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Segnalazione stampa

(dal 18 gennaio al 23 febbraio 2012)

Gli articoli possono essere letti integralmente andando sui siti dei singoli giornali. Questa è una segnalazione stampa e non una rassegna. Il suo utilizzo permette di essere aggiornati sulle principali notizie riguardanti Israele, Palestina, Libano, Siria, Giordania e Iraq. La segnalazione di notizie può facilitare progetti e idee, e non è mirata alla semplice cronaca.
Israele e Territori dell’Autorità nazionale Palestinese
· Presentati i primi tre volumi del catechismo in lingua ebraica, da padre David Neuhaus, vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme per i cristiani di lingua ebraica. I catechismi sono stati stampati con il contributo della Fondazione Giovanni Paolo II e sono diretti non solo ai bambini ma a tutti anche gli adulti di lingua ebraica che vivono in Israele (Avvenire, 20 gennaio, pag. 23).
· Si svolgerà Domenica 29 gennaio in tutto il mondo la quarta giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa. La Giornata ha il patrocinio del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e di molte organizzazioni giovanili e istituti religiosi (L’Osservatore Romano, 27 gennaio, pag. 6).
· Lo scorso 28 gennaio si è svolto a Ramallah un incontro fra una delegazione dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e una delegazione della Santa Sede. Nel comunicato finale si legge che “le Delegazioni hanno deciso di stabilire squadre tecniche per dar seguito alla bozza, in preparazione alla riunione plenaria che si terrà prossimamente in Vaticano” (L’Osservatore Romano, 30-31 gennaio, pag. 3).
· Il Segretario generale della Nazioni Unite, Ban Ki-moon, iniziando una nuova missione in Medio Oriente ha esortato israeliani e palestinesi a riprendere il negoziato. “Spero – ha detto Ban Ki-moon, giunto ad Amman – che i colloqui, andati avanti con cinque incontri, possano continuare e che essi portino a seri negoziati per raggiungere un accordo su una soluzione con due Stati entro la fine dell’anno, come auspicato dal Quartetto” (L’Osservatore Romano, 2 febbraio, pag. 3).
· Si è svolto a Gerusalemme il terzo incontro internazionale dei commissari francescani. “Non possiamo essere spettatori dei cambiamenti che si verificano sotto i nostri occhi. Dobbiamo guardare al futuro. Nel nostro modo di lavorare e nelle nostre comunità serve meno status quo e più vita”, è stato l’obiettivo dell’incontro al quale hanno partecipato il ministro generale dell’Ordine francescano dei frati minori, padre José Rodriguez Carballo e il custode di Terra Santa, padre Pierluigi Pizzaballa (L’Osservatore Romano, 3 febbraio, pag. 6).
· Accordo raggiunto fra Hamas e Al Fatah, le due fazioni palestinesi rivali. “Le due parti hanno convenuto che il presidente Abu Mazen guiderà un Governo di unità nazionale, formato da indipendenti e tecnocrati incaricaricato di supervisionare il processo elettorale” (L’Osservatore Romano, 6-7 febbraio, pag. 3).
· L’Olp sostiene l’accordo fra Hamas e Al Fatah. “Si tratta di una soluzione appropriata”, ha detto Wassel Abu Taha, membro del Comitato esecutivo dell’Olp (L’Osservatore Romano, 8 febbraio, pag. 3).
· Ancora scritte anticristiane a Gerusalemme. “Si tratta già – scrive L’Osservatore Romano – del secondo episodio del genere avvenuto nel mese di febbraio e diretto contro luoghi di culto cristiani”. “Vi crocifiggeremo”, “Morte al cristianesimo”, queste sono le scritte ritrovate sui muri della chiesa battista di Gerusalemme Ovest (L’Osservatore Romano, 23 febbraio, pag. 6).
· Digiunare per la pace in Terra Santa, è l’invito fatto dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, mons. Fouad Twal. In questa prospettiva il Patriarca si interroga se non sia forse giunto il momento per i popoli della nostra regione, costantemente in conflitto, di ritornare al Signore, vivendo i Dieci Comandamenti, in particolare il rispetto della vita, della proprietà e dei diritti delle persone? Non sarebbe forse questa la soluzione, una metanoia, una rivoluzione, un cambiamento radicale, ove il bene delle nazioni e dei popoli sostituisca gli interessi di alcuni grandi a scapito dei loro popoli? (L’Osservatore Romano, 23 febbraio, pag. 6).

