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Primato e sinodalità. L’VIII incontro della Commissione internazionale cattolica-ortodossa

di Riccardo Burigana

Dal 15 al 23 Settembre, ad Amman, è tornata a riunirsi la Commissione internazionale per il dialogo tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa: si è trattato dell’VIII incontro della Commissione che è stata istituita nel 1980 per affrontare i nodi teologici che ancora impediscono la piena comunione tra cattolici e ortodossi.

Ad Amman la Commissione, ospite di Sua Beatitudine Theophilos III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, ha così proseguito quel cammino di confronto teologico, spesso ricco di frutti, talvolta di difficoltà e di asprezze, che in questi anni, soprattutto dopo la pubblicazione del Documento di Ravenna (2007), ha mostrato quanti passi siano stati compiuti nella direzione del superamento dello scandalo delle divisioni, senza celare quali e quante siano le questioni ancora aperte sulla strada verso l’unità visibile tra cattolici e ortodossi.

Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani
Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani

L’incontro, presieduto dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e dal metropolita di Pergamo Ioannis Zizoulas del Patriarcato Ecumenico, è stata l’occasione per un primo esame del documento su Primato e sinodalità nel primo millennio, che è stato preparato da un comitato ristretto negli ultimi anni e discusso in due riunioni, che il comitato ha tenuto a Roma (2011) e a Parigi (2012). La bozza di questo documento è stata sottoposta a una puntuale analisi, prima separatamente dalle due delegazioni, e poi dalla Commissione riunita in sessione plenaria; per il rilievo del tema, non solo da un punto di vista ecumenico, numerose sono state le osservazioni e le proposte di modifica su molti aspetti strutturali del documento al punto che si è deciso di rinviare il testo in modo da procedere alla redazione di una nuova versione, azzerando il lavoro fatto finora.

Questo testo dovrebbe essere discusso nella prossima riunione per la quale manca ancora una data e un luogo; la riflessione teologica, tanto vivace in questo periodo per interventi e pubblicazioni, sembra quindi aver condotto la Commissione su una strada della quale non si intravedono indicazioni se non quella che la redazione deve ripartire  alla luce delle critiche emerse ad Amman su quanto è stato prodotto finora nella presentazione del rapporto tra primato e sinodalità nel primo millennio del cristianesimo. Per il 2015 è prevista una riunione del Comitato di coordinamento per una prima discussione sul futuro documento.

Ad Amman, dove mancava solo la rappresentanza del Patriarcato di Bulgaria, la Commissione ha avuto modo di esprimere condanna per le violenze subite dai cristiani in Medio Oriente e solidarietà alle comunità che, nonostante tutte le difficoltà quotidiane, continuano a testimoniare Cristo nei luoghi dove il cristianesimo è nato.

La Commissione ha confermato che nessuna violenza può celarsi dietro la religione; coloro che invocano la religione per giustificare queste violenze non possono che essere indicati come traditori di quei valori religiosi che aiutano gli uomini e le donne a vivere una cultura dell’accoglienza e del dialogo. Per questo la Commissione ha chiesto una piena collaborazione da parte di tutte le religioni per compiere dei gesti concreti con il quali mettere fine alla guerra che sta sconvolgendo il Medio Oriente, causando la fuga di milioni di persone dalle loro case, oltre a migliaia di morti.

Da Amman la Commissione ha lanciato anche un appello per la liberazione dei metropoliti Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi e di tutti coloro che sono stati rapiti, tra i quali si contano anche preti e religiosi. Dalle sofferenze le comunità cristiane possono imparare la vera gioia della fede, scoprendo il patrimonio comune dei martiri che già unisce i cristiani come ha ricordato il card. Koch.

Ad Amman, accanto agli appelli per la pace e alle parole sul patrimonio spirituale dei martiri cristiani, il dialogo ortodosso-cattolica, pur senza produrre un documento condiviso, ha mostrato, ancora una volta, il desiderio, pur tra mille difficoltà, talvolta non marginali, di proseguire un cammino di comunione così come in tanti chiedono, anche in vista dell’imminente incontro tra papa Francesco e il patriarca Bartolomeo, a Costantinopoli, alla fine di novembre, e della preparazione del Sinodo Panortodosso previsto per il 2016.

È iniziata nella capitale giordana il 16 settembre 2014 la XIII sessione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica romana
È iniziata nella capitale giordana il 16 settembre 2014 la XIII sessione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica romana

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