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L’arte e l’industria della madreperla a Betlemme

di George Al Ama
Come luogo di nascita di Gesù Cristo e come uno dei siti storicamente più significativi della terra, Betlemme per oltre duemila anni ha goduto dello stato di essere una delle mete principali di pellegrinaggio religioso locale ed internazionale dal mondo cristiano. La sua storia dai tempi biblici fino ad oggi è caratterizzata da un incessante successione di civiltà che si manifesta ancora nell’architettura della Chiesa della Natività, e in qualche modo l’architettura della città stessa. Questo ricco tessuto culturale è visibile anche nei manufatti prodotti nel corso degli ultimi cinque secoli da artigiani locali come souvenir per i pellegrini in visita alla città.Diversi lavori artigianali sono stati perfezionati da parte degli artigiani betlemiti che hanno lavorato duramente per fabbricare degli oggetti sacri che i pellegrini compravano e portavano a casa come souvenir. Una varietà di materiali locali sono stati scolpiti, modellati e incisi con simboli cristiani, tra cui le più famose sono la pietra del Mar Morto, il legno di olivo e la madreperla, un materiale che è stato inizialmente portato a Betlemme dal Mar Rosso attraverso le carovane che usavano la via commerciale. In seguito, la madreperla veniva portata da varie altre fonti, e questo ha influenzato il prodotto degli artigiani.
Nonostante il fatto che gli scavi dentro e intorno alla città di Betlemme testimoniano l’antichità millenaria di questo lavoro artegianale, e che i mosaici sulle pareti della chiesa della Natività, risalente al XII secolo contengono tessere di madreperla, la vera svolta per lo sviluppo dell’arte della madreperla si è verificata intorno al XIV secolo con l’arrivo dei Francescani che hanno introdotto la scultura della madreperla alla comunità cristiana locale per avere una fonte di reddito in più.
La fine del XVI secolo è testimone di un’altra tappa fondamentale nello sviluppo dell’artigianato. I Betlemiti che avevano assistito il padre francescano Bernardino Amico per produrre le prime indagini accurate di luoghi di pellegrinaggio in Terra Santa, hanno usato le piante e le immagini realizzate per la produzione di modelli in scala dei vari siti – vale a dire, la Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme e la Chiesa della Natività in Betlemme – utilizzando legno d’olivo intarsiato con la madreperla. L’evoluzione della tecnica ha continuato fino a raggiungere il suo apice nei secoli del tardo Ottocento e primo Novecento, e cominciò a svanire nella metà del XX secolo.
I laboratori di madreperla erano una caratteristica distintiva di Betlemme e sono stati descritti dai viaggiatori durante il loro pellegrinaggio in Terra Santa. Nelle sue ricerche cristiane in Siria e Palestina: a sostegno degli oggetti della Società della Chiesa Missionaria tra il 1832 e il 1833, ha scritto il Rev. WM Jowett che: “c’è, a Betlemme, una notevole produzione di articoli in madreperla di conchiglie di capesante sulle quali si incidono in stile grezzo alcune immagini della sacra scrittura, in particolare la Crocifissione, e la figura della Vergine Maria e dei santi … “, e continua a spiegare come queste conchiglie incise, e altri articoli, come le corone e i crocifissi, venivano benedetti dai vescovi a Betlemme, e venduti in Europa, dopo aver ricevuto un’attestato che sono articoli della Città Santa. Inoltre, i pellegrini che venivano a Betlemme e in Terra Santa solevano acquistare reliquie religiose fatte da artigiani locali come regali e souvenir per le loro famiglie e amici, e a volte venivano regalati come doni di apprezzamento per la loro chiesa locale.
Anche se i maestri e i venditori di articoli religiosi in generale, e di madreperla in particolare, erano da Betlemme, ma il luogo principale della vendita era allora, come oggi, a Gerusalemme. Il viaggio da Betlemme a Gerusalemme era lungo e duro per i venditori betlemiti, ma il viaggio che i pellegrini facevano per visitare la Terra Santa era naturalmente più lungo e difficile. Sulla via di ritorno a casa, i pellegrini portavano con sé i ricordi che avevano acquistato durante la loro visita, utilizzando la conchiglia lavorata della madreperla come amuleti o portafortuna per proteggersi dai pericoli che potevano incontrare sul loro viaggio di ritorno.
Le conchiglie scolpite rappresentava l’arte della madreperla nella sua forma più raffinata. I primi modelli sono stati realizzati con conchiglie del Mar Rosso, dove veniva scolpita la parte interna della conchiglia e poi veniva aggiunto dell’inchiostro. I modelli successivi con l’introduzione delle conchiglie provenienti dall’Australia e dalle Filippine, venivano scolpite delle icone e disegni sulla superficie convessa esterna della conchiglia, che ha permesso all’artista di essere più creativo. I modelli successivi sono stati inoltre distinti per il loro squisito lavoro di traforo.
La conchiglia della madreperla rappresentava principalmente le icone della Vergine Maria e Gesù Cristo, oltre a santi e scene e eventi del Nuovo Testamento. Una singola conchilia poteva contenere un mono-scena o icona, due scene principali, oppure una scena importante nel centro circondata da un gruppo di scene di solito in forme circolari. Un altro tipo di conchiglie conteneva varie scene della stessa dimensione che rifletteva un evento nel Nuovo Testamento, come la Natività, Crocifissione, o le stazioni della Via Crucis.
Le tecniche usate nell’intaglio, incisione con o senza l’uso di inchiostro e il tipo di traforo, distingueva l’artista o il laboratorio che aveva prodotto il pezzo, e il periodo di tempo in cui era stato prodotto ogni pezzo. Un altro fattore che ha influenzato lo scopo e la qualità dei manufatti di madreperla è stata la clientela per i quali venivano prodotti; gli artisti di Betlemme sono diventati molto famosi per la loro arte, riconosciuta in tutto il mondo, e di conseguenza cominciavano ad essere incaricati di produrre pezzi per reali e dignitari. Un fattore importante che ha contribuito alla diffusione dell’arte della madreperla era l’immigrazione e il viaggio dei Betlemiti in Europa, Estremo Oriente, e le due Americhe, durante questi viaggi, i Betlemiti presero con loro pezzi di madreperla, come reliquie e souvenir, o come regali.
Oggi diversi pezzi di madreperla che furono prodotti a Betlemme sono esposti in tutto il mondo. Le sculture di madreperla si trovano al British Museum di Londra, al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, nella collezione del Vaticano, nel Museo delle Grazie a Rimini, e nel Museo del Palazzo Topkapi di Istanbul, così come in chiese, cattedrali, missioni religiose, e in collezioni private.

(traduzione di Luay Ayyad)

1 Comment

  1. Arnaldo
    14/05/2012

    Sono un appassionato collezionista e costruttore di Presepi di carta…….e ritengo che sarebbe molto avvincente completare la descrizione del prezioso lavoro degli artisti /artigiani di Betlemme con
    una ampia documentazione fotografca delle varietà tipologiche rappresentate.

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