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Segnalazione stampa

(dal 29 marzo al 26 aprile 2012)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese
· “La situazione nel Vicino Oriente richiede l’impegno collettivo da parte dei partner ecumenici per il raggiungimento della pace e della giustizia”, è quanto ribadisce il Consiglio Ecumenico delle Chiese in vista della celebrazione, dal 28 maggio al 3 giugno, della Settimana mondiale per la pace nei Territori palestinesi e in Israele, promossa dall’organizzazione ecumenica con sede a Ginevra (L’Osservatore Romano, 28 aprile, pag. 6).
· Nuove tensioni al confine fra Israele e la Striscia di Gaza. Alcuni tiri di mortaio hanno danneggiato due veicoli militari israeliani senza causare feriti. Il Presidente Abu Mazen ha nuovamente chiesto lo stop degli insediamenti nei Territori in Cisgiordania (L’Osservatore Romano, 2-3 maggio, pag. 3).
· Accordo fra il premier Benjamin Netanyahu e Shaul Mofaz, leader del Kadima. Questo accordo rinvia la possibilità di elezioni anticipate di cui già si parlava in Israele. Netanyahu potrà contare, da oggi, sull’appoggio di 94 deputati sui 120 che compongono la Knesset (Avvenire, 9 maggio, pag. 26).
· Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo la formazione del nuovo Governo di unità nazionale con i centristi di Kadima, auspica il rilancio del dialogo con i palestinesi. “Mi auguro – ha detto Netanyahu – che i palestinesi decidano di portare avanti il processo di pace; spero che adesso tornino a considerare le loro posizioni e vengano al tavolo delle trattative, in maniera responsabile” (L’Osservatore Romano, 10 maggio, pag. 3).
· Il Cardinale Kurt Loch ha tenuto all’Angelicum un relazione sul dialogo ebraico-cristiano. “Il dialogo ebraico-cristiano – ha detto il cardinal Koch – non sarà mai dunque inoperoso, specialmente a livello accademico, in particolare dal momento che il nuovo corso epocale dato dal concilio Vaticano II riguardo alla relazione fra ebrei e cristiani è naturalmente messo costantemente alla prova” (L’Osservatore Romano, 17 maggio, pag. 6).

Libano
· Si è svolto a Beirut il seminario promosso dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali su “La comunicazione in Medio Oriente come strumento di evangelizzazione, di dialogo e di pace”. “La Chiesa – è stato ribadito – commetterebbe un peccato d’omissione se non utilizzasse le nuove tecnologie al servizio dell’annuncio”. All’incontro hanno preso parte 45 tra patriarchi e vescovi provenienti da Libano, Siria, Egitto, Iraq, Giordania, Terra Santa, Cipro e Armenia (L’Osservatore Romano, 25 aprile, pag. 6).
· Ampio articolo sulla vita a Beirut, dove si lotta ogni giorno per dimenticare la guerra e la distruzione. Viene raccontata la vita nella capitale libanese dove ci sono centinaia di grattaceli in costruzione, dove l’arrivo di molte migliaia di profughi siriani sta provocando non pochi problemi. Una città, Beirut, piena di contraddizioni, che sta tornando a essere la capitale del lusso e della bella vita (Corriere della Sera, Sette, del 18 maggio, pp. 80-86).
· Ampio articolo sul pericolo che il Libano sia coinvolto nella guerra tra il regime di Damasco e i ribelli. Ci sono stati scontri a Beirut, con almeno due morti, fra i militanti sunniti del movimento “Futuro” di Saad Hariri e i rivali sunniti del Movimento Arabo accusati di essere alleato di Hezbollah sciita (La Repubblica, 23 maggio, pag. 37).

