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Segnalazione stampa

newsgennaio-febbraio 2014 (a cura di Renato Burigana)
Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.


Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese

•  L’ex premier israeliano, membro del Likud e fondatore del Kadima, Ariel Sharon, è morto oggi in un ospedale di Tel Aviv. Era in coma dal 4 gennaio 2006, in seguito a una grave emorragia cerebrale. Aveva 85 anni. Nato il 26 febbraio 1928, Sharon è stato uno dei principali protagonisti della storia dello Stato di Israele. Figura controversa, accusato per il massacro nel campo profughi palestinese di Sabra e Shatila, nel 1982 in Libano, fu lui a decidere il ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2000 (L’Osservatore Romano, 11 gennaio).

•  Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha convocato gli ambasciatori di Italia, Francia, Gran Bretagna e Spagna per “sottolineare loro che una costante presa di posizione contro Israele e a favore dei palestinesi è inaccettabile” (La Repubblica, 17 gennaio).

• Nuovo raid di Israele sulla Striscia di Gaza, un palestinese è stato ucciso e due sono stati feriti. Secondo il Governo Israeliano è stato “colpito un esponente di spicco della Jihad islamica coinvolto in attacchi recenti”. L’attacco dopo che dalla Striscia miliziani palestinesi avevano sparato un razzo verso il Neghev israeliano (La Repubblica, 20 gennaio).

Libano

•  «Attendiamo con te da Gesù, principe della pace, il suo dono sospirato per il Libano, la Siria e tutto il Medio Oriente». La preoccupazione del cardinale Leonardo Sandri per la drammatica situazione della regione mediorientale si è trasformata in un’accorata preghiera a Maria. Il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali l’ha recitata domenica sera, 12 gennaio, nel santuario di Sayidat Al-Mantara (Nostra Signora dell’Attesa), che si trova nel villaggio di Maghdouché, nei pressi di Saïda (L’Osservatore Romano, 14 gennaio).

Siria

• Almeno 47 civili (tra cui alcuni bambini) sono morti per la fame o per la mancanza di medicinali nel campo profughi di Yarmouk, a sud di Damasco. La situazione, denunciano le associazioni umanitarie, è provocata dall’assedio delle forze del governo sul campo che va avanti da oltre un anno (La Repubblica, 18 gennaio).

• Proseguono a Ginevra i negoziati sulla crisi siriana. Dopo le prime due tornate di colloqui diretti tra la delegazione del Governo di Damasco e i rappresentanti dell’opposizione, si segnalano due importanti accordi: uno sull’apertura di un corridoio umanitario per i civili a Homs e l’altro sulla liberazione dei prigionieri. L’opposizione ha invece respinto un documento presentato dal Governo sulla transizione politica (L’Osservatore Romano, 27-28 gennaio).

• Elicotteri del regime siriano hanno bombardato il quartiere orientale di Maadi, ad Aleppo. Sono state centrate due palazzine residenziali sulla strada della moschea Maqamat. Lo riferiscono all’Ansa testimoni oculari presenti sul posto. Le palazzine, dove vivevano numerose famiglie, sono crollate e sono ora in corso operazioni di soccorso alla ricerca di eventuali superstiti (Il Corriere della Sera, 29 gennaio).

• Sono ormai più di tre milioni i profughi siriani nei Paesi confinanti, secondo quanto affermato da Amin Awad, il coordinatore regionale dell’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. Il dato più allarmante è rappresentato dalla grave condizione di circa ottomila bambini che sono stati allontanati dalle loro famiglie (L’Osservatore Romano, 6 febbraio).

• Sono oltre 100 i morti, in Siria, nella battaglia per il controllo della frontiera con il Libano. Si intensifica l’offensiva dei lealisti e degli alleati di Hezbollah contro la città di Yabroud, snodo strategico lungo il confine utilizzato per il contrabbando. È ripresa l’evacuazione di Homs, mentre la Russia si dichiarata contraria alla bozza francese di risoluzione Onu per accelerare gli aiuti (La Repubblica, 12 febbraio).

• Muro contro muro sulla Siria a Ginevra. I contrasti diplomatici sulla tragedia siriana restano profondi e la mancanza di progressi alla conferenza internazionale Ginevra 2 è esplicitamente ammessa dall’inviato dell’Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, che la presiede (L’Osservatore Romano, 12 febbraio).

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