzitutto, aspettiamo dal Papa – ha dichiarato in una intervista il patriarca di Antiochia dei Siri, Ignace Youssif III Younan – una parola di incoraggiamento: attendiamo indicazioni pratiche per provare a costruire relazioni migliori non solo tra noi, appartenenti ai diversi riti e confessioni cristiane, ma anche con il grande oceano musulmano” (L’Osservatore Romano, 7 settembre).

3. Siria

 Il Governo siriano ha ammesso di avere armi chimiche nei propri arsenali e ha minacciato di utilizzarle in caso di intervento militare straniero (L’Osservatore Romano, 25 luglio).

 Sono stati liberati, in Siria, in due tecnici italiani rapiti. Oriano Cantani e Domenico  Tedeschi, rapiti il 18 luglio sulla via dell’aeroporto di Damasco, sono stati rilasciati durante un’azione dell’esercito siriano nella capitale. Per Damasco a rapirli sarebbero stati terroristi (Avvenire, 29 luglio).

 Il Papa all’Angelus ha invocato una soluzione politica del conflitto in Siria e ha chiesto pace e riconciliazione. “Chiedo a Dio – ha detto Papa Benedetto XVI – la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto” (L’Osservatore Romano, 30-31 luglio).

 In Siria, secondo le organizzazioni internazionali, la situazione umanitaria è drammatica: centinaia di migliaia di persone stanno fuggendo dai combattimenti. Le organizzazioni hanno chiesto subito 500 milioni di dollari per gli aiuti umanitari (L’Osservatore Romano, 3 agosto).

 L’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba per la Siria, Kofi Annan, abbandona l’incarico. Dopo cinque mesi di trattative ininterrotte ha “gettato la spugna”, a causa dell’intransigenza del Governo siriano e del continuo rifiuto di applicare il piano in sei punti (L’Osservatore Romano, 4 agosto).

 Anche il Primo Ministro siriano, Riyad Hijab, ha lasciato il presidente Assad definendo quanto avviene “un genocidio”. Hijab, che era Primo Ministro dallo scorso giugno, ha fatto perdere le proprie tracce  insieme ai suoi sette fratelli, due sorelle e le rispettive famiglie. Sono numerose e importanti le defezioni al regime avvenute fra luglio e i primi di agosto: tre generali, sei membri del Governo siriano e due Ambasciatori (La Repubblica, 7 agosto).

 Continuano i bombardamenti e le distruzioni nella città di Aleppo. Il regime siriano sta bombardando i quartieri orientali di Aleppo nonché due città vicine: Hreitan e Tel Rifat, dove si sono rifugiati i ribelli (La Repubblica, 10 agosto).

 L’Organizzazione della cooperazione islamica ha “congelato” la Siria: “non si può più accettare che un leader massacri il suo popolo usando aerei, carri armati e artiglieria pesante”. Contrario alla decisione solo l’Iran. In Siria ci sono state 7.928 vittime per il Governo. Le vittime sarebbero invece fra le 17.000 e le 22.000 per le organizzazioni non governative. Ci sono 114.208 rifugiati e un milione e mezzo di profughi interni. Sono oltre due milioni e mezzo i civili che necessitano di aiuti umanitari (Avvenire, 17 agosto).

 Lakhdar Brahimi è il nuovo inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba in Siria. Brahimi, diplomatico algerino, ha preso il posto di Kofi Annan. “Incontrerò tutti coloro che vorranno parlare con me – ha dichiarato Brahimi – sia esponenti del Governo siriano che dell’opposizione” (L’Osservatore Romano, 19 agosto).

 Gli scontri in Siria “contagiano” anche il vicino Libano invaso da oltre 50.000 profughi (Avvenire, 23 agosto).

 Battaglia nella capitale siriana, dove jet militari hanno ucciso almeno 60 persone. Sono stati trovati nuovi cadaveri nella città devastata nei giorni scorsi dai rastrellamenti casa per casa. La Turchia ha fermato 7.000 profughi perché non ci sono più campi dove accoglierli (Avvenire, 28 agosto).

 Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, sostiene che sia “ingenuo” ritenere che il presidente siriano Assad cessi il fuoco “per primo e ritiri le sue truppe” (L’Osservatore Romano, 2 settembre).

 Si aggrava il bilancio dei bombardamenti compiuti oggi poco prima dell’alba su Aleppo dall’aviazione governativa siriana. I residenti dei vari quartieri colpiti riferiscono di 52 uccisi. Di questi, ben 23 erano bambini (Avvenire, 6 settembre).

 Sale a oltre un milione il numero degli sfollati in Siria. Oltre 300.000 hanno trovato rifugio nel Paesi confinanti, la metà dei quali è fuggito nel mese di agosto, il più sanguinoso dall’inizio della rivolta (L’Osservatore Romano, 6 settembre).

 Secondo fonti del Governo Russo, il presidente siriano Assad starebbe pensando di lasciare il potere  se il popolo scegliesse un altro leader mediante libere elezioni (L’Osservatore Romano, 12 settembre).

4. Iraq

 Doppio attentato a Baghdad, nel quartiere di Karrada, che ha provocato 19 morti e 50 feriti (L’Osservatore Romano, 2 agosto).

 Raffiche di attentati in Iraq con ventisette persone morte e trenta feriti per l’esplosione di un’autobomba davanti a un locale a Baghdad, nel quartiere di Zafraniya. In precedenza vi erano stati altri attacchi con oltre 45 morti e 180 feriti (L’Osservatore Romano, 17-18 agosto).

 Violenza in Iraq: 92 morti e 21 attentati nel giorno della condanna di al-Hashemi. Un’ondata di esplosioni a opera di qaedisti ed estremisti sunniti ha provocato anche oltre 330 feriti. Sono esplose autobombe ad Amara, a Balad, a Kirkuk e di fronte al consolato francese di Nassiriya. Potrebbe essere una reazione alla condanna a morte in contumacia dell’ex vicepresidente  sunnita Tariq al-Hashemi (La Repubblica. 10 settembre).

 L’Iraq ripiomba nel terrore a causa di bombe che hanno colpito dieci città: è scontro fra sunniti e sciiti. Gli attentati sono stati rivendicati da Al-Qaeda: “è la risposta alle torture inferte ai prigionieri sunniti nelle carceri governative e la vendetta per le persone uccise per mano degli sciiti” (Avvenire, 11 settembre).

 L’Iraq ha vissuto un fine settimana di sangue: una decina di bombe ha provocato 88 morti e più di 350 feriti. Le violenze hanno accompagnato la condanna a morte in contumacia dell’ex vice presidente Tariq al Hashemi, un sunnita entrato in contrasto con il premier sciita Nuri al Maliki e accusato di aver organizzato squadroni della morte (L’Osservatore Romano, 10-11 settembre).

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