Fondazione Giovanni Paolo II onlus
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Un impegno anche a Cipro

di Thibault Joannais

Nel 2009, la Fondazione Giovanni Paolo II è stata chiamata a far parte della R.O.A.C.O (Riunione Opere di Aiuto alle Chiese Orientali), un comitato vaticano che fa capo alla Congregazione per le Chiese Orientali e che riunisce 38 agenzie e fondazioni di vari Paesi del mondo operanti a favore delle comunità cattoliche orientali. Unica realtà italiana a farne parte, la Fondazione Giovanni Paolo II vi trova pienamente il suo posto in quanto si adopera per le comunità cristiane cattoliche del Medio Oriente, in particolare quelle di Terra Santa.I membri della R.O.A.C.O si ritrovano annualmente a Roma per analizzare le sfide e la situazione dei cristiani in Oriente. Nell’ambito di queste riunioni vengono presentati alcuni progetti per i quali agenzie e fondazioni sono invitate a contribuire economicamente. Così, durante l’ultima riunione, svoltasi a metà gennaio, la Fondazione Giovanni Paolo II si è impegnata a finanziare un progetto sull’isola di Cipro.
Di Cipro si parla poco, se non per evocare la partizione dell’isola o per organizzare una vacanza. Sull’isola, che conta circa un milione di abitanti, vive una folta comunità srilankese, circa 20.000 migranti. La maggior parte deve affrontare condizioni di vita e di lavoro precarie fatte di sfruttamento e soprusi. Le donne in particolare, le quali lavorano dentro le mura domestiche delle famiglie cipriote, spesso vengono abusate e maltrattate. Senza parlare delle difficoltà legate alla lingua e alla cultura, molto diverse da quelle di origine.
Per prendersi cura di questa comunità senza voce, nel 2003 sono arrivate tre suore srilankesi della congregazione di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Stabilitesi a Nicosia, la capitale, si spostano nelle principali città dell’isola, laddove è presente il più grosso dei migranti srilankesi. Nel 2010 hanno aperto il Centro del Perpetuo Soccorso, un luogo di incontro e di socializzazione, di formazione e di preghiera. In questo centro le attività sono numerosissime: informazione sui diritti dei migranti e sulle leggi che regolano le condizioni di lavoro, formazione di animatori e leader di comunità, corsi di lingua, catechesi per bambini e adulti, preparazione al matrimonio, celebrazioni liturgiche. Il Centro si rivolge prioritariamente alle donne, escluse tra gli esclusi. Se l’obiettivo primario delle Suore rimane quello di prendersi cura dei bisogni spirituali dei loro connazionali, esse lottano anche per far rispettare la dignità dei migranti, persone fatte a immagine di Dio.
Il Centro necessita di alcune attrezzature per portare avanti le proprie attività, come: fotocopiatrice, stampante, fax, proiettore, frigorifero, cucina a gas. Il contributo richiesto e erogato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, pari a 5.000 Euro, permetterà di acquisire questo materiale. Un gesto concreto a favore dei migranti. Un granello di speranza seminato in un Mar Mediterraneo teatro di tante migrazioni spesso tragiche.

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