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Colloquia Mediterranea n.2/2019

INTRODUZIONE di Renato e Riccardo Burigana

Il pastore Renzo Bertalot (1929-2015) è stata una delle figure più rilevanti del movimento ecumenico in Italia, con un impegno quotidiano per il superamento delle divisioni tra cristiani, ben oltre la sua opera di guida e di coordinamento per la traduzione interconfessionale in lingua corrente della Parola di Dio, come testimonia, tra l’altro, la sua intensa, originale e poliedrica attività di insegnamento in Italia. Indubbiamente la sua opera per la traduzione interconfessionale in lingua corrente della Parola di Dio prima come referente della sezione italiana della Società Biblica Britannica e Forestiera e poi anche come segretario della Società Biblica in Italia costituisce un passaggio fondamentale della sua vocazione ecumenica che affonda le sue radici negli anni canadesi della vita di Bertalot, quando il completamento dei suoi studi teologici, con il conseguimento del dottorato alla McGill University, è stato accompagnato da tanti incontri di dialogo e di riflessioni con tanti uomini e donne di Chiese diverse dalla propria tradizione valdese; questi incontri hanno assunto modalità molto diverse che, seppure in Canada, come in altri paesi, non fossero un’eccezione negli anni ’50, in ogni caso rappresentavano un’interessante novità nei rapporti tra cristiani, tra i quali vanno inclusi anche i cattolici, in molti casi attivi nel movimento ecumenico, anche prima della celebrazione del Concilio Vaticano II, come proprio l’esperienza ecumenica di Bertalot testimonia.

L’avventura della traduzione interconfessionale in lingua corrente delle Sacre Scritture è stata voluta da Renzo Bertalot, anche attraverso la realizzazione di un soggetto istituzionale, la Società Biblica in Italia, in grado di declinare, alla luce delle condizioni italiane, la riscoperta della Parola di Dio, come fonte preziosa per il cammino ecumenico; in questa avventura Renzo Bertalot non è stato da solo, ma ha saputo creare rapporti di fraternità con uomini e donne di confessioni cristiane diverse da quella valdese, in particolare con figure della Chiesa Cattolica, come mons. Alberto Ablondi, vescovo di Livorno, il padre gesuita Carlo Maria Martini e il giovane salesiano Carlo Buzzetti, per ricordarne solo tre, cogliendo i tanti motivi di rinnovamento e di riforma che percorrevano le comunità locali nella stagione della prima recezione del Vaticano II.

In occasione del 90° compleanno di Renzo Bertalot la rivista «Colloquia Mediterranea», in piena sintonia con Valdo Bertalot, ha deciso di dedicare alla sua figura il secondo numero del 2019 chiedendo alcuni dei tanti che hanno avuto la gioia e la forza di condividere con Bertalot un pezzo significativo della sua testimonianza cristiana per l’unità. Il numero si apre con un lungo e articolato articolo del francescano Roberto Giraldo, a lungo preside dell’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia, da qualche mese padre guardiano del Convento di Sant’Angelo a Milano, che ha avuto modo di conoscere Bertalot fin dagli anni dell’insegnamento ecumenico a Verona, quando l’Istituto di Studi Ecumenici muoveva i suoi primi passi. Si tratta di un articolo corposo che si è deciso di pubblicare perché il tema, tanto caro anche al pastore Bertalot, è affrontato con una profondità teologica, arricchita con una particolare attenzione ai documenti del dialogo, che aiuta a comprendere non solo il punto dove è arrivata la teologia ecumenica ma cosa attende i teologi per sviluppare questo tema per rafforzare la dimensione visibile della Chiesa Una, come elemento per la riforma della Chiesa in modo da rendere più efficace la sua missione nel mondo e per il mondo. Segue poi una riflessione di don Giovanni Cereti, che, per anni, ha condiviso tante esperienze del cammino ecumenico in Italia con il pastore Bertalot; don Cereti affronta le parole e i gesti per l’unità della Chiesa che caratterizzano in modo così significativo il pontificato di papa Francesco. Direttamente coinvolto nell’opera di traduzione e di diffusione della Parola di Dio, in forma interconfessionale, proprio grazie alla conoscenza, diventata ben presto amicizia, di Bertalot, don Gian Domenico Tamiozzo, presbitero della diocesi di Vicenza, con un dottorato in teologia ecumenica alle spalle, ricorda pagine dei suoi lunghi trascorsi con Bertalot a servizio della Parola di Dio per costruire il dialogo. Uno speciale ringraziamento va rivolto a don Tamiozzo non solo per questo suo intervento, tanto personale quanto ecclesiale, ma anche per la condivisione di un articolo di don Olivo Bolzon, che sarà pubblicato prossimamente su «Colloquia Mediterranea» perché l’impegno per coltivare la memoria di Renzo Bertalot non si esaurisce con questo numero della rivista.

