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Un fiorentino nell’inferno di Beirut: “Devastazione ovunque, situazione drammatica”

Stefano Baldini lavora per la Fondazione Giovanni Paolo II a Beirut. Le sue parole a RaiNews

“Ieri l’aria era irrespirabile, ho fatto mezz’ora a piedi per tornare casa, sempre con l’idea che si trattasse di un incidente circoscritto, che fosse una cosa localizzata. Invece lungo tutto il percorso, la strada era piena di devastazioni. Una cosa mai vista, nonostante siano 30 anni che viaggio in Paesi difficili”.

Lo ha detto a Rai News il fiorentino Stefano Baldini, che lavora in Libano per la Fondazione Giovanni Paolo II e si trovava a Beirut al momento della tremenda doppia esplosione del deposito in zona porto, avvenuta ieri pomeriggio che ha causato oltre 100 morti e migliaia tra feriti e dispersi.

“Ora non credo che ci sia un problema di atmosfera, di aria – tranquillizza Baldini – mi arrivano infatti informazioni secondo cui i test sull’aria effettuati stamani non avrebbero evidenziato anomalie”.

“Non ho informazioni per farmi un’idea precisa sul fatto che si sia trattato di un incidente piuttosto che di un attentato – aggiunge – , sinceramente per come è la situazione qui, mi auguro tanto che questo sia un disastro causato dall’incuria”.

In Libano, infatti, secondo Baldini “Ne stanno succedendo di tutti i colori, al di là di questo evento pazzesco. La vita qua sta diventando impossibile. Ripeto: mi auguro che sia un incidente, pazzesco e assurdo ma pur sempre un incidente e che non si tratti di atto voluto, deliberato. Sarebbe un’ulteriore tragedia”.

“Io giro da 30 anni paesi problematici, con problemi di sicurezza, ma la situazione in Libano di questi mesi è davvero drammatica – spiega Baldini –  la crisi economica ha portato una forte povertà che attacca soprattutto la classe media. Una classe media che sta scomparendo”.

“Cresce la povertà ma cresce anche il Covid – aggiunge Baldini – da meno di 1.000 a oltre 5.000, quasi 6.000 contagiati in questi ultimi giorni. Spero ci sia un intervento di sostegno della comunità internazionale, per quello che sta succedendo. Questa situazione ci fa veramente male”.


♦ Firenze Today, 5 agosto 2020
Un fiorentino nell’inferno di Beirut: “Devastazione ovunque, situazione drammatica”

Firenze Today, 5 agosto 2020
Libano, la speranza oltre la tragedia. Grazie a un programma di sviluppo rurale ‘toscano’

♦ Arezzo Notizie, 5 agosto 2020
Stefano nell’inferno a Beirut: “L’esplosione mi ha sbattuto al muro, sono vivo per miracolo” (di Mattia Cialini)

Corriere della Sera, 5 agosto 2020
Beirut, italiano salvo per miracolo: «Un volo di 4 metri, il sangue mi usciva a zampilli» (di Marco Gasperetti)

prima Firenze.it – 5 agosto 2020
Esplosione a Beirut: pratese salvo per miracolo

♦ Libero Quotidiano.it – 5 agosto 2020
Beirut, parla l’italiano Stefano Baldini: “Come una bomba atomica, sangue ovunque”

♦ TGR Toscana, 5 agosto 2020

“Sembrava un’autobomba”
C’è anche un agronomo pratese fra i feriti dell’enorme esplosione di Beirut in Libano. “Sono stato sbalzato per 4 metri; ho pensato fosse un’autobomba davanti al mio ufficio”. La testimonianza di Stefano Baldini, che da due anni lavora a Beirut. (di Pietro Di Lazzaro)

Tempi.it – 6 agosto 2020
Vivo per un soffio nel cratere di Beirut. «Ora bisogna salvare il Libano» (di Caterina Giojelli)

Il Tirreno, 6 agosto 2020
Pratese nell’inferno di Beirut: “Ho pensato a un’autobomba”

TPI.it – 6 agosto 2020
Beirut, l’italiano sopravvissuto: “L’esplosione mi ha scaraventato al muro. Salvo grazie al seminterrato” (di Clarissa Valia)

Famiglia Cristiana.it – 11 agosto 2020
Libano, cade il Governo, ma non mancano gli aiuti (di Fausta Speranza)