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Da dove vieni e dove vai? Percorsi biblici nella Terra del Santo

Angelo CasatiDalla prefazione di don Angelo Casati al libro di don Luca Buccheri edito dalle Edizioni Romena e dalla Fondazione Giovanni Paolo II

Libro per un viaggio, il libro di don Luca. Libro per gli innamorati dei viaggi, donne e uomini, sacco a pelo e zaino. O forse anche, me lo auguro, libro per chi si è lasciato, forse senza accorgersene, espropriare dei sogni, ritrovandosi uomo in pantofole, in case senza finestre, nella immobile pesantezza dei sedentari.

Oso augurarmi che chi di noi si trovasse per disavventura in questa condizione di opaca immobilità, scorrendo una pagina dietro l’altra e indugiandovi, possa sentire finalmente filtrare il vento, che rialza i volti ed è sangue nelle vele per ripartenze. Capitò un giorno al paralitico del vangelo, sino a quel momento tutt’uno a incastro con la sua barella: alla voce del maestro si drizzò dietro spinta di forza per cammini di libertà.

Partire come condizione per nascite, e non contano gli anni. Nella Bibbia da grembi avvizziti avvengono per potenza dall’alto nascite fuori da ogni immaginazione. Dirà don Luca: «Il Signore chiama Abram a (letteralmente) «lasciare la sua nascita e la casa di suo padre» (12,1). Perché ogni partenza è come una nuova nascita».

Libro dunque per un viaggio che prima di essere su sabbie o asfalto è cammino per le strade dell’anima. Che siano quelle a decidere una vita? Dietro il pulsare di domande assolute: «Da dove vieni? Chi sei? Dove vai?». La domanda, se ci pensiamo, fa la differenza tra pellegrino e vagabondo. Un libro per pellegrini. Di Terra Santa certo, ma anche della terra santa della vita, la nostra.

Un viaggio in cui in un certo senso sei solo, solo con la tua nascita, che ancora deve compiersi.

Abito ancora
il grembo tenero e oscuro
e attendo
di venire alla luce.

Sei solo nel viaggio, ma non solitario. Ti è compagno il calpestio di altri passi, che fanno accompagnamento come il canto del  torrente sui monti.

Tra i passi anche il fruscio, mai invadente, amico, di chi ha scritto il taccuino con appunti di viaggio, fogli che tracciano nomi e strade e mistero.

Non è un manuale. Chi ha fatto il viaggio nella terra dei padri, mai e poi mai si avventurerebbe in declamazioni dall’alto, può solo concedersi il racconto. Don Luca racconta, racconta. E sono mappe e nomi. I manuali annoiano per astrattezza, parole pallide e scontate. Nel taccuino di viaggio di don Luca c’è, lo avverti, il colore dei suoi occhi, che non sono da turista, ma da cercatore, cercatore di stelle come Abramo, uomo di miniere che porta l’oro alla luce, uomo del racconto. Ti viene voglia di sedere al fuoco e sotto le stelle ascoltare la voce. Prima delle parole, la voce. Occhi e voce a custodia di memorie, le memorie dei padri e di Gesù, memorie che ardono come brace nel Libro Santo e nella Terra Santa. Per questo don Luca racconta storie, o meglio, la Storia, dialogando tra Sacra Scrittura e terra dei padri. Le storie dei padri, la storia di Gesù hanno incrociato una terra. E la terra custodisce, per chi la sa scrutare, memorie. Troverai puntuali nel libro, come in mappa, ma accese, accese dalla memoria, le note di don Luca sulla terra: un lembo di cielo, la congregazione delle stelle, l’immensità di un monte, un lago o un pozzo o una sorgente, un fiume o un filo d’acqua e luoghi, luoghi a non finire, che hanno assistito rabbrividendo al passaggio della salvezza, note che colorano i racconti che spesso noi impallidiamo quasi non avessero luogo o fossero risucchiati a mezz’aria, senza rispetto nè devozione per un Dio che ha camminato piedi per terra, senza sospetto che sulla terra siano rimaste impigliate, come sorprese da emozione, le orme.

Gli occhi perduti
nel rosseggiare dolce e silente
di assorti orizzonti
interroghi l’incendio dei cieli
quasi tinti di tenerezza
che fanno sospeso il cuore
e sfiori l’inatteso
miracolo di un Dio
che qui ha inclinato i suoi cieli
fino a baciare la terra.

Cantore della terra, don Luca, ma insieme appassionato lettore e indagatore di Scritture, starei per assegnargli l’appartenenza alla scuola dello scriba del vangelo che dal tesoro estrae cose nuove e cose antiche. Quasi che l’emozione gli rimanesse impigliata prima nelle mani che toccano e sfogliano il Libro e poi nella scrittura che da forma ai pensieri del cuore e di tanto in tanto odora di poesia.

Chi legge cammina per terre ma cammina anche in vista di sorgenti, in vista di oasi per anime assetate. Vorrei concludere questo mio azzardo di parole con quelle di don Luca, che chiudono (o riaprono?) il libro, parole che come gli succede, sposano in continuazione terra e Scritture, parole per assetati: «Nell’oasi di En-Ghedi, sulle sponde del Mar Morto, si sperimenta la bellezza di una sorgente di acqua dolce che fa rinascere la vita dappertutto, una sorgente che il profeta Ezechiele vede nascere dal monte di Sion, dal luogo in cui quel «fratello» muore (cfr. Ez 47,10). È il fratello crocifisso, dal cui costato sgorga ogni benedizione».

«I nostri cammini di fango
diventano morbida creta».

Sono parole di Monica Rovatti, suonano come un augurio per i lettori del libro. Gli occhi di Monica come quelli di Gesù. Lui vedeva un biondeggiare delle messi in anticipo di quattro mesi.

È l’augurio per i lettori di un libro.


Copertina-Buccheri-small

Un libro per viaggiatori, con o senza valigia, “per un viaggio che prima di essere su sabbie o asfalto è cammino per le strade dell’anima” (A. Casati).

Luca Buccheri, “biblista itinerante, pellegrino della Terra e della Parola” – come si definisce lui stesso – ha voluto con questa sua prima raccolta di meditazioni bibliche, offrire il frutto della sua decennale e appassionata esperienza di guida e animazione biblica in Terra Santa. L’originale approccio scelto coniuga la lettura dei testi sacri ebraico-cristiani al contesto geografico in cui sono nati, testimoniato anche dalle belle foto che incorniciano le riflessioni. Un itinerario biblico e geografico sul filo delle grandi domande che muovono i passi dell’esistenza, che non mancherà di coinvolgere anche il lettore più sedentario. Parte dei proventi di questo libro saranno devoluti al Progetto “Scolarizzazione dei bambini siriani e iracheni profughi in Libano” della Fondazione Giovanni Paolo II.

 

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