Libano
· Benedetto XVI potrebbe recarsi in Libano. A rivelarlo è il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal. In occasione del viaggio in Libano il Papa potrebbe consegnare l’Esortazione post-sinodale del Sinodo speciale per il Medio Oriente (Avvenire, 8 febbraio, pag. 19).

Siria
· I Paesi della Lega Araba hanno invitato il presidente siriano Assad a passare il potere al suo vice, per formare entro due mesi un Governo di unità nazionale che prepari elezioni parlamentari e presidenziali (L’Osservatore Romano, 23-24 gennaio, pag. 3).
· Padre Pierluigi Pizzaballa, Custode di Terra Santa, ha visitato la comunità francescana che vive in Siria. “La paura è generale – ha dichiarato padre Pizzaballa – e nessuno capisce cosa accade. Il nostro compito rimane lo stesso di sempre: stare con la gente, evitare di entrare dentro le questioni politiche e garantire assistenza a tutti” (Avvenire, 26 gennaio, pag. 21).
· Si terrà all’Onu, nelle prossime ore, una riunione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria. Lo ha annunciato il rappresentante francese alle Nazioni Unite. Nella riunione dovrebbe essere presa la decisione di condannare la Siria per le violenze in corso, iniziato nel marzo del 2011 (L’Osservatore Romano, 28 gennaio, pag. 3).
· L’Unicef ha denunciato che in Siria, dall’inizio delle proteste, sono stati uccisi oltre quattrocento bambini. Oltre trecentottanta minori sono stati arrestati (L’Osservatore Romano, 29 gennaio, pag. 3).
· La Lega Araba sospende la sua missione in Siria dichiarando che nel Paese “c’è troppa violenza” (Avvenire, 29 gennaio, pag. 14).
· A Damasco ora è guerra civile, e il Segretario americano Hillary Clinton chiede all’Onu di agire subito. Cresce il consenso su una risoluzione che chieda le dimissioni del presidente Assad, ma Mosca probabilmente porrà il veto (Avvenire, 31 gennaio, pag. 15).
· Mosca è intenzionata a bloccare, ponendo il veto, il progetto di risoluzione in preparazione alle Nazioni Unite per condannare le violenze in Siria. Per oltre ventiquattro ore il ministro degli Esteri russo si è negato telefonicamente al Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che lo cercava per trovare una mediazione (Avvenire, 1 febbraio, pag. 15).
· Per Mosca la risoluzione delle Nazioni Unite che condanna le violenze in Siria è “inaccettabile”. E’ in corso un pressing delle altre superpotenze sulla Russia che però non si sposta dalla sua posizione. Secondo il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, “o sosteniamo il popolo siriano o diventiamo complici di altre violenze” (Avvenire, 2 febbraio, pag. 15).

