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La Santa Sede non ha cambiato posizione su Gerusalemme Est

Città del Vaticano, 12 giugno 2012.

Di seguito riportiamo estratti dell’intervista a Monsignor Ettore Balestrero a Radio Vaticana relativa alla conclusione della Riunione Plenaria della Commissione Bilaterale fra Santa Sede e Stato di Israele che sta negoziando il denominato Accordo Economico.

D. Monsignore, negli ultimi giorni è circolata con insistenza in certi ambienti la notizia che oggi si sarebbe firmato il menzionato Accordo sul quale si lavora ormai da 13 anni e più. Ma non c’è stata alcuna firma. Cosa è successo?

R: Niente di particolare. Di firma dell’accordo si è parlato, è vero, in certi ambienti. Ma non era in programma. Come ho detto, si sono fatti progressi, ma ci sono ancora questioni da risolvere.

D. C’è stato pure allarme nei circoli Palestinesi per il fatto che la Santa Sede, con la firma di questo Accordo, riconoscerebbe indirettamente la sovranità di Israele su Gerusalemme Est e su altri territori occupati con la guerra del 1967.

R. L’Accordo a cui si sta lavorando riguarda la vita, le attività e il regime fiscale della Chiesa Cattolica in Israele. Nell’Accordo ci si vuole tenere al margine delle dispute territoriali: non si parlerà di Gerusalemme Est, né di località nella Cisgiordania.

D. Ma si è fatta menzione di una bozza dell’accordo, nel quale sono menzionate località in Gerusalemme Est e nella Cisgiordania…

R. Dall’inizio dei negoziati si è lavorato su un progetto di Accordo comprensivo anche della cosiddetta “Schedule One”, ossia una lista di proprietà individuali appartenenti alla Santa Sede e ad alcune istituzioni della Chiesa Cattolica in Terra Santa, che, nel corso degli anni, sono state oggetto, da parte di Israele, di provvedimenti onerosi per i proprietari. Ed è vero che alcune di tali proprietà si trovano in Gerusalemme Est o in zone occupate nel 1967. Si mirava a risolvere problemi concreti. Già da tempo, comunque, si è deciso di trattare, nell’Accordo che si firmerà, solo alcune proprietà, che non si trovano a Gerusalemme Est o in Cisgiordania. Non è esatto, quindi, affermare che la Santa Sede, con l’accordo, violerebbe la IV Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra. La confusione e l’allarme sono dovuti all’uso indebito di uno strumento di lavoro, superato da tempo e, comunque, ancora in elaborazione.

D. La posizione della Santa Sede su Gerusalemme Est è cambiata?

R. La posizione della Santa Sede non è cambiata. È stata affermata nel “Basic Agreement” tra la Santa Sede e l’OLP; è stata richiamata in diverse circostanze e lo sarà nuovamente nell”Accordo Globale” con l’OLP, attualmente in fase di elaborazione.

D. Un’ultima domanda. È stato pure scritto che questo Accordo che la Santa Sede sta elaborando con Israele danneggerà gli Accordi che la Francia e l’Italia o altri Paesi hanno con Israele, a vantaggio delle rispettive istituzioni nazionali che operano in Israele.

R. Non è esatto. L’Accordo riguarda la Santa Sede e lo Stato di Israele e non ha incidenza su Accordi che Israele ha concluso con altri Stati. La validità di questi ultimi dipende anzitutto dalla volontà delle Parti contraenti e non dall’esistenza di un Accordo di una di tali Parti con un terzo soggetto, come è in questo caso la Santa Sede. Peraltro questo è un principio di diritto internazionale comunemente accettato.

Fonte: Vatican Information Service

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