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Cristiani in Siria:
EMERGENZA

 

 

Un progetto a favore di circa 1000 famiglie, 120 bambini dell’oratorio estivo e quasi 800 bambini e ragazzi assistiti ad Homs.

 


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Prima del conflitto abitavano ad Aleppo 150 mila cristiani. Oggi ne restano circa 30 mila. Chi è rimasto vive in condizioni durissime. Dal 2016, insieme ai frati francescani e grazie anche ai lettori di Famiglia Cristiana, la Fondazione Giovanni Paolo II aiuta le famiglie che, dopo sei anni di guerra, resistono ancora ad Aleppo.
Abbiamo distribuito cibo, vestiti, coperte e generi di prima necessità, abbiamo permesso ai bambini di Aleppo di frequentare l’oratorio estivo, dimenticando per qualche ora le strocità della guerra grazie alle attività e ai momenti di gioco con gli amici. Abbiamo cercato di sopperire alla carenza di energia elettrica con i generatori di corrente e ai freddi inverni di Aleppo, distribuendo carburante per il riscaldamento. Da Ottobre 2017 abbiamo iniziato un progetto ad Homs, con le Suore del Buon Pastore, per prenderci cura dei più piccoli, grazie ad un luogo dove lavoreremo sulla riabilitazione psicologica per bambini con sindrome da stress post traumatico. Oggi, tra le priorità, oltre a portare a compimento gli impegni già assunti, puntiamo a sostenere le cure mediche, la ripresa di attività commerciali e la ristrutturazione delle case.


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Aleppo, Siria


Icona-GruppoI frati francescani della Custodia di Terra Santa  (Libano e Siria), le Suore del Buon Pastore di Homs, Famiglia Cristiana e tanti sostenitori privati impegnati nell’aiuto alle famiglie Siriane.

 

 

 


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In Siria, oggi i dati di una guerra senza fine sono tragici. Nessuno sa bene quanti siano i morti: forse oltre 450 mila, di cui 100 mila sarebbero civili, 20 mila bambini e 10 mila donne. 13.5 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari; 6.3 milioni sono sfollati interni; 4.9 milioni – in maggioranza donne e bambini – sono rifugiati negli stati confinanti, sottoponendo i Paesi ospitanti ad un grande sforzo nel sostenere le ripercussioni politiche, sociali ed economiche; 5,8 milioni di bambini vivono sotto i bombardamenti; quasi 3 milioni sono cresciuti vedendo solo la guerra. (fonte UNHCR)

Due bambini su tre dicono di aver perso qualcuno che amavano, la loro casa è stata bombardata o sono rimasti feriti a causa del conflitto. Il 50% degli adulti denuncia che gli adolescenti ormai fanno uso di droghe per affrontare lo stress, le violenze domestiche sono aumentate e il 59% degli intervistati conosce bambini e ragazzi reclutati nei gruppi armati, alcuni anche sotto i 7 anni. Secondo l’81 % degli adulti intervistati, i bambini sono diventati più aggressivi, sia nei confronti dei genitori e dei familiari che degli amici. Sono tantissimi i bambini che soffrono di minzione involontaria e di frequente enuresi notturna (lo riferisce il 71 % degli adulti) e quelli che la notte non riescono a dormire per gli incubi, la paura del buio, dei bombardamenti, della perdita della famiglia. La metà degli adulti intervistati denuncia che i bambini che non riescono più a parlare e sono molti anche quelli che commettono atti di autolesionismo, che sfociano spesso in tentativi di suicidio. (fonte Save the Children)