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Case e scuole, due priorità per la striscia di Gaza

La Fondazione Giovanni Paolo II, di concerto e con la collaborazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha provveduto a compiere interventi sostanziali in favore dell’edilizia civile in Gaza City; infatti le ultime vicende belliche che hanno pesantemente  coinvolto la Striscia, lasciando morte e distruzione, hanno gravemente compromesso il già precario patrimonio edilizio esistente.  Dare una casa alle famiglie, spesso con molti figli anche piccoli, è la priorità per tornare a una vita accettabile. Purtroppo ciò nella Striscia di Gaza quasi mai è possibile date le gravissime difficoltà economiche e ambientali causate dal blocco pressoché totale imposto dalle Autorità Israeliane: da qui l’impegno della Fondazione  e della Conferenza Episcopale Italiana in favore delle famiglie cristiane e non-cristiane nella consapevolezza che solo “riprogettando” e “ricostruendo” si può effettivamente produrre una crescita umana, economica e sociale dell’intera comunità.
Nella Striscia vivono oltre un milione e mezzo di abitanti provati dalla guerra, dall’isolamento e dalla mancanza di ogni possibilità di comunicare con il mondo. In questo contesto, ulteriormente aggravato dagli eventi bellici con lo Stato di Israele tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, che ha visto distrutto o danneggiato molto del patrimonio infrastrutturale e civile di questa parte di Palestina, la Fondazione è impegnata anche nell’am-pliamento della Scuola del Patriarcato Latino di Gerusalemme a Gaza City che è riconosciuta essere una eccellenza nel campo educativo nel panorama della Striscia di Gaza e non solo. La Fondazione Giovanni Paolo II finanzia interamente i lavori di sopraelevazione e ammodernamento della scuola. A lavori conclusi, la scuola potrà accrescere e completare l’offerta complessiva dei servizi rivolti ai giovani, nel campo dell’educazione primaria e secondaria. La scuola già stimata e conosciuta per il suo alto livello di insegnamento, potrà con questi nuovi lavori, essere ancora di più punto di riferimento per le giovani generazioni.
Considerata la esiguità del numero dei cristiani presenti sia a Gaza City e che nella Striscia di Gaza, la scuola è rivolta in particolare ai giovani musulmani. Sarà quindi luogo di dialogo, di confronto e di incontro per la crescita dell’intera Striscia, un segno di speranza per costruire un futuro di pace.
La scuola è da sempre considerata modello di organizzazione, di sperimentazione sia nel campo didattico che nel campo del dialogo per come è stata concepita dal Patriarcato Latino di Gerusalemme. Con questo intervento la scuola potrà accrescere il suo sevizio formativo, realizzando a pieno le sue potenzialità.
Nel quadro complessivo di difficoltà che vive la popolazione della Striscia di Gaza questo intervento rappresenta quindi, a giudizio della Fondazione, un segno tangibile della vicinanza alla comunità cristiana locale, e un segno concreto del dialogo fra cristiani e musulmani.

Lavori alla scuola di Gaza

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