La riflessione mariologica costituisce uno degli aspetti più interessanti della produzione teologica del pastore Bertalot anche perché ha consentito una migliore conoscenza della tradizione mariana nel cristianesimo occidentale, con la rimozione di pregiudizi che avevano impedito, e talvolta impediscono ancora oggi, un dialogo fraterno proprio sulla figura della Madre di Dio; a questo aspetto don Alberto Valentini ha dedicato un articolo che va oltre la dimensione puramente elogiativa di quanto pioneristica è stata l’opera di Bertalot nel campo della mariologia.

Nella redazione di questo numero si è pensato che fosse importante, proprio nella prospettiva di proseguire il recupero della memoria di Bertalot, così come di altri pionieri del cammino ecumenico in Italia, chiedere degli interventi più puntuali su aspetti di questa memoria; in questa prospettiva si collocano gli interventi di Tiziana Bertola a partire da una lettura di alcuni documenti dell’archivio della Società Biblica in Italia, depositato presso il Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia, di don Giuseppe Bratti, presbitero della diocesi di Belluno-Feltre, sulla figura di Gaspare Contarini, uno dei protagonisti delle riforme religiose della prima metà del XVI secolo al quale Bertalot aveva dedicato una riflessione ecumenica, e infine di Alex Talarico, diacono dell’Eparchia di Lungro, che propone una prima lettura della presenza di Bertalot nella rivista «Studi Ecumenici», nella scia delle bibliografie degli scritti di Bertalot redatte dal padre francescano Rino Sgarbossa in altre occasioni celebrative.

Nella Tenda di Abramo, dopo una lunga riflessione, si è deciso di ri-pubblicare l’intervento di Renzo Bertalot in una delle prime Sessioni estive di formazione del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), che Bertalot, chiamato da Maria Vingiani, fondatrice e per decenni presidente del SAE, contribuì a far crescere con le sue riflessioni, le sue meditazioni e con la sua presenza. Uno speciale ringraziamento va al padre francescano Ibrahim Faltas per aver inviato alla redazione di «Colloquia Mediterranea», il racconto di una pagina di speranza per il Medio Oriente, che lo ha visto, come in altre occasioni, protagonista nella convinzione che tutto deve essere pensato e fatto per dare un domani di pace alla terra dove è nato Gesù. Il suo racconto si può leggere in Una Finestra sul Mediterraneo.

Nelle Cronache si possono leggere l’intervento del frate cappuccino Pier Giorgio Taneburgo, tra l’altro docente di ecumenismo nella Facoltà Teologica Pugliese, sul convegno La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo (Napoli, 20-21 giugno 2019) che è stato impreziosito con la presenza di papa Francesco che nel suo discorso ha rivolto un invito a un ripensamento della riflessione teologica con il quale rilanciare un impegno quotidiano per una sempre più viva missione della Chiesa in un contesto interconfessionale, interreligioso e interculturale; seguono i resoconti di Alex Talarico del XXVII Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa (Bose, 4-6 settembre 2019) che è diventato uno degli appuntamenti più rilevanti del dialogo tra cattolici e ortodossi, di Tiziana Bertola su Un concilio di oggi. La memoria, la recezione e il presente del Concilio di Firenze (1439-2019) (Firenze, 21-23 ottobre 2019), che ha segnato un passaggio innovativo nella riflessione sulla dimensione ecumenica del Concilio di Firenze (1439) e della sua tradizione, e di Michele De Santi su I Pentecostali in Italia: Letture, prospettive, esperienze (Battipaglia, 5-6 dicembre 2019), che è stata la prima tappa di un confronto, pensato dalla Facoltà pentecostale di Scienze Religiose di Bellizi, diretta dal professor Carmine Napolitano, per una sempre migliore conoscenza della Chiesa pentecostale e del suo ruolo nel cammino ecumenico in Italia.

Infine in Qualche lettura vengono pubblicate le presentazioni solo di tre volumi: nel comporre questo numero si è dovuto ridurre drasticamente il numero delle presentazioni che si potranno leggere nel prossimo numero che verrà chiuso il 30 aprile 2020.

Firenze, 8 Dicembre 2019