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Segnalazione stampa

(dal 29 marzo al 26 aprile 2012)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca. 

Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

  • Tzipi Livni, ex Ministro degli Esteri, perde la guida del partito centrista Kadima, creato da Ariel Sharon. Le elezioni per la guida di Kadima sono state vinte da Shaul Mofaz, originario dell’Iran, ex generale e più volte ministro (Avvenire, 29 marzo, pag. 14).
  • In occasione della giornata della terra, celebrata ogni anno il 30 marzo nei Territori palestinesi e in Israele per ricordare i palestinesi morti durante l’esproprio delle terre di Galilea dal parte dello Stato ebraico nel 1976 ci sono stati disordini che hanno provocato un morto e diversi feriti (Avvenire, 31 marzo, pag. 17).
  • Viene pubblicato il comunicato stampa, in 12 punti, dell’incontro della Commissione bilaterale del Gran Rabbinato di Israele e della Santa Sede. Tema dell’XI riunione della Commissione è stato “Prospettive religiose a proposito dell’attuale crisi finanziaria: considerazioni per un giusto ordine economico” (L’Osservatore Romano, 31 marzo, pag. 6).
  • Nella Civiltà Cattolica esce un articolo di padre Giovanni Sale su “La modernizzazione difensiva in Medio Oriente”. L’articolo tratta della modernizzazione che, a partire dal XIX secolo, ha conquistato la maggior parte dei Paesi mediorientali, introducendovi cambiamenti profondi e che, secondo l’autore, è molto interessante per comprendere alcuni processi di trasformazione del mondo mediorientale (La Civiltà Cattolica, n 3883, del 7 aprile 2012, pp. 3-16).
  • Sono riprese le esecuzioni capitali nella Striscia di Gaza, dove sono stati impiccati tre prigionieri: uno accusato di collaborazionismo con Israele e altri due di complicità in omicidio (Avvenire, 8 aprile, pag. 21).
  • Appello per la pace e la giustizia del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, nella messa “nella Cena del Signore” celebrata all’interno della basilica del Santo Sepolcro. “Per noi che viviamo in questa Terra Santa, Cristo continua a soffrire nelle membra del suo corpo mistico, che ci troviamo di fronte ogni giorno, e che soffrono per mancanza di libertà e di pace, vessazioni di ogni genere, sofferenza e lo stesso martirio” (L’Osservatore Romano, 8 aprile, pag. 6).
  • Israele sbarra le porte a Gunter Grass e lo dichiara “persona non grata”, dopo le polemiche e le accuse di filo nazismo mascherato. La punizione è scattata dopo la pubblicazione, da parte del premio Nobel Grass, di un volume dal titolo “Le cose che vanno dette”, sulla politica israeliana verso l’Iran (Avvenire, 10 aprile, pag. 17).
  • Papa Benedetto XVI, al termine del tradizionale messaggio Urbi et Orbi ha voluto ricordare le situazioni dove si evidenziano “sofferenza e ingiustizia”. Ha rivolto un invito al Medio Oriente affinché “le componenti etniche, culturali e religiose collaborino per il bene comune” (Avvenire, 10 aprile, pag. 3).
  • “Desidero augurare a tutti una santa festa della Risurrezione – ha detto mons. Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme dei Latini, durante l’omelia di Pasqua – pur nella consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze che minacciano il Medio Oriente, i popoli di questa terra, i cristiani di questi luoghi. Ma Cristo ci chiede ancor oggi, come alle donne giunte al sepolcro duemila anni fa, di farci annunciatori della buona novella, testimoni gioiosi della Pasqua del Signore, per cui non abbiamo motivo di temere o di dubitare: la tomba è vuota, il Crocifisso è risorto e vivo” (L’Osservatore Romano, 10-11 aprile, pag. 6).
  • Intervista al cardinale americano Edwin Frederick O’Brien, Gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. I cavalieri sono 28.000, nelle 59 luogotenenze presenti in quasi tutti i Paesi del mondo. Nell’ultimo decennio hanno donato al patriarcato di Gerusalemme dei Latini circa 72 milioni di euro, 9 dei quali solo lo scorso anno.  Il sostegno al Medio Oriente passa anche attraverso la nuova evangelizzazione, ha detto il cardinale O’Brien (L’Osservatore Romano, 13 aprile, pag. 8).
  • Israele blocca oltre 40 pacifisti arrivati a Tel Aviv e li rimpatria. I pacifisti stanno arrivando da diversi Paesi europei per partecipare alle manifestazioni in Cisgiordania per denunciare l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e l’assenza di libertà di circolazione. Alcuni pacifisti sono stati fermati invece negli aeroporti di partenza perché Israele aveva fornito alle compagnie europee “liste nere” di militanti non graditi (La Repubblica, 16 aprile, pag. 15).
  • Fanno discutere tutto il mondo le immagini televisive di un ufficiale israeliano che, nella zona di Gerico, ha colpito con il suo M 16 al volto un ragazzo danese che si trovava lì per una manifestazione pacifista internazionale (Avvenire, 17 aprile, pag. 15).

