Fondazione Giovanni Paolo II onlus
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Veritas in caritate n.2-3 (2020)

«Coraggio, con Dio niente è perduto»
«La tomba è il luogo dove chi entra non esce. Ma Gesù è uscito per noi, è risorto per noi, per portare vita dove c’era morte, per avviare una storia nuova dove era stata messa una pietra sopra. Lui, che ha ribaltato il masso all’ingresso della tomba, può rimuovere i macigni che sigillano il cuore. Perciò non cediamo alla rassegnazione, non mettiamo una pietra sopra la speranza. Possiamo e dobbiamo sperare, perché Dio è fedele. Non ci ha lasciati soli, ci ha visitati: è venuto in ogni nostra situazione, nel dolore, nell’angoscia, nella morte. La sua luce ha illuminato l’oscurità del sepolcro: oggi vuole raggiungere gli angoli più bui della vita. Sorella, fratello, anche se nel cuore hai seppellito la speranza, non arrenderti: Dio è più grande. Il buio e la morte non hanno l’ultima parola. Coraggio, con Dio niente è perduto!»: queste parole sono uno dei passaggi più significativi dell’omelia di papa Francesco nella veglia pasquale della notte santa; in queste settimane di pandemia, che sono coincise, in gran parte, con la Quaresima papa Francesco ha voluto manifestare, in molti modi, la sua profonda vicinanza a coloro che sono nella sofferenza, e il suo speciale ringraziamento a tutti coloro che operano per alleviare questa sofferenza, tenendo accesa la luce della speranza di superare questo tempo di solitudine, di dolore, di separazione, di morte per costruire un mondo diverso da quello che è entrato nella spirale della pandemia.

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