Siria
· Saranno trenta gli osservatori dell’Onu che andranno in Siria. Intanto il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, accusa Damasco di violare il piano di pace (L’Osservatore Romano, 28 aprile, pag. 1).
· È giunto a Damasco il capo della missione degli osservatori dell’Onu, il generale norvegese Robert Mood, che ha chiesto a tutte le parti di fermare la violenza (L’Osservatore Romano, 30 aprile – 1  maggio, pag. 3).
· Agguato ad Aleppo, in Siria. Un gruppo di ribelli ha assaltato le forze di sicurezza  causando almeno 15 morti. A oggi gli osservatori dell’Onu presenti in Siria sono solo 24, dovrebbero arrivare a 300 entro la fine di maggio (Avvenire, 3 maggio, pag. 16).
· Circa 15 milioni di siriani sono chiamati a eleggere il nuovo Parlamento nelle prime elezioni dell’era del “multipartitismo”. La consultazione è però boicottata da tutte le opposizioni. I seggi resteranno aperti tutto il giorno. I candidati che i contendono i 250 seggi dell’Assemblea sono 7.195. Le donne candidate sono il 10% (L’Osservatore Romano, 7-8 maggio, pag. 3).
· Fra imponenti misure di sicurezza la Siria è andata al voto. L’opposizione ha boicottato le elezioni, le prime dell’era multipartitica. L’Italia oggi deciderà se inviare suoi osservatori nella missione dell’Onu (Avvenire, 8 maggio, pag. 19).
· Una violenta esplosione ha investito il convoglio di automobili degli Osservatori dell’Onu nella città di Deraa, nel sud della Siria. Ci sono stati otto feriti fra i soldati siriani di scorta al convoglio (L’Osservatore Romano, 10 maggio, pag. 1).
· Due autobomba sono esplose a Damasco vicino a una caserma e ad alcune scuole causando vittime fra gli studenti. I morti sono 55 e i feriti 370. “L’Occidente si comporta come in Iraq – ha spiegato mons. Giuseppe Nazzaro, vicario apostolico di Aleppo – viene data la colpa soltanto a una parte invece di dialogare con tutta la società” (Avvenire, 11 maggio, pagg. 1 e 9).
· Due potenti esplosioni hanno sconvolto la città di Damasco provocando decine di vittime e feriti. L’Osservatore Romano decide di mettere in apertura della prima pagina questa notizia con una grande foto a colori (L’Osservatore Romano, 11 maggio, pag. 1).
· “Davanti ai tragici attentati che ieri hanno insanguinato le strade di Damasco – scrive in una nota padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede – non si può che esprimere una ferma condanna e la commossa vicinanza del Santo Padre e della comunità cattolica alle famiglie delle vittime. Questi attentati dovrebbero spingere tutti a operare una svolta per un rafforzato impegno nel dare attuazione al piano Annan, che è stato accettato dalle parti in conflitto” (L’Osservatore Romano, 12 maggio, pag. 1).
· La violenza in Siria si accanisce ancora sui cristiani. A Qara è stato accredito e malmenato, nella sua abitazione, un sacerdote padre George Louis parroco della Chiesa di San Michele (Avvenire, 13 maggio, pag. 25). 
· Nonostante il cessate il fuoco, in vigore dal 12 aprile, le violenze in Siria non si fermano. Ieri in diverse città del Paese ci sono stati scontri che hanno provocato almeno 25 morti (L’Osservatore Romano, 14-15 maggio, pag. 3).
· Proseguono le violazioni del cessate il fuoco imposto dal piano di Annan in Siria. Cresce anche la preoccupazione di Israele per le possibili infiltrazioni di uomini legati ad al-Qaeda. C’è il rischio che gli scontri armati in Siria “contagino” anche il Libano (Avvenire, 15 maggio, pag. 15).
· È stato attaccato un veicolo con nove Osservatori delle Nazioni Unite nella provincia di Idlib. Ieri si sono registrati nuovi attentati in tutto il Paese che hanno fatto 66 vittime, il numero più alto da quando sono arrivati gli Osservatori Onu. L’Italia partecipa, alla missione Onu, con 17 Osservatori (L’Osservatore Romano, 17 maggio, pag. 3).
· Secondo il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, “deve esserci Al Qaeda dietro le stragi del 10 maggio a Damasco”, dove un duplice attentato suicida ha provocato più di 50 morti e 372 feriti (L’Osservatore Romano, 28-19 maggio, pag. 3).
· Scontri in Siria con almeno 22 morti e centinaia di arresti in diverse città del Paese. E’ stato un altro venerdì di sangue. La Turchia ha chiesto di aumentare il numero degli Osservatori dell’Onu (L’Osservatore Romano, 20 maggio, pag. 3).
· Ancora attentati, bombardamenti e morti in Siria, nonostante il dispiegamento dei 260 Osservatori dell’Onu. Ieri nella periferia di Damasco è stata fatta esplodere una bomba al passaggio di un convoglio dell’Onu, l’esplosione non ha provocato morti (L’Osservatore Romano, 21-22 maggio, pag. 3).
· Sulla possibilità che il conflitto dalla Siria contagi anche il Libano, il capo della diplomazia russa, Sergeij Lavrov ha dichiarato che “c’è un rischio reale che il conflitto sconfini in Libano, dove, considerata la storia, la composizione etnica e religiosa di questo Paese e i principi su cui è fondato lo Stato libanese, la vicenda potrebbe finire molto male” (Avvenire, 24 maggio, pag. 18).

Iraq
· È stata inaugurata, a fianco dell’arcivescovado di Kirkuk, una cappella dedicata ai fedeli uccisi a partire dal 2003 in tutto l’Iraq. I cristiani uccisi sono stati 937 (Avvenire, 10 maggio, pag. 18).

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