Libano

  • Il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, inizia oggi la sua visita in Medio Oriente. Prima tappa del suo viaggio, che lo porterà in Israele, nei Territori dell’Autorità Palestinese e in Egitto, sarà Beirut (Avvenire, 7 aprile, pag. 16)

 

Siria

  • Il Governo di Damasco accetta il piano in sei punti proposto dall’Onu. Il piano prevede, fra l’altro, il ritiro delle truppe siriane e delle armi pesanti dai centri abitati e una tregua di due ore al giorno in tutti i luoghi dove sono in corso combattimenti per permettere l’arrivo di aiuti umanitari. Inoltre Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, ha chiesto al Governo siriano di rilasciare tutte le persone arrestate. Il piano non fa menzione di eventuali dimissioni del presidente Bashir Al-Assad (L’Osservatore Romano, 29 marzo, pag. 1).
  • Benedetto XVI ha deciso di devolvere, tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, 100.000 dollari per l’azione caritativa della Chiesa locale a favore delle popolazioni siriane. L’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, Kofi Annan, ha chiesto al regime di Damasco un immediato cessate il fuoco per attuare il piano di pace (L’Osservatore Romano, 1 aprile, pag. 1).
  • Appello al Governo siriano di Assad sottoscritto da quasi ottanta Paesi, i cosiddetti “amici del popolo siriano” che si sono riuniti a Istanbul. Durante questo secondo incontro tutti i Paesi hanno chiesto di indicare un ultimatum centro il quale il Governo di Assad si deve adeguare al piano di pace in sei punti elaborato dal mediatore internazionale Kofi Annan (L’Osservatore Romano, 2-3 aprile, pag. 3).
  • Entro una settimana dovrebbero cessare le violenze in Siria. Questo è il risultato dell’accordo fra l’Onu e Damasco. Proseguono gli scontri, con decine di morti, nelle regioni di Homs, Idlib, Hama e Dayr Ezzor (L’Osservatore Romano, 4 aprile, pag. 1).
  • C’è allarme per il numero crescente di profughi siriani che lascia il Paese e cerca rifugio in Turchia. Solo nelle ultime 24 ore i profughi che sono entrati in Turchia sono stati circa 2.800 (L’Osservatore Romano, 8 aprile, pag. 1).
  • Avvenire dedica due pagine, la 4 e la 5, alla situazione in Siria. In particolare vengono intervistati alcuni esuli siriani che vivono a Parigi (Avvenire, 10 aprile, pagg. 4 e 5).
  • Secondo Kofi Annan, inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba per la Siria, “per ora mancano segni concreti di cambiamento da parte di Damasco, ma il piano è più vivo che mai”. In Siria infatti continuano i bombardamenti sulle città (Avvenire, 11 aprile, pag. 3).
  • L’inviato speciale del Segretario dell’Onu e della Lega Araba, Kofi Annan (ex Segretario delle Nazioni Unite),  assicura che il Governo siriano rispetterà la tregua, “ogni ulteriore militarizzazione del conflitto – ha detto Annan – sarà disastrosa e avrà conseguenze inimmaginabili” (L’Osservatore Romano, 12 aprile, pag. 1).
  • L’inviato dell’Onu e della Lega Araba, Kofi Annan, ieri in visita a Teheran ha rivelato di aver avuto “ulteriori chiarimenti” su come il Governo siriano intende rispettare i sei punti del piano concordato per fermare il massacro in atto in Siria. Anche se ieri ci sono stati spari contro i profughi e bombe a Homs che hanno provocato dodici morti (Avvenire, 12 aprile, pag. 14).
  • Sono sospesi da questa mattina i combattimenti in Siria. Entra in vigore, dopo i ripetuti appelli della comunità internazionale, il cessate il fuoco previsto dal piano di Kofi Annan (L’Osservatore Romano, 13 aprile, pag. 1).
  • “Il cessate il fuoco in Siria sembra rispettato”, usa molta cautela Kofi Annan nel riferire al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Siria. Le autorità invitano i guerriglieri a deporre le armi e i profughi a rientrare. L’opposizione denuncia bombe a Homs e spari a Dayr ez-Zor. Secondo le opposizioni il piano di pace è stato applicato “solo parzialmente, e ci sono stati venti morti” (Avvenire, 13 aprile, pag. 5).
  • Con un voto all’unanimità il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato l’invio degli “osservatori” in Siria. Partiranno solo 30 osservatori sui 250 previsti (Avvenire, 15 aprile, pag. 23).
  • Giungono a Damasco i primi osservatori delle Nazioni Unite per controllare il cessate il fuoco. Ma i bombardamenti continuano in diverse città siriane (L’Osservatore Romano, 16-17 aprile, pag. 1).

Iraq

  • Si è svolto a Baghdad il vertice della Lega Araba che dovrebbe dare il proprio assenso alla piano in sei punti preparato da Kofi Annan per avviare a una soluzione in tempi rapidi la crisi siriana (L’Osservatore Romano, 30 marzo, pag. 3).
  • L’Iraq è nuovamente stato sconvolto da una serie di attentati che hanno provocato più di trenta morti. Gli attentati sono avvenuti in diverse province del Paese (L’Osservatore Romano, 20 aprile, pag. 1).
  • L’Iraq è stato sconvolto da una “pioggia di bombe” che hanno provocato 37 morti. Almeno venti sono state le esplosioni che hanno colpito Baghdad, Baquba, Kirkuk e Ramadi (Avvenire, 20 aprile, pag. 5).

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