· Mosca ha ribadito il suo veto sul progetto di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla situazione in Siria. “Il progetto è assolutamente inappropriato e un voto provocherebbe uno scandalo” ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov (L’Osservatore Romano, 5 febbraio, pag. 1).
· Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione delle Nazioni Unite che condannava le violenze in Siria. “Si tratta – ha detto il Segretario Ban Ki-moon – di una grande delusione per il popolo siriano e per il Medio Oriente” (L’Osservatore Romano, 6-7 febbraio, pag. 1).
· Ancora attacchi sulla città di Homs, dove l’esercito è pronto a lanciare l’offensiva finale. Le diplomazie occidentali hanno duramente condannato il no della Russia e della Cina alla risoluzione dell’Onu. Gli oppositori al regime di Assad hanno costituito un Consiglio militare (Avvenire, 7 febbraio, pag. 8).
· Incontro fra il presidente siriano, Bashar al-Assad, e il ministro degli esteri russo, Sergeij Lavrov dopo il veto russo e cinese alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Sono già tredici gli Ambasciatori che hanno lasciato Damasco. Mentre l’Unicef accusa che dall’inizio della repressione sono stati uccisi almeno 400 bambini (Avvenire, 8 febbraio, pag. 15).
· Ancora bombe sulla città di Homs, dove ci sono stati morti a causa dei bombardamenti soprattutto nel sobborgo di Bab Amro, dove il 40% degli edifici è gravemente danneggiato. La situazione alimentare è disperata, nessuno se la sente di uscire di casa “perché rischia di non tornare vivo” (Avvenire, 9 febbraio, pag. 6).
· Ancora bombardamenti sulla città di Homs. Da sei giorni la città è assediata dalle truppe del presidente Assad. Le Nazioni Unite cercano di rilanciare l’iniziativa diplomatica ed è prevista una nuova missione insieme alla Lega Araba (Avvenire, 10 febbraio, pag. 18).
· Due kamikaze hanno provocato 28 morti e oltre 200 feriti nella città siriana di Aleppo. L’attentato ha fatto una strage all’interno degli edifici delle forze di sicurezza. Secondo la televisione di Stato si tratta di terroristi (Avvenire, 11 febbraio, pag. 15).
· La repressione messa in atto in Siria dal Presidente Assad è giunta, secondo molti osservatori internazionali, a un punto di non ritorno. Dall’inizio della protesta (18 marzo 2011) a oggi sono oltre 7.000 i siriani morti. Tutto iniziò nella città di Deraa, dopo l’arresto di 15 bambini che avevano scritto sui muri slogan ispirati alle rivolte in Tunisia e in Egitto (La Repubblica, 11 febbraio, pag. 17).
· La Lega Araba è pronta a presentare all’Assemblea generale dell’Onu una risoluzione di condanna delle violenze in Siria (L’Osservatore Romano, 12 febbraio, pag. 3).
· La Lega Araba rompe con il regime siriano e appoggia l’opposizione. Anche il Papa, Benedetto XVI, all’Angelus ha chiesto alle autorità siriane di fermare lo spargimento di sangue (La Repubblica, 13 febbraio, pag. 15).
· Continuano gli attacchi contro la città siriana di Homs, dove ci sono oltre centomila civili intrappolati dai continui bombardamenti (Avvenire, 15 febbraio, pag. 16).
· Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha manifestato  la disponibilità a partecipare a una eventuale missione di peacekeeping promossa dall’Onu in Siria (L’Osservatore Romano, 15 febbraio, pag.1).
· Il presidente siriano Assad ha annunciato che il prossimo 26 febbraio si svolgerà il referendum sulla nuova Costituzione che prevede, fra l’altro, la libertà di culto e il multipartitismo. Continuano i bombardamenti su Homs, dove è stato colpito un oleodotto (Avvenire, 16 febbraio, pag. 14).
· Il presidente siriano Assad ha annunciato il referendum sulla nuova Costituzione. Il referendum si terrà il prossimo 26 febbraio. Nella nuova carta costituzionale è previsto il pluralismo politico e il potere sarà esercitato democraticamente attraverso le elezioni (L’Osservatore Romano, 17 febbraio, pag. 1).
· Otto bambini palestinesi, fra i quattro e i sei anni, sono morti sul loro scuolabus, che era diretto a Ramallah. Lo scuolabus è stato violentemente colpito da un camion israeliano. Il presidente Abu Mazen ha deciso tre giorni di lutto nazionale. E’ uno dei più gravi disastri avvenuti nella regione negli ultimi anni. Anche il premier Netanyahu ha fatto subito le condoglianze e ha offerto assistenza (Avvenire, 17 febbraio, pag. 15).
· L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione, non vincolante, che condanna la  Siria. “Oggi l’Assemblea – ha dichiarato il Segretario Ban Ki-moon – ha indicato una via per la risoluzione della crisi siriana che possa garantire un futuro di pace e democrazia per la popolazione, oltre al rispetto dei diritti umani e della dignità di tutti cittadini”. La Russia ha espresso una dura critica verso la risoluzione approvata (L’Osservatore Romano, 18 febbraio, pag. 1).
· Il presidente Assad, ha dichiarato che  “quello con la cui Siria si confronta è fondamentalmente un tentativo di dividerla e di mettere in discussione la sua posizione geopolitica e il suo ruolo nella regione” (Avvenire, 19 febbraio, pag. 9).
· L’Egitto ha richiamato il suo Ambasciatore dalla Siria (L’Osservatore Romano, 20-21 febbraio, pag. 1).
· Ancora morti in Siria. Attacco mirato nella città di Homs contro gli inviati di guerra. Sono morti due giornalisti, Marie Colvin e Remi Ochlik. Secondo il Presidente francese Sarkozy “ora questo regime se ne deve andare”. L’episodio è stato condannato anche da Mosca (Avvenire, 23 febbraio, pag. 6).

Iraq
· Al-Qaeda irrompe, in Iraq, con un messaggio video nella faida fra sciiti e sunniti, proclamando la guerra contro l’occupazione iraniana del Paese. C’è stato un attacco contro la casa di due poliziotti che ha provocato dieci morti, fra i quali sei bambini (Avvenire, 27 gennaio, pag. 17).

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