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Un appello per la pace

di Riccardo Burigana

«Come vescovi dell’Europa, del Sud Africa e del Nord America siano stati in Terra Santa per pregare e per esprimere il nostro sostegno alle comunità cristiane e alla causa per la pace»: con queste parole si apre la dichiarazione sottoscritta dai vescovi che hanno compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa dal 12 al 16 gennaio 2014. Con questo pellegrinaggio si è voluto proseguire la tradizione che risale al 1998 di un impegno concreto dell’episcopato nei confronti delle comunità cristiane della Terra Santa; risale infatti al 1998 la nascita del cosiddetto Holy Land Co-ordination, che raccoglie vescovi di vari paesi del mondo, che hanno raccolto l’appello, lanciato dalla Santa Sede, a creare un organismo permanente con il quale esprimere vicinanza e sostegno ai cristiani del Medio Oriente. L’Holy Land Co-ordination promuove momenti di preghiera, iniziative di solidarietà e  progetti socio-economici; il momento forte di questa attività è il pellegrinaggio annuale con il quale si vuole rispondere a un invito dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa che vogliono così offrire l’opportunità per condividere l’esperienza quotidiana delle difficoltà e delle speranze dei cristiani della regione.

Quest’anno il pellegrinaggio dei vescovi, guidato da mons. Declan Lang, vescovo di Bristol, è iniziato da Gaza  dove vive una comunità cristiana di circa 2500 membri, che rappresentano un’esigua minoranza all’interno dell’oltre milione e mezzo di abitanti; la comunità cattolica non supera i 200 membri ma è una realtà particolarmente viva, con una molteplicità di progetti e di iniziative nel campo dell’assistenza sanitaria, soprattutto nei confronti dei disabili, degli anziani e dei bambini, e nella formazione scolastica. Dopo la celebrazione eucaristica i vescovi hanno potuto incontrare alcune delle realtà, nelle quali più attiva è la presenza dei cattolici; in molti di questi incontri è stato chiesto, a più riprese, ai vescovi di tenere alta l’attenzione delle comunità cristiane e delle istituzioni  politiche del mondo verso la situazione di Gaza.

Nel documento finale, sottoscritto dai vescovi al termine del pellegrinaggio, questa richiesta è stata recepita tanto che si legge che «i vescovi rivolgono un appello ai leader politici per sviluppare la condizione della popolazione di Gaza, assicurando l’accesso agli elementi fondamentali per una dignitosa vita umana, alle possibilità per lo sviluppo economico e alla libertà di movimento». Dopo i due giorni a Gaza i vescovi hanno incontrato le autorità israeliane a Tel Aviv, prima di trasferirsi a Betlemme, dove hanno avuto un incontro con alcuni palestinesi che fanno parte del gruppo che prende parte alle trattative per giungere alla pace tra Israele e Autorità Nazionale Palestinese.

Sempre a Betlemme i vescovi hanno voluto avere un momento di confronto con degli studenti della Bethlehem University per ascoltare anche le speranze per un futuro di pace e le difficoltà della vita quotidiana delle giovani generazioni. I vescovi hanno poi raggiunto Gerusalemme per una visita alla Schmidt School e una serie di incontri che hanno messo ancora più in evidenza i problemi quotidiani con i quali le comunità cristiane sono chiamate a misurarsi in una situazione di precarietà lavorativa e abitativa che induce un numero sempre crescente di cristiani a lasciare la Terra Santa. Sempre a Gerusalemme i vescovi hanno incontrato il patriarca Fouad Twal  e mons. Giuseppe Lazzarotto, nunzio apostolico. Il pellegrinaggio si è concluso con una visita al Patriarcato Armeno, dove i vescovi hanno confermato non solo il sostegno materiale e spirituale al processo di pace in Terra Santa, ma soprattutto la necessità di un ulteriore sviluppo del dialogo ecumenico per vivere sempre più la comunione visibile tra i cristiani, che, pur testimoniando le peculiarità delle proprie tradizioni, sono chiamati ad annunciare l’unico Cristo.

Vescovi partecipanti al pellegrinaggio

I Vescovi partecipanti al pellegrinaggio:
Arcivescovo Stephen Brislin, Sud Africa – Vescovo Pierre Burcher, Scandinavia – Vescovo William Crean, Irlanda – Vescovo Michel Dubost, Francia – Arcivescovo Paul-Andre Durocher, Canada – Arcivescovo Patrick Kelly, Inghilterra e Galles – Vescovo William Kenney, Inghilterra e Galles – Vescovo Declan Lang, Inghilterra e Galles – Vescovo Denis Nulty, Irlanda – Vescovo Richard Pates, Stati Uniti d’America – Vescovo Thomas Renz, Germania – Vescovo Janusz Stepnowski, Polonia – Arcivescovo Joan Enric Vives, Spagna

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