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Dall’assedio della Natività all’assedio della città

Presentato a Firenze il libro di Abuna Ibrahim Faltas

“Sono contento di essere qui stasera a Firenze, in questa bellissima sala Luca Giordano, per presentare a voi tutti che ringrazio per essere convenuti qui il libro sul decennale dell’assedio alla Basilica della Natività di Betlemme. Firenze e la Toscana ci sono sempre stati particolarmente vicini, in quei momenti e negli anni, aiutandoci sempre con generosità e coraggio”, sono le parole che Abuna Ibrahim Faltas ha rivolto agli intervenuti alla presentazione del suo ultimo libro. La Sala Luca Giordano, al primo piano del Palazzo Medici Riccardi sede della Provincia di Firenze, era piena, le persone commosse e attente hanno seguito le testimonianze e i filmati sui quei giorni drammatici che tennero col fiato sospeso tutto il mondo a cominciare da Papa Giovanni Paolo II.

Abuna Faltas, Andrea Barducci, presidente della Provincia, i vescovi Luciano Giovannetti e Rodolfo Cetoloni sono stati accolti nel cortile del Palazzo Medici Riccardi da alcuni sbandieratori, dame e armigieri in costume che dopo un momento di spettacolo hanno accompagnato tutti nella sala Luca Giordano. Lo spettacolo, curato e realizzato da Cristina Cherici, ha voluto ringraziare l’illustre ospite per la sua visita in città.

Il volume “Dall’assedio della Natività all’assedio della città”, Betlemme 2002-2012, scritto da Faltas intende ripercorrere quei lunghissimi 39 giorni attraverso i resoconti della stampa e le pagine del suo diario. Il libro, arricchito da molte foto, è dedicato al beato Giovanni Paolo II. Andrea Barducci nel suo saluto ha ringraziato Faltas per aver fatto memoria di quell’evento e per l’amicizia che lo lega alla Provincia di Firenze. Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha ringraziato Faltas per aver scelto Firenze e la Toscana per la presentazione di questo volume. “Un popolo infatti che non sa fare memoria perde il senso della civiltà”, ha detto mons. Luciano Giovannetti, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II. Molti i saluti rivolti a Faltas: Daas Abet, della comunità palestinese toscana, Izzedin Elzir, imam di Firenze, Claudio Vanni di Unicoop Firenze. Faltas aveva portato con sé un video che ripercorre i giorni dell’assedio, un film con interviste ai protagonisti molto bello e intenso per le immagini e le parole. È toccato poi a Maurizio Oliviero, ambasciatore per l’Italia del progetto Erasmus e al giornalista Giuseppe Bonavolontà ripercorrere quei giorni delineando la personalità di Faltas e il suo impegno “a tutto tondo per una Chiesa che vive accanto a chi soffre, a chi ha bisogno. Faltas riesce a essere un eroe, pur restando una persona normale che vive e lotta nella quotidianità”, ha detto Oliviero. Con questo libro si fa “memoria e si invia un messaggio che aiuta a fare la storia. Faltas che conosco da sempre è un frate coraggioso e tenace”, ha spiegato Bonavolontà. “Vorrei concludere con tre parole: i nomi. Durante questa sera sono ritornati tanti nomi, che significano amicizia, relazioni fra le persone. La seconda parola è racconto: le esperienze vanno raccontate, non si possono perdere. La terza parola è grazie. Grazie Abuna Ibrahim per quello che sei e che fai”, ha terminato così la serata mons. Cetoloni, vescovo di Chiusi-Pienza-Montepulciano.


Caro Abuna Ibrahim,

a Lei e a tutti i presenti voglio rivolgere il mio saluto e porre le mie scuse perché, a causa di altri impegni sopraggiunti, non posso essere presente oggi alla presentazione del libro che racconta le drammatiche vicende dell’assedio della Natività, a dieci anni di distanza.

Come ricorda anche il Presidente Mahmoud Abbas nel suo intervento all’interno del libro, questo diario “ci aiuta a non dimenticare che la strage è stata evitata grazie al dialogo e ad un’attenta opera di mediazione, che ha permesso di risolvere la grave crisi senza ulteriore spargimento di sangue”.

Per questo, e per l’esempio che con il Suo coraggio ha dato al mondo intero, La ringrazio di cuore a nome di tutti i toscani, che La conoscono e La stimano da tanto tempo. Sono davvero dispiaciuto di non poterLe dire queste cose di persona, ma La prego di accogliere, insieme a questo breve saluto, il fraterno abbraccio di tutta la nostra comunità. Con amicizia e stima.

Enrico Rossi, Presidente della Toscana

Padre Ibrahim Faltas e Mons. Luciano Giovannetti nel corso della presentazione del libro

1 Comment

  1. Giovanna Pizzo
    08/08/2012

    Il mio commento lo descrive la mia testimonianza
    Grazie per questa possibilità.

    Sono stata in Terra Santa ad agosto del 97 e ho visto cose che mi hanno dato tanto dolore nel vedere i luoghi di Gesù e la pressione che viene fatta scientificamente ai Palestinesi ed ai nostri fratelli Francescani e ai pochi Cristiani rimasti. Tornai sconvolta, allora, pensai di adottare insieme ad altre sorelle in Cristo, che fanno il mio stesso cammino (RnS) 3 bambine Palestinesi Suor Maria Pastore dell’Istituto S. Anna di Jenin mi teneva informata di tutto quello che succedeva quotidianamente, fino a quando non fu trasferita a Gerusalemme.
    Salvatore Martinez è impegnato in prima persona con la costruzione di una struttura per le famiglie. “Casa di Nazaret”.
    Ringrazio per la pubblicazione di questo libro e chiedo al Signore di benedire ogni parola ogni azione ogni pensiero che possa risollevare i Cristiani che sono in Terra Santa.
    PS:
    Un saluto e un abbraccio al mio Pastore Luciano Giovannetti.
    Giovanna Pizzo
    Gr. “Cuore Immacolato di Maria” S. Biagio – Figline

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