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La noce e la Croazia di domani

di Andrea Bonesso

Il vocabolo «orah» nella lingua croata indica la noce; tuttavia, dopo le elezioni europee svoltesi lo scorso 25 maggio, molti fra gli abitanti del ventottesimo stato dell’Unione europea lo associano volentieri al movimento Održivi Razvoj Hrvatske (= sviluppo sostenibile della Croazia). Si tratta di un gruppo politico, nel senso più ampio del termine, fondato alla fine di ottobre 2013 da Mirela Holy, già membro del partito socialdemocratico nonché ex-ministro per la protezione ambientale e la natura nell’attuale governo di centrosinistra.

Davor Škrlec
Davor Škrlec

Gli intenti della ministra non erano quelli di dar vita a un partito politico e, di conseguenza, non rientrava nei programmi iniziali neanche la partecipazione a consultazioni elettorali. La determinazione di alcuni aderenti e simpatizzanti ha convinto la Holy a cambiare idea e presentare, lo scorso dicembre, una lista autonoma alle elezioni europee. La decisione è stata assunta senza grandi aspettative circa il responso delle urne il quale, invece, ha premiato il movimento-partito, risultato il terzo per numero di preferenze (circa il 10%) in Croazia e consentendo di avere un proprio rappresentante, il docente universitario Davor Škrlec, tra gli undici eurodeputati del paese.

Il movimento-partito, nato da un ampio coinvolgimento della società civile, a partire da cittadini interessati alle tematiche ambientali passando per gli agricoltori e coinvolgendo pure esponenti accademici, propone un programma sicuramente originale, forse innovativo ai limiti della temerarietà.

L’idea centrale prevede la conversione di gran parte del settore agricolo croato a una produzione sostenibile. Il primo passaggio in tal direzione riguarda una coerente opera di formazione/informazione non solo dei farmers ma pure dell’opinione pubblica in generale. La svolta «sostenibile», di solito associata solamente al cambiamento delle tecniche produttive da un modello intensivo a uno meno invasivo o biologico in toto, negli intenti di ORaH comporta, invece, una rivisitazione dell’intera filiera, se così ci si può esprimere, del primo settore. La sostenibilità si declina, infatti, in tecniche e metodi eco-friendly, dalla coltivazione al trasporto fino ad abbracciare la gestione dei rifiuti, compresi reflui e scarti della coltivazione stessa.

Un altro aspetto qualificante, e sicuramente oggetto di ampi dibattiti in Croazia, concerne la «decarbonizzazione»; lo stesso Škrlec, allargando la prospettiva, senza esitazioni afferma che «può sembrare un termine tecnico ma è un’urgenza oggi: ci vuole un cambio radicale nella produzione dell’energia in Europa». Sarà interessante seguire il confronto tra questa posizione e quella dell’attuale governo in carica, il cui premier, Zoran Milanović, non nasconde il proprio sostegno al progetto, che vedrebbe coinvolte anche aziende norvegesi, di estrazione di idrocarburi lungo la costa adriatica.

Infine, tra gli obiettivi, non manca, sarebbe risultato insolito per un movimento-partito che si colloca nell’area di centro-sinistra, l’attenzione al rispetto dei diritti umani e delle minoranze, nell’accezione  più ampia del termine.

All’interno del panorama politico croato, forte del risultato conseguito nelle consultazioni per il parlamento di Strasburgo, ORaH sta valutando la possibilità di correre per le politiche del 2015.

Anche in questo caso, assicurano i membri evidenziando la «necessità di un new Deal verde», tenendo ben presente il punto irrinunciabile costituito da una corretta e completa informazione circa gli aspetti ambientali ed energetici; solo in seguito si affronteranno strategie e programmi.

Questa linea sembra quasi un unicum nel panorama dei partiti politici europei e, se confermata e rafforzata, potrebbe fare di ORaH e della Croazia un «laboratorio» di cittadinanza formata e responsabile.

La noce, il frutto, ha grande significato simbolico e incarna più valori nei Balcani occidentali; c’è da auspicare che questa considerazione possa connotarsi quale buon auspicio per il progetto ORaH.

Mirela Holy, Presidente di OraH (Sviluppo sostenibile della Croazia - OraH)
Mirela Holy, Presidente di OraH (Sviluppo sostenibile della Croazia – OraH)

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