Fondazione Giovanni Paolo II onlus
  • sede legale: via del Proconsolo, 16 - 50122 - Firenze - ITALY
  • tel:+39 0575 583077

info@fondazionegiovannipaolo.org

L’omelia di Papa Francesco per la visita del patriarca copto-cattolico Ibrahim Isaac Sidrak

di Riccardo Burigana

«Per la prima volta ho la gioia di accogliere come Vescovo di Roma un nuovo Patriarca venuto a compiere un significativo gesto di comunione con il Successore di Pietro»: con queste parole papa Francesco ha aperto l‘omelia della celebrazione eucaristica del 9 dicembre nella cappella Santa Marta, una celebrazione che ha assunto un valore particolare proprio per la presenza del Patriarca Ibrahim Isaac Sidrak, capo e padre della Chiesa di Alessandria dei copti cattolici. Il Patriarca, accompagnato da una delegazione di vescovi, sacerdoti e fedeli egiziani, è stato ricevuto da papa Francesco per gli ultimi adempimenti relativi alla sua elezione, avvenuta nel gennaio 2013. Infatti, secondo le norme stabilite nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, una volta eletto il Patriarca aveva chiesto la «comunione ecclesiale» a Benedetto XVI che l‘aveva concessa immediatamente e a questo punto era necessaria una visita del Patriarca a Roma, entro un anno dalla sua elezione, «per venerare le tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo e presentarsi al Successore di Pietro nel primato sulla Chiesa universale». La celebrazione eucaristica è stata quindi l‘occasione per compiere questo passaggio istituzionale con il gesto dello scambio delle specie eucaristiche; dopo lo scambio della pace papa
Francesco ha presentato al Patriarca il corpo e il sangue di Cristo: il Papa e il Patriarca hanno unito le proprie mani per reggere il calice, come segno della profonda comunione delle Chiese cattoliche di rito orientale con il vescovo di Roma, in quanto successore di Pietro, testimoniando così l‘unità nella verità e nell‘amore. Nell‘omelia papa Francesco ha sottolineato il ruolo giocato dalla Chiesa di Alessandria fin dalle origini del cristianesimo, come erede della tradizione che si richiama all‘evangelista Marco e quindi a San Pietro; infatti questa comunità è «espressione della predicazione di San Marco Evangelista che la Chiesa di Alessandria dei Copti Cattolici ha sempre mantenuto lungo la sua storia.». Il papa si è poi soffermato, prendendo spunto dalla prima lettura, un passo di Isaia (35,1-10), sulla presente condizione dell‘Egitto, dove si vive un momento di smarrimento, di timore, di preoccupazione, tanto più se si appartiene alla Chiesa. Di fronte a questa condizione di incertezza i cristiani devono vivere nella speranza di un domani diverso, così come viene descritto dal profeta Isaia. Ci si deve affidare a Cristo perché solo in Lui si può trovare la forza per su-perare ogni difficoltà: la fede in Cristo può così vincere la paura che blocca il cammino degli uomini e delle donne nella ricerca della pace, fondata sulla giustizia e sull‘accoglienza dell‘altro. Per papa Francesco si deve pregare «con fiducia perché in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente la pace possa sempre rialzarsi dalle soste troppo ricorrenti e talora drammatiche», con un evidente riferimento a quanto è capitato negli ultimi anni. Per uscire da quella perdita di fiducia nel domani che ha di fatto congelato ogni gesto e soffocato ogni speranza si devono cercare «strade di incontro, strade di fratellanza, strade di pace» da percorrere con l‘aiuto del Signore proprio per rompere questa situazione di immobilismo. Papa Francesco ha proseguito l‘omelia rivolgendo ancora un pensiero all‘Egitto, ricordando come la lettura delle Sacre Scritture ci dice che in Egitto la Santa Famiglia ha trovato rifugio in un momento particolarmente doloroso; proprio nel ricordo di quest‘accoglienza i cristiani devono pregare il Signore affinché «vegli sugli egiziani che per le strade del mondo cercano dignità e sicurezza». In questa omelia, ancora una volta, papa Francesco ha invitato a confidare nel Signore per costruire la pace, soprattutto nel Medio Oriente, dove i cristiani vivono una stagione difficile per il restringersi degli spazi di libertà religiosa. Al termine della celebrazione eucaristica, alla quale hanno presto parte, tra gli altri, il cardinale Leonardo Sandri e l‘arcivescovo Cyril Vasil‘, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per le Chiese orientali, il Patriarca ha voluto esprimere il suo ringraziamento non solo per questa celebrazione ma soprattutto per le parole del pontefice di vicinanza alle sofferenze del popolo egiziano. Con queste parole papa Francesco ha voluto rinnovare l‘invito, che altre volte è risuonato nei suoi interventi pubblici, per un impegno concreto da parte di tutti i cristiani a farsi costruttori di pace nel Medio Oriente, così da rimuovere ogni forma di violenza e di discriminazione.

Il Papa celebra con il Patriarca Sidrak

1 Comment

  1. antonio sofia
    25/12/2013

    ho pregato per l’importantissimo evento. grazie a papa Francesco e al Patriarca

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.