Fondazione Giovanni Paolo II onlus
  • sede legale: via del Proconsolo, 16 - 50122 - Firenze - ITALY
  • tel:+39 0575 583077

info@fondazionegiovannipaolo.org

Verso le riforme per modernizzare il paese

di Paolo Padoin

L’incontro e le convergenze fra Renzi e Berlusconi potrebbero dare veramente una svolta alla morta gora della politica italiana. La prima volta che s’incontrarono fu nel 2005, in occasione del flop di Maurizio Scelli, quando l’allora commissario della Croce Rossa tentò di organizzare il suo movimento politico. Berlusconi aspettò due ore (invano) in prefettura che il palazzetto dello sport si riempisse con gli Scelli-boys e, nel frattempo, s’intrattenne con quel trentenne presidente della provincia di Firenze che lo era andato a salutare per «cortesia istituzionale». Al termine del colloquio l’ex cavaliere si congedò a modo suo: «Caro Renzi, ma come fa uno bravo come lei a stare con i comunisti?».  Renzi Berlusconi

Dopo cinque anni Matteo Renzi, divenuto Sindaco della rossa Firenze e leader dei «rottamatori» del Pd, varcò  il cancello di Arcore per chiedere all’allora presidente del Consiglio il placet per l’introduzione di una tassa di soggiorno che avrebbe contribuito in modo sostanziale a rimpinguare le casse comunali. Ricordo che allora (ero prefetto di Firenze) Renzi mi chiese un consiglio e io gli risposi di privilegiare gli effetti concreti. Se era utile alle finanze della città l’incontro con Berlusconi, presidente del Consiglio, poteva e doveva avvenire senza remore politiche. Lo stesso senso pratico e concreto Renzi lo ha dimostrato organizzando, da segretario Pd, l’incontro sui fondamentali temi della legge elettorale e delle riforme nella sede del suo partito.

A prescindere dal fatto che per la prima volta Berlusconi, in vita sua, ha messo piede nella sede dei comunisti che mangiano i bambini, credo che anche dal punto di vista della prospettiva politica sia Renzi  che Berlusconi  possano avere da guadagnare dall’accordo di massima intervenuto al Nazareno e poi confermato in alcuni incontri successivi. Sicuramente l’ex Cavaliere perché è stato nuovamente chiamato  a contribuire alla costruzione di alcune importanti riforme. Era già avvenuto in passato con risultati sconfortanti (ricordiamo tutti la «tragica fine» della Bicamerale), sembra però che adesso le prospettive siano migliori. Quanto alla rilettura della legge elettorale i due leaders hanno mandato un messaggio chiaro e forte. Basta con i veti dei partitini. Sicuramente Berlusconi aveva il dente avvelenato con i vari Follini, Casini, Fini ecc. che negli anni gli hanno fatto la fronda, scomparendo (o quasi) poi dall’orizzonte politico. Renzi invece deve giocarsi la partita soprattutto in casa e  mettere in condizioni di non nuocere i vari Alfano, Vendola, Monti e altri, rappresentativi dei partitini dallo 0,2  al 5 % che finora, col sistema in vigore, hanno spesso avuto potere di veto sull’azione dei vari governi, di qualsiasi colore. Il 40,6% rimediato alle elezioni europee sembra però metterlo in una botte di ferro, almeno per il momento. La riforma, così com’è impostata, tende a rafforzare i grandi partiti e di conseguenza la governabilità, visto che le esperienze passate di coalizioni poco amalgamate hanno dato pessimi risultati. Non sarà questo l’unico scoglio da superare sulla strada dell’innovamento, ma si deve perseguire questa strada se ci vogliamo allineare con le grandi democrazie occidentali. Là chi vince le elezioni riesce a governare senza ostacoli interni alla coalizione e chi perde fa opposizione e si prepara a presentare programmi innovativi per competere adeguatamente nelle prossime elezioni.  Nuovo centro destra, Scelta civica, Popolari per l’Italia, Sinistra ecologia e libertà, e anche la Lega Nord sono già in fermento. Il Movimento 5 stelle per ora non si vede minacciato dal progetto, ma osteggia apertamente l’intesa Renzi – Berlusconi e chiede di poter dire la sua.  Neutrale, come suo dovere, il Presidente della Repubblica Napolitano, che sembra però vedere di buon occhio le iniziative di Renzi, che quanto meno mirano a quelle finalità (nuova legge elettorale e riforme istituzionali) da sempre auspicate dal Presidente.

Consideriamo altri elementi fondamentali. Berlusconi sembra, almeno in questa fase, aver rinunciato alla richiesta di elezioni immediate; per il momento gli basta – a ragione – aver recuperato un posto di rilievo nelle prospettive della politica italiana e aver messo in difficoltà il Nuovo centro destra di Alfano. Il quale peraltro afferma che senza l’appoggio del suo partito ogni riforma della legge elettorale è impossibile, confidando forse non certo sui numeri ma sulle alchimie della vecchia politica. Anche la riforma del Senato sta andando avanti con prospettive altalenanti. La rivolta dei 35 senatori guidati da Vannino Chiti (Pd), favorevoli a un Senato eletto dal popolo e non formato da consiglieri regionali e sindaci, avrà un certo peso al momento della votazione finale in aula, visto che in Commissione, dopo le purghe renziane, tutto finora è filato liscio.

La minoranza Pd, e i vari partitini avranno la forza e il coraggio di provocare difficoltà a un governo che, per ora, non ha alternative e andare quindi subito a elezioni senza una nuova legge elettorale (ipotesi più volte esclusa da Napolitano) per impedire il successo del progetto renzian-berlusconiano? Spero proprio di no: questo governo dobbiamo subirlo, volenti o nolenti, perché non esistono, al momento, alternative e perché non si può cambiarlo quando esercita il semestre di presidenza Ue.

Al di là delle diatribe e delle incertezza resta il fatto che se  l’accordo si allarga, si consolida e si procede dunque, nei tempi stabiliti, sulla strada delle riforme, Renzi e Berlusconi (giudici permettendo)  avrebbero tempo e modo di consolidare le loro posizioni e di avviare il nostro sistema verso un regime di vero e proprio bipolarismo, con l’alternanza al potere dei due schieramenti. E non è detto che anche Napolitano  non volesse proprio questo, anche perché, in fondo, governabilità e stabilità sono al vertice delle richieste del popolo italiano.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.