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«Colloqui e altre iniziative»

Un Convegno interreligioso a Amman (13-14 maggio 2014)
di Riccardo Burigana

«Colloqui e altre iniziative»: con queste parole si conclude la Dichiarazione sottoscritta dai partecipanti al convegno «Affrontare le sfide attuali attraverso l’educazione», che si è tenuto a Amman nei giorni 13-14 maggio. Il Convegno è stato promosso dalla Royal Institute for Inter-Faith Studies del Regno di Giordania  dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede che sono giunti alla IIIª edizione di questi convegni internazionali con i quali ci si propone non solo di rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni, ma soprattutto di promuovere progetti e iniziative in campo interreligioso. Il convegno si è tenuto in un tempo particolarmente fecondo da questo punto di vista, alla vigilia del Pellegrinaggio di papa Francesco in Terra Santa nella convinzione che questo pellegrinaggio, come tanti altri gesti e parole di papa Francesco, vadano sostenuti con una serie di iniziative, a vario livello, per riaffermare la centralità del dialogo interreligioso nella costruzione di una cultura del dialogo e di una pace fondata sulla giustizia.  Nel corso dei lavori, che si sono aperti con un momento di silenziosa preghiera per invocare l’aiuto di Dio su quanti opera per il dialogo e per la pace, forte è stato l’appello a una condanna, senza se e senza ma, di ogni forma di violenza, tanto che si è andati oltre alla riflessione sulle drammatiche condizioni del Medio Oriente, poiché si è ricordato il caso del rapimento delle donne in Nigeria, delle quali si è chiesto l’immediato rilascio. In diversi interventi è stato auspicato la fine dei conflitti  che insanguinano molti paesi, denunciando il fatto che spesso questi conflitti sono dimenticati dall’opinione pubblica, mentre invece rappresentano delle ferite aperte che costano la morte a migliaia di persone e causano la fuga di uomini, di donne e di bambini che si ritrovano a essere profughi, in una condizione di assoluta precarietà. Di fronte a questa situazione, come ha messo in evidenza anche il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, diventa fondamentale pensare a dei percorsi educativi in grado di offrire una conoscenza delle religioni e di definire un spazio condiviso per la collaborazione tra le religioni per condannare e per combattere ogni forma di violenza. Nel pensare alla realizzazione di questi percorsi educativi, che si devono fondare sulla trasmissione dei valori religiosi, si deve rivolgere una particolare attenzione alle istituzioni scolastiche, ma non ci può limitare a esse, dal momento che, come è stato ricordato, la famiglia costituisce la prima e insostituibile «scuola» di accoglienza e di dialogo.

Nella definizione dei percorsi formativi viene raccomandata il rispetto per la dignità umana, che si misura, anche, attraverso la libertà religiosa, che costituisce un elemento fondamentale in ogni società, tanto che si deve denunciare la sua assenza, come una grave mancanza del rispetto degli accordi internazionali; l’educazione ai valori religiosi e morali deve condurre alla creazione di una cultura con la quale «sdradicare» i conflitti, combattendo la povertà e l’ingiustizia e promuovendo quella dimensione spirituale e morale che fa comprendere il significato profondo della vita. Sempre nella Dichiarazione finale si ricorda quanto sia importante rimuovere quegli ostacoli, che nascono dall’ignoranza e dal pregiudizio, che non favoriscono la condivisione dell’idea che le religioni «non sono causa di divisione e di conflitto, ma piuttosto un fattore necessario per la riconciliazione e la pace.» Infine la Dichiarazione propone dei punti che devono costituire gli elementi costituivi della cultura del dialogo per tutti coloro che sono direttamente impegnati nella definizione e nella realizzazione dei percorsi formativi pensati per i giovani: 1) Non rinunciate mai alla curiosità intellettuale; 2) Abbiate coraggio intellettuale piuttosto che viltà intellettuale; 3) Siate umili e non arroganti intellettualmente; 4) Praticate l’empatia intellettuale invece che la chiusura mentale; 5) Osservate l’integrità intellettuale; 6) Mantenete la vostra autonomia intellettuale; 7) Perseverate dinanzi alla superficialità circostante; 8) Fidatevi della ragione; 9) Siate imparziali e non intellettualmente ingiusti; 10) Considerate il pluralismo una ricchezza, non una minaccia.

La Dichiarazione si conclude con un’invocazione, carica di speranza per il domani: «Dio volendo, proseguiremo il nostro fecondo dialogo attraverso colloqui futuri e altre iniziative»; si tratta di un impegno che viene assunto, come altre volte in passato, che acquista un valore del tutto nuovo, anche in considerazione del contesto più generale, sempre più caratterizzato da una molteplicità di iniziative, a vario livello, promosse dalle religioni per l’accoglienza, il dialogo e la pace. In questo contesto un ruolo di primo piano è giocato da papa Francesco, come indica chiaramente il suo Pellegrinaggio in Terra Santa e l’incontro per la pace, in Vaticano,  domenica 8 giugno tra il presidente d’Israele Shimon Peres e Abu Mazen, presidente dell’Autorità Palestinese, alla presenza del Patriarca Ecumenico Bartolomeo, solo per ricordare gli ultimi passi del pontefice, anche se non va dimenticata la sempre maggiore dinamicità del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che proprio nel mese di maggio ha compiuto 50 anni: nel ricordare la sua fondazione, a opera di Paolo VI, quando ancora il concilio Vaticano II era in pieno svolgimento e la dichiarazione Nostra aetate sulle religioni non cristiane doveva essere ancora approvata, proprio papa Francesco, nel messaggio rivolto al cardinale Tauran, il 19 maggio 2014, sottolineava il fatto che «sin da principio fu chiaro che un tale dialogo non implicava il relativizzare la fede cristiana, o il mettere da parte l’anelito, che alberga nel cuore di ogni discepolo, di annunciare a tutti la gioia dell’incontro con Cristo e la sua universale chiamata. Del resto, il dialogo è possibile solo a partire dalla propria identità.»

Incontro Interreligioso